Negli ultimi cinque anni, il lolita old school è diventato trendy e si è creata una bolla speculativa nel suo mercato. Osservare questo fenomeno mi ha portato a chiedere quali siano i motivi interni alla moda, che hanno causato questo balzo di rilevanza e interesse (ci sono anche motivi esterni a essa, ma non sono rilevanti al momento).
Il lolita old school è desiderabile per molti motivi, ma uno dei più interessanti per me è la sua silhouette: la forma dei vecchi abiti si riconosce a colpo d’occhio, e si discosta enormemente da quella degli abiti moderni.
Sento spesso giovani lolita dire che il vecchio lolita è diverso, ha un appeal che non trovano nel mercato del lolita moderno. Una delle ragioni è spesso associata al modo in cui veste: molti dicono “il lolita di una volta era più corto”, altri dicono “il lolita di una volta aveva gonne meno gonfie”.
È difficile esplorare questo argomento, perché la discussione si incaglia non appena si nomina il concetto di lunghezza. La lunghezza degli abiti lolita, infatti, è un criterio fuorviante. È falso che gli abiti lolita vecchi siano tutti universalmente corti, così come è errato presupporre che tutti gli abiti moderni siano lunghi. Gli abiti lolita hanno sempre avuto lunghezze variabili, a seconda degli stili e sottostili ai quali volevano ispirarsi.
Per questo, il focus di questa analisi sarà la silhouette.
NOTA: non tutti abbiamo lo stesso concetto associato alla parola “silhouette”, e forse si tratta di una parola che ho coniato io [mi perdonino i sarti che leggono m(_ _)m].
Ad ogni modo, per chiarezza, quando parlo di silhouette, intendo l’incrocio di questi tre valori:
silhouette: dove cade il punto vita ✖ proporzioni tra bustino e gonna ✖ ampiezza (ruota) della gonna
Le fonti alle quali ho attinto sono tre:
- gli snaps, per esplorare cosa fosse il lolita di vent’anni fa;
- il mercato del lolita giapponese e cinese moderno, tramite i release reperibili su Lolibrary;
- il mercato dell’usato, che raccoglie tutti e tre questi tipi di abiti
Ho provato a scrivere un articolo basandomi solo su questi materiali, ma mi sono resa conto di due cose: parlare di vestibilità di abiti raffigurati in 2D, in foto di 40x40px, è estremamente noioso e incomprensibile ( ̄▽ ̄*)ゞ e non si arriva a una reale conclusione. Poi, ho pensato: ho a disposizione un guardaroba di ragguardevoli dimensioni, non sarebbe male metterlo a frutto in nome della loli-scienza :B
Per questo, aggiungerò esempi dalla mia materia prima, per condurre uno studio poco scientifico, ma dall’alto potenziale visivo, e tentare di rispondere alla domanda:
Come è cambiata la silhouette dell’abito lolita?
Ho preso in esame alcuni degli esemplari che meglio rappresentano i design della loro epoca, e li ho appaiati in maniera strategica per mostrare le differenze (sì, è stato molto divertente)
L’idea dei flatlays non è grandiosa, perché non è possibile mostrare come calzano veramente gli abiti, serve solo a mostrare le differenze più lampanti. Quindi, dovrete fidarvi di me quando parlo di come vestono.
Il passato tramite un esempio da Angelic Pretty
Square neck OP vs Romantic Tiered JSK
Square Neck OP del 2003 è corto, ma ha anche proporzioni tra busto e gonna molto simili. Anche se le spalline sono elastiche, si vede bene come l’area de busto sia più lunga di quella del Romantic Tiered, quindi il punto vita cade più in basso. La gonna è più corta.
Romantic Tiered JSK del 2023 è lievemente più lungo, ma ha un bustino corto associato a gonna più lunga, stravolgendo le proporzioni e ribaltando in toto il concetto di silhouette dei primi anni 2000. La vita cade più in alto, la gonna prende il grosso dello spazio sul corpo di chi lo indossa. Guardando al fit sul manichino, si nota subito come l’intenzione di Angelic Pretty sia quella di mantenere una vita sfinata: l’abito è pensato per avere una vita stretta e una grande gonna lunga.
Il punto vita dello Square Neck cade più in basso di quello del Romantic Tiered, nonostante le spalline dell'abito moderno siano regolate alla maggiore lunghezza possibile. Ho usato una petticoat abnorme per l’abito del 2023, e c’era altro spazio sotto la gonna. La prossima volta ci nasconderò sotto qualcuno della protezione testimoni, Klaha, non so💧
Come dicevo, è difficile riassumere in punti i primi dieci anni di moda lolita, ma per me è chiara la loro silhouette. Tra abiti a stile impero, a vita giustificata, salopette, lunghi o cortissimi, risulta immediatamente evidente come la forma del lolita ideale fosse bilanciata.
I bustini più corti erano associati a gonne poco voluminose, sia lunghe che corte. Gli abiti più pomposi erano equalizzati da grosse maniche, o punti vita naturali, che sfinavano il fit. Era raro vedere abiti molto voluminosi, sia nel lolita corto che in quello lungo. Il primo avvento del volume nelle gonne è stato tramite l’ondata di popolarità del lolita OTT sia sweet che classic, dal 2010 in poi.
Proseguiamo il ragionamento con l’esempio seguente, questa volta dal brand Innocent World.
Innocent World
Crown Button 3 tier JSK vs Flora JSK short
Corset Tiered JSK vs Flora JSK long vs modern long
Crown Button 3 tier JSK del 2003 è corto e con proporzioni armoniche. Le spalline regolabili rendono il punto vita mobile, che è un grande asset per una persona più alta come me. Flora JSK short del 2009 è corto, ma ha il punto vita più in alto a causa delle spalline fisse, e una gonna più ampia come si vede dalla sovrapposizione dei due.
Corset Tiered JSK del 2015 viene dalla fase intermedia degli anni 2010 e rappresenta la tendenza ad avere gonne più lunghe, con proporzioni diseguali tra sopra e sotto. Si tratta di un abito squisitamente classic, che incarna il sottostile in maniera molto più univoca dei suoi fratelli più vecchi.
Infatti, qui si introduce un punto interessante: la silhouette è anche uno strumento di distinzione del sottostile di appartenenza dell’abito. Non è una regola rigida, ma un indirizzo. Nella moda lolita di oggi, gli abiti sweet sono spesso a vita più alta, per creare una forma più compatta, con gonna gonfia; gli abiti classic tendono a essere più lunghi e ampi sotto; gli abiti gothic sono genericamente molto corti o molto lunghi, con un punto vita ben definito. Negli ultimi anni, va per la maggiore la forma lunga, con gonna ampia, per tutti i sottostili principali.
Il periodo old school contiene la fase primordiale della moda, in cui i tre sottostili erano ancora fluidi e in fase di definizione. Per questo, in fatto di silhouette vigeva una sola regola: varietà. Tra gli anni ’90 e la prima decade del 2000, troviamo abiti molto corti ma gothic, a vita ribassata ma sweet, con stampe classic ma silhouette gothic, e così via. Questa varietà è un motivo di interesse difficile da descrivere, ma lampante non appena si rivolge lo sguardo al confronto release vs re-release moderni.
Prendiamo Victorian Maiden, altro marchio giapponese fondativo della moda. Le loro silhouette si sono appiattite su un’unica forma: busto cortissimo, vita alta, gonna lunga e molto voluminosa sull’orlo. Anche paragonando il release del 2026 di Crown Print JSK (in alto a sinistra) con il Noble Queen del 2010 (in basso a destra), anno in cui le gonne lolita avevano già iniziato a gonfiarsi, si nota subito come la gonna dell’abito moderno sia più ampia e più lunga di tutti i suoi predecessori. Il suo fratello più grande, il Crown Print originale, era pensato per avere una gonna lunga ma contenuta, in cui la stampa si intravedeva drappeggiata tra le pieghe.
In passato, se la gonna si allungava, la silhouette si sfinava, rendendo la petticoat quasi superflua. Adesso, l’abito pomposo, lungo e ampio, è molto comune e non ha un’appartenenza stilistica chiara. I release moderni di stile classic, sweet e persino gothic seguono questa direttiva.
Conclusioni fin qui
Fino a qui, abbiamo stabilito alcuni punti chiave:
- non è veramente cambiata la lunghezza degli abiti lolita, è cambiata la loro silhouette;
- la silhouette di un abito lolita è l’incrocio della posizione del suo punto vita, della lunghezza della sua gonna e del volume di essa;
- la silhouette non è solo frutto della mente del designer, ma come tutto, è anche influenzata dai trend;
- la silhouette contribuisce a comunicare il sottostile di riferimento per l’abito (ma non è fattore decisivo o pregiudicante per esso). Si può parlare di preferenze per ciascun sottostile, non di assoluti (es: esistono abiti sweet con la vita ribassata e a stile impero).
Stabiliti questi punti, andiamo avanti parlando dell’ultimo elemento della silhouette: l’ampiezza delle gonne.
Per approfondire questo aspetto, vorrei concentrarmi sul marchio di Baby, di nuovo, giapponese e fondativo. La loro direzione artistica è molto distinguibile, non per niente sono uno dei brand più importanti della moda!
Mi ha sempre colpita osservare come le loro gonne si siano allungate e allargate; è un cambiamento graduale avvenuto negli ultimi 15 anni.
Baby TSSB
Tartan Check Hem JSK vs Classical Rose Bouquet JSK vs Kumya’s Love Heart Embroidery JSK I 2021
Sono molto fortunata a possedere Tartan Check Hem JSK, che ho già analizzato a paragone col suo release moderno in questo altro articolo. Lo ripropongo come punto cronologico di partenza: all’inizio della loro carriera, questa era la silhouette proposta da Baby, con bustino e gonna equalizzati e gonna a ruota molto piccola. Classical Rose Bouquet JSK è un punto intermedio, in cui lo stile sweet si stava consolidando ed era progressivamente associato a punti vita alti con gonne voluminose. Kumya (risparmiatemi il nome chilometrico vi prego) JSK è un abito quintessenziale sweet, con vita alta e gonna super voluminosa. Se Kumya JSK fosse stato prodotto vent’anni fa, la gonna non avrebbe avuto tutte quelle pieghe e il punto vita sarebbe stato più basso.
Una delle osservazioni che sento fare più spesso sui nuovi release di Baby è proprio questa: i volumi delle gonne sono diventati enormi, quasi difficili da gestire.
Un altro abito esemplificativo di questa deriva, è il celeberrimo Elizabeth OP, che io possiedo sotto forma di JSK. Posso testimoniare che la gonna è ampissima, mentre in origine l’abito era pensato per essere più corto e solo lievemente scampanato.
E da qui si potrebbe scivolare in una serie di paragoni piuttosto sterili, tra versioni passate e moderne di alcuni design iconici di brand giapponesi, come i seguenti.
Piccola parentesi sulle critiche ai re-release: non ha senso esigere che le versioni moderne siano identiche a quelle di venti o più anni fa. Ci sono motivi di marketing, di proprietà intellettuale, di catena produttiva e di posizionamento dei brand che non hanno niente a che fare con l’evoluzione estetica della moda. In poche parole: ci sono varie ragioni dietro alla necessità dei brand di distinguere i re-release dalle versioni originali.
Il motivo per cui li includo in questa analisi è che sono il coronamento perfetto di questo ragionamento sulla silhouette: basta guardare ai vecchi release degli stessi abiti per capire come la forma del lolita sia cambiata. Di rimando, a causa di questo cambiamento, c’è una domanda formatasi sulla assenza di silhouette old school sul mercato. Io in primis la comprendo, perché non apprezzo il modo in cui mi veste il lolita moderno, mentre mi sento valorizzata da quello vecchio.
Tuttavia, il fatto che la moda si evolva e cambi è un segnale di benessere: significa che il lolita è ancora vivo e vegeto, che segue i desideri di chi indossa la moda, si adatta al passare del tempo. Insomma, vedere dei re-release palesemente diversi dalle loro prime versioni è un prodotto della domanda attuale, e il fatto che ci sia ancora una domanda va solamente celebrato. Bisognerebbe esplorare quale sia la demografica dietro alla domanda, ai clienti del lolita moderno, e che gusti siano trendy adesso.
Basandomi su
- I release nuovi dei principali brand giapponesi,
- I re-release di vecchi design,
- L’enorme fetta di mercato di Taobao
- I nuovi marchi lolita che ibridano stile giapponese e produzione cinese,
Vedo che l’idea moderna di lolita è quella che privilegia una gonna voluminosa, possibilmente lunga, che prende tutto il peso visivo della silhouette. Evidentemente, il grosso dell’utenza lolita preferisce questa forma, che è stata spinta negli ultimissimi anni soprattutto dai rivenditori cinesi. Dopo un periodo di graduali modifiche dall’epoca old school ai primi anni del 2020, anche i principali marchi giapponesi hanno abbracciato questo cambiamento, adattandosi al nuovo gusto coi loro release moderni.
In particolare, noto come Shimamura, Chalmiere e i mille sottobrand di Amavel stiano saturando il mercato dell’usato, iper-producendo abiti dalla silhouette lunga e pesante in volumi abnormi.
Per questo, osservare le piattaforme di seconda mano come Closet Child e Wunderwelt è peculiare per consolidare questa analisi: è un oceano di abiti dalla forma stereotipica moderna, in cui la merce old school salta subito all’occhio.
Alcuni indie brand di Taobao cercano di seguire il gusto per l’old school, producendo abiti dalle silhouette molto simili a quelli vecchi, e promuovendoli con servizi fotografici nostalgici. Però, vedo che lo stile preferito resta quello moderno: molto accessoriato, tendente all’OTT, con un esubero di pizzi e dettagli sugli abiti stessi. Per questo, anche se c’è una varietà di proposte dalla Cina, restano troppo poche e stilisticamente carenti per costituire un’alternativa valida all’enorme domanda di lolita old school.
[ricordo il caveat iniziale: queste riflessioni si concentrano sui gusti di chi veste la moda, non tengono conto dei fattori esterni e delle macrodinamiche che creano una bolla di prezzi e generano hype]
Conclusioni
Abbiamo visto come l’evoluzione della silhouette non abbia tanto a che fare con la lunghezza della gonna, quanto con le proporzioni dei tre elementi cardine: busto, gonna, volume.
Si è passati da una maggioranza di release di abiti dalle proporzioni armoniche, in cui busto, gonna e volume della gonna si equalizzavano, a una maggioranza di release in cui la gonna e il suo volume sono il punto focale della figura.
Abbiamo visto come questo cambiamento sia avvenuto gradualmente all'interno dei principali marchi giapponesi, negli ultimi 10 anni, mentre sia piuttosto intenzionale e adottato in toto dai marchi cinesi su Taobao.
Fatti tutti questi esempi, diventa più facile esplorare il lolita moderno e capire a colpo d’occhio perché si discosta da quello di una volta, in primis nella sua forma.
Anche se tanti dei materiali vengono ripresi, i design riproposti e le stampe riprodotte, la silhouette è stata permanentemente modificata. Un altro elemento che spinge verso la nostalgia per l'old school è l'assenza di varietà nelle silhouette moderne, che ricadono nella forma di cui sopra per tutti e tre i sottostili. In fine, al di fuori di questa analisi, la nostalgia old school è più o meno giustificata da una preferenza per il massimalismo e per i materiali sintetici nella moda attuale, rispetto al minimalismo e alla grande presenza di materiali naturali e variegati nella moda old school.
Conclusioni personali
Attraverso la ricerca e la scrittura di questo articolo, ho capito come la nostalgia per l'old school sia soprattutto quello: pura nostalgia. Gli utenti del lolita moderno, che siano giovani o stagionati🧀, sentono la mancanza di quel periodo primordiale della moda in cui c'era sperimentazione, dinamismo ed esplorazione, tramite le silhouettes, le stampe, le influenze stilistiche e i materiali. Tuttavia, la canonizzazione della moda in archetipi è fondamentale per la sua sopravvivenza. Il lolita non potrebbe esistere se non si fosse consolidato all'interno di varie scatole, se non si fosse mai reso riassumibile, e quindi riproducibile su larga scala.
Infatti, la produzione moderna è massiva (pur rimanendo infinitesimale paragonata agli standard dell'industria della moda), molto più abbondante di quella dei primi brand giapponesi dei primi anni 2000. La platea di persone nella moda si è ampliata, la catena produttiva si è quindi standardizzata e scalata in grande. L'accessibilità enrome che la moda lolita ha oggi è a discapito della varietà e sperimentazione della sua offerta.
Credo che il fenomeno della old-school-mania dipenda dal tutti questi elementi, per quanto riguarda i gusti di chi la moda la veste. Ci sono una miriade di fattori esterni a essa che, invece, sono responsabili della creazione di una bolla speculativa.
Limitatamente a noi lolita, la voglia di old school rappresenta una richiesta per qualcosa che manca, che non è ancora stato riprodotto in quantità sufficiente a soddisfare la domanda. È troppo approssimativo parlare di cotone vs poliestere, stampe vs tessuti variegati, o appunto, gonna corta vs gonna lunga. Spero che in questa analisi siano emersi gli elementi più nascosti che rendono questa una nostalgia minimamente giustificata.
C’è terreno fertile per rievocare tutto ciò che è vecchio lolita, oltre la combo bianco x nero, oltre il cotone, oltre i filtri vintage sulle foto; rievochiamo la sperimentazione, la convergenza tra sottostili, i prestiti da altre mode, la produzione da materie prime variegate, i cataloghi eclettici.
Se avete letto fino a qui, vi meritate un diploma, un attestato di partecipazione.
Non scioglietevi in questo caldo mi racc basciuz xx





























