sabato 7 maggio 2022

Boccioli di primavera

 Eccoci arrivati alla primavera! Questi sono i coord che sono riuscita a indossare negli ultimi 2-3 mesi, assieme a qualche breve recensione degli oggetti che indosso.

Cappellino fatto a mano non da me
Camicia, calze, cardigan BTSSB e seconda camicia offbrand
Gonna Emily Temple Cute
Scarpe Bodyline

Questo coord è candeggina per gli occhi dei puristi della moda lolita, ma può essere di conforto per quelli a cui piace sperimentare. Essendo la gonna di ETC mooolto corta, ho pensato di andare fino in fondo e provare come sarebbe stata con e senza bloomers, con e senza cardigan e con e senza camicia infilata nella gonna. Ogni foto ha una piccola differenza rispetto alla prima.

C'è qualcosa di androgino in questo coord, ma non so se lo vedo solo io. E' stato davvero liberatorio divertirmi davanti allo specchio e giocare con i vestiti, mi mancava. Sono anche contenta di poter condividere questi esperimenti senza paura di essere epurata dalla community online :V
Non sono uscita vestita così, però.

Giacca e gonna: Violet Fane
Calze: Alice and the Pirates
Scarpe e foulard da testa: Taobao

Parlando di liberarsi: sono andata a comprare le verdure dal fruttaro con questo set giacca-gonna di Violet Fane. Il design delle maniche è unico nella moda, sono splendide e quando muovi le braccia creano uno sbuffo d'aria che esce dal colletto e aiuta molto per il caldo 😆
Vorrei parlare un attimo dei due prodotti, per evitare di fare una recensione a parte.
Comprare da Violet Fane è stata davvero una bella esperienza. Ho agguantato il set appena lo hanno messo online, temevo che uno dei due pezzi sarebbe andato esaurito. Il prezzo dei due è proporzionato al livello di premura con cui la collezione Café Rose è stata concepita: si tratta di velluto prodotto e lavorato in Europa, da cotone biologico; il ricamo viene fatto in sede, nel laboratorio di Barcellona, pagando equamente i sarti; tutto il processo viene tenuto in Europa, dal disegno al confezionamento.
Ci tengo molto acciocché le persone capiscano che il lavoro va pagato, soprattutto se sono persone formate e specializzate a svolgerlo. Spero che questo aiuti a comprendere i motivi dietro ai loro prezzi.
Il pacco che mi è arrivato era delizioso, impacchettato con tutti gli elementi della collezione e accompagnato da adesivi, biglietti e fiori finti, in linea con l'estetica del marchio Violet Fane. Comprerei senz'altro di nuovo da loro, è stato davvero senza pensieri. E senza dogana huehuehuehue 😷

Abito e calze: BTSSB
Scarpe: Bodyline
Cuffia: Majoly shop

Il mio amore per questo OP è tale e tanto che devo fisicamente trattenermi dallo scrivere un trattato a riguardo. Dirò soltanto che è un pezzo del 2002, con balze sul retro, maniche a bombetta, colletto staccabile e fiocchi su collo e lati gonna (in inglese so che si chiama ladder lace, ma non riesco a capire come si chiami in italiano). Il pizzo sull'orlo della gonna è un intricato pattern, in cotone, che ha resistito meravigliosamente al passare del tempo.

L'ho indossato come reazione al fatto di dover fare pulizia dell'armadio, è arrivato quel momento ciclico in cui cedono le aste appendiabiti 💦 Nel momento in cui devo selezionare quali teste far rotolare, mi è venuta ansia di dover vendere abiti per i quali ho penato e mi sono abbracciata a questo vestito come terapia.
Avrei voluto usare un altro tipo di calze per aderire perfettamente al tema old school, ma purtroppo sono ancora bloccate in Giapponeeekdnks meglio sorvolare.
Piccola nota sulle Rocking Horse Shoes: le cinghie cadono dal polpaccio, quello che vedete in foto è pura finzione 🤡 La realtà è che vanno attorcigliate strettissime attorno alla caviglia per camminare.

Headdress: Majoly shop
OP: IW
calze: AATP
scarpe: Bodyline

Questo è un'altro di quegli abiti di cui sono follemente innamorata. Ormai dovrebbe essere chiaro quanto sia scettica nei confronti di chi si strappa i capelli per i propri abiti, sono pur sempre solo vestiti. Però, trovare casualmente questo OP e riuscire a possederlo è come avere un pezzo d'archivio per me.

Oltre a essere vecchio, anch'esso del 2002, è un pezzo della storia della moda lolita. I design degli abiti di Innocent World si sono progressivamente appiattiti su un paio di modelli, sui quali vengono applicati diversi dettagli e stampe, ma mantengono più o meno le stesse linee. Questo, invece, appartiene a quel periodo di sperimentazione e creatività che adesso non ci si può più permettere.


 

E' un OP incredibilmente largo, pensato per essere un capospalla, magari lasciato sbottonato per far intravedere il completo sottostante. Nelle foto di catalogo lo si può vedere indossato in questa maniera dal manichino.
Inoltre, le misure di spalla e vita fanno intendere che fosse un capo maschile, probabilmente destinato ad aristocrat e ouji. Il materiale è un cotone pesante, simile a quello delle giacche militari. Le spalle hanno un taglio squadrato insolito per la moda lolita. Le maniche sono con taglio a principessa, che invece era molto comune in quegli anni. Sul petto c'è un arricchimento di rouges che termina in un colletto alto. La stampa è abbastanza comune, ma comunque molto più nitida e fitta di molte altre a tema floreale che IW ha poi scelto.
La quantità di elementi bizzarri e quasi contraddittori fra loro, mi fa pensare che fosse una sperimentazione dalla parte del brand. Un tentativo di espandere il catalogo e accattivare nuovo pubblico. Immaginare questo contesto dinamico ed estremamente creativo mi scalda il cuore, mi riporta indietro negli anni e mi ricorda della dimensione collezionistica di questo hobby: anche se smettessi di indossare la moda, non venderei mai quest'abito.

Grazie per aver guardato o letto! Ci vediamo nella stagione in cui si puzza di sudore e ci si disidrata solo respirando! ☀☀☀

Baci8 xx

venerdì 1 aprile 2022

La moda lolita, i social e l'italiano

Si avvicina l'anniversario dell'apertura della mia pagina Instagram e questo post non è un pesce d'aprile 🐟 La scadenza e alcuni discorsi fatti di recente mi hanno dato il coraggio di scrivere un pezzo d'opinione su un argomento molto complesso, al quale tuttavia tengo molto.

In questo post parlerò del legame fra lolita e social, con tutte le implicazioni che ne conseguono, e della assoluta necessità di una produzione di contenuti in italiano per la sussistenza della moda stessa in Italia.
Data la ampiezza di questo argomento, lo affronterò per punti, partendo dal casus che mi ha portata a tradurre sempre i miei contenuti online.
Credo profondamente nella rilevanza di questo discorso e prometto di andare dritta al punto, limitando le parentesi e le giustificazioni.

Perché pubblico contenuti lolita in italiano

Sono stata una lolita sola, silente e riservata per buona parte degli ultimi dieci anni. Nel 2020 ho scelto di uscire dall'anonimato per ricercare una community italiana nel quale entrare, spinta dalle circostanze che tutti ben ricordiamo. Così, ho scoperto con rammarico che nemmeno una delle piattaforme che conoscevo era sopravvissuta all'avvento dei social. Oh beh ¯\ (ツ)/¯ ho lasciato che passasse un anno prima di agire di conseguenza.
Nel 2021, dopo aver osservato e fruito delle community online internazionali, ho deciso che avrei creato almeno una fonte di testo inerente alla moda che fosse in italiano.
Le ragioni erano due: volevo che esistesse un feedback italiano per le ricerche Google di persone interessante alla moda qui, e dare almeno un appiglio a chi già veste lolita e crede di essere l'unico nel Paese.

dal mio account Instagram

 

Perché è fondamentale trovare contenuti in italiano?

So benissimo che le persone nate dopo il '90 sono in grado di consumare contenuti multimediali in inglese, o lo sanno addirittura parlare fluentemente. Il punto non è l'accessibilità: il mondo lolita è già accessibile tramite le fonti inglesi, le community sono già fruibili online in ambienti anglofoni. Il punto sono le conseguenze di una fruizione di informazioni unicamente in inglese e l'adesione a una comunità internazionale.
La moda lolita è, letteralmente, una moda. Sono vestiti che, per quanto possano essere idealizzati, strumentalizzati per una causa o deificati come cimeli storici, dovranno essere indossati a un certo punto. Quando si è parte della comunità lolita internazionale, l'unico modo per condividere la moda e ricevere consigli è quello di postare i propri coord, sotto i quali ricevere commenti. Se la persona non ha nessun altro con cui condividere l'esperienza di indossare questi benedetti vestiti, il divertimento finisce più o meno lì.
E' davvero possibile sentirsi parte di qualcosa che esiste solo online?
Inoltre, approfondiamo l'aspetto linguistico: è davvero possibile sentire propria una moda della quale è possibile parlare solo in inglese? Per di più, con persone che vivono a centinaia (di migliaia) di chilometri da noi, in Paesi nei quali i costumi sociali sono diametralmente opposti ai nostri?
Non si tratta di un'alienazione assoluta, però manca quella familiarità più profonda, più sottile. Si tratta del senso di appartenenza, vicinanza fisica e solidarietà che è imprescindibile avere quando si esce di casa vestiti come un trip acido rococo-vittoriano.

"Ma, Francesca" dirà qualcuno, "ho trovato persone stupende in Svervegia, che mi hanno accolto come un figlio, che mi aiutano e mi supportano quotidianamente. Vesto lolita da x e non mi manca nulla"

Legittimo. Pure io sono contenta di amicizie strette online con persone dall'altra parte del globo, sulla base di come pensiamo debbano essere coordinate le platform. Non sto dicendo di buttare via dei validissimi e verissimi rapporti umani. Infatti, le due realtà non sono in contrasto: si può far parte delle comunità anglofone online e in concomitanza avere una comunità italiana di riferimento.

La differenza si sente quando della moda si smette di parlare e si inizia a vestirla.

Essere lolita online vs. in fisico

Vivere la moda lolita unicamente online ha implicazioni che si rifanno alle dinamiche dei social network. Per nominarne alcune: ossessione per il confronto, invidia inconscia, atteggiamenti intolleranti latenti o palesi, trolling, dipendenza dagli acquisti, cancel culture... Di nuovo, non è tutto da buttare, ma bisogna misurare i pro e i contro.
Di fatti, ci sono anche dei pregi: come sopra, si guadagnano tanti rapporti umani di valore. Tuttavia, specialmente nella moda lolita, le dinamiche distorte hanno spesso un effetto devastante sui neofiti. Significa che i coord che si indossano saranno sempre sottoposti allo scrutinio di moltissime persone, perlopiù estranee, a volte nemmeno attivamente partecipi nella moda, disposte a dare una quantità di opinioni non richieste. Significa che insulti come "ita" e "fatty chan" verranno letti spesso e temuti fin dai primi giorni. Significa anche esporsi a tutte le controversie, anche quelle più avulse dal proprio contesto o più superficiali, solo perché vengono echeggiate da una quantità di utenti, anche se, reitero, non hanno nulla a che fare con noi.

In sintesi, per un neofita vivere la moda solamente online crea molte aspettative, carica di molta pressione ed espone a molte più voci, non tutte amichevoli. Più si prolunga la permanenza in questo sostrato, più si interiorizzano canoni e regole che sono assolutamente irrilevanti e, alla lunga, rendono l'esperienza nel lolita estenuante.

E' facile pensare che non vale la pena vestirsi se non si rispecchia pedissequamente la performance degli account più seguiti su Instagram. E' facile denigrarsi e minimizzare i propri sforzi se li si paragona a un fantomatico altro, che è sempre più curato, più bello, più esperto e dispone di un guardaroba più grande del tuo.
Quando questa è l'unica dimensione in cui si vive l'hobby lolita, smette presto di essere divertente; diventa l'ennesimo ambito per il quale non ci si sente all'altezza e si sviluppa pure un certo rancore generalizzato verso questo altro, sempre lì, sempre pronto a ricordarci quanto non andiamo bene.

un segreto del 2013 da Behind the Bows Livejournal

Un'idea

C'è un modo per andare oltre queste dinamiche. Un modo per far sì che davvero quello di internet diventi un rumore di fondo, e non resti soltanto una patetica fandonia che ci raccontiamo collettivamente, mentre subiamo ogni secondo di quel circo.
Indossiamo questi vestiti nella vita reale, con persone affini.

Non parlo di diventare lifestyler (indossare lolita come abbigliamento quotidiano), ma di restituire alle community locali il ruolo centrale che meritano. Torniamo a dare centralità all'attività in persona: solo così si può neutralizzare questa condizione. Di nuovo, per fugare ogni dubbio, non sto suggerendo di abbandonare la propria presenza di lolita online. Le due cose possono convivere, ma ci vuole una gerarchia che privilegi sempre e comunque quello che si vive dal vero.

Inoltre, si risolvono questioni ataviche come la presunta assenza della moda in Italia e la creazioni di risorse per future lolita. Si risolvono anche diatribe perenni, drammi e scandali locali. Quante volte avete sentito una persona che veste la moda venirvi a dire "quella camicia non ci sta un ca**o, io avrei coordinato meglio l'abito che hai" in faccia a un meet? E anche nell'assurda circostanza in cui fosse accaduto, quante volte la cosa si protrae per anni, ledendo la vostra voglia di indossare la moda?
Mi sembra superfluo andare avanti a elencare la quantità di discrepanze fra quello che si vive su internet e quello che si vive in fisico.

segreto del 2013 (Behind the Bows LJ)

Quindi, tornando all'italiano e alla mia fissa di tradurre post che sarebbero perfettamente compresi dai miei colleghi che vestono lolita in Italia, ora dovrebbe essere chiaro perché io ci tenga in modo così ostinato.
Cito la mia esperienza come esempio, ma sono sicura che sia largamente condivisibile. Io sono stata in grado di appassionarmi al lolita perché ho quasi immediatamente staccato la moda dalla sua community internazionale su internet. Ho subito partecipato al GLZ forum, ho quasi subito indossato il mio primo coord con altre persone lolita e ho presto scisso le due cose.
Le persone che adesso sono giovani adolescenti vivono in una fase di internet diversa dalla mia e forse sono svantaggiate in questo senso. Tuttavia, voglio che si crei un ambiente conciliante anche per loro, perché sappiano che c'è un livello successivo, che ci sono persone come loro in Italia.
Voglio che chi legge si ricordi sempre che io e altri siamo qui, vicini, a un messaggio di distanza. Voglio anche che i curiosi italiani sappiano che ci sono persone che vestono in quel modo e che, chissà, potrebbero vedere qualcuno in lolita per strada. Non siamo chimere, esistiamo.
Poi, per trasparenza, voglio anche tornare a sentire quella familiarità con la moda che sentivo quando iniziai, nel 2011. Voglio parlare di lolita con le persone attorno a me, sentire che una comunità esiste ancora (anche se non ha più una piattaforma e non ho coraggio di crearla, per adesso) e sapere che c'è qualcuno disposto a viverla assieme a me.

Perché le mode alternative non sono niente senza la condivisione. Perché essere lonelita (lolita solo/a) non è divertente un cavolo. Perché è quello il punto della moda, per come è stata concepita e vissuta sin dall'inizio: identificare persone con interessi simili, trovarsi per strada, parlare, prendere un té assieme, passeggiare, farsi foto e farsi notare, farsi vedere in giro.



Usciamo, identifichiamoci e parliamo

Si fa presto a realizzare quanto poco importi la marca che indossi o come hai abbinato quelle scarpe di Bata (...esiste ancora?). E' più facile sperimentare quando non ti sottoponi allo scrutinio di una cerchia di 100 saggi; è più divertente vestirsi lolita quando hai qualcosa da fare con qualcuno; è più appagante possedere un bell'armadio quando c'è uno scopo dietro, per quanto sia esso semplice.

Per questo, non lasciamo che la dimensione in persona sia assorbita da quella online. Questo è il senso del creare qualche contenuto in italiano ed esorto quante più persone a cimentarcisi.
Anche se si vive in aree deserte sotto il punto di vista delle mode alternative, è sorprendente l'impatto che può avere il palesarsi come lolita in Italia: può essere il pretesto per legarsi a qualcuno, che poi si traduce in un piano per il futuro e, alla fine, può diventare un incontro.
Anche nella peggiore ipotesi in cui non si riesca mai a vedersi, resta una corrispondenza di vero impatto, con una persona del tuo Paese. Si crea network, si fa rete.

Spero che questo discorso, diventato più simile a un manifesto, sia un'ispirazione per chi legge in Italia.
Come si conclude un post così? Hasta lolita siempre? Forza Mana?

🗾💀💙forza Mana💙💀🗾

bisoux chu chu

martedì 22 marzo 2022

Lolita Bhiner: recensione

 Finalmente, posso scrivere una recensione sul servizio di Lolita Bhiner.

Questo post sarà molto descrittivo e dettagliato, nella speranza che l'indicizzazione delle parole chiave possa attirare anche totali neofiti e aiutarli a comprendere cosa significhi acquistare lolita dalla Cina, passo per passo. Prima di iniziare, premetto le solite note per evitare fraintendimenti:

- Questa è la versione più precisa degli eventi relativi a me, non la Verità Assoluta.

- Lolita Bhiner è soltanto uno shopping service: non ha nulla a che vedere con la qualità della merce, la sua fedeltà alle foto di catalogo o le tempistiche in cui viene prodotta. Non è un reseller, un rivenditore della merce di Taobao: la loro percentuale viene calcolata a fine transazione e copre unicamente l'intercessione con i negozi cinesi e lo storaggio della merce nei loro magazzini.

Per gli impazienti, alla fine troverete una sintesi dei pro e contro di tutto quanto.

Detto ciò, vediamo alcuni dei concetti fondamentali da comprendere prima ancora di recensire la mia esperienza.

Taobao, per dirla in poche parole, è l'amazon cinese. E' una piattaforma che ospita vari negozi online, i quali vendono di tutto: dalle scarpe ai caricabatterie agli impianti odontoiatrici. Tutti i marchi ospitati dalla piattaforma sono siti in Cina, comunicano con gli acquirenti in cinese, scanso rarissime eccezioni, e possono spedire la loro merce unicamente in Cina. Per questi motivi, quando si acquista da Taobao bisogna necessariamente avere un punto di relay in Cina, che possa ricevere la merce e inoltrarla all'indirizzo estero di ultima destinazione.
I reseller, o rivenditori sono delle piattaforme che acquistano prodotti da Taobao e li rivendono al dettaglio a prezzo maggiorato, di solito spedendo da un paese diverso dalla Cina. La differenza fra reseller e shopping service sta nella quantità nel momento in cui la tariffa viene richiesta al cliente: comprando da un reseller il prezzo include già il servizio di rivendita, mentre con uno shopping service il prezzo dell'articolo è pari a quello su Taobao, ma la tariffa del servizio viene addebitata a conclusione degli acquisti.
Gli shopping services (da qui in poi, abbreviato in SS) sono dei servizi di intercessione di acquisto, ovvero si occupano di ricevere e reindirizzare la merce che non può essere direttamente spedita all'estero, come quella di Taobao. Inoltre, a seconda della struttura del servizio, molti shopping services offrono anche una mediazione con i negozianti che può andare dall'aggiunta di una semplice nota, a uno scambio assiduo di richieste aggiuntive sull'acquisto. Esistono SS di ogni tipo: strutturati come aziende, composti da team di professionisti, o casalinghi, formati da una o due persone che lavorano da casa in modo amatoriale.

Lolita Bhiner si colloca a metà strada fra un servizio pienamente professionale e uno amatoriale: dal modo in cui il personale ha comunicato con me, ho capito che si tratta di un piccolo team che spesso contravviene all'etichetta. Questo genere di flessibilità non si trova presso altri SS di formato aziendale, come Buyee o 42agent.
Ho ricevuto risposte fuori orario lavorativo (rammaricandomi per la totale assenza di separazione fra vita privata e lavoro nella quale lo staff deve vivere) e proposte di conguaglio nelle situazioni in cui le mie richieste non potevano essere soddisfatte: un approccio volto a soddisfare il cliente a tutti i costi.

Vediamo nel dettaglio le tappe della mia esperienza d'acquisto.

Volevo da mesi uno specifico vestito del marchio Surface Spell (o "surfacespell" a seconda dei vari rivenditori) ed ero curiosa di provare Taobao. Dopo aver fallito nel creare un account a causa del prefisso italiano del mio numero di telefono, sono rimasta sprovvista di credenziali per navigare sul sito. Per qualche motivo, non riesco nemmeno a visualizzare i link diretti dei singoli abiti e venivo continuamente reindirizzata alla pagina di login.
Trovandomi totalmente tagliata fuori da Taobao, avevo bisogno di uno SS che offrisse anche il servizio di navigazione proxy, ovvero che visualizzasse per me le pagine dei prodotti, bypassando il mio problema col sito. Ho quindi trovato Bhiner, lo SS generico, e poi Lolita Bhiner, lo SS dedicato unicamente alla ricerca e all'acquisto di moda lolita.

Ho creato un profilo in un attimo e visualizzato le pagine del negozio di Surfacespell grazie al loro servizio di navigazione proxy. Ho subito messo nel carrello l'abito che volevo e ho chiesto un quote, ovvero un'indagine sulla disponibilità del prodotto presso il negozio originale.
Questo è un passaggio fondamentale per l'acquisto. Lolita Bhiner non ha accesso a tutti i cataloghi in tempo reale, ma conserva i dati di navigazione di Taobao nei propri server. Questo fa sì che eventuali aggiornamenti dovuti all'esaurimento scorte impieghino molto tempo prima di comparire sulla navigazione proxy di Bhiner. Inoltre, la stessa natura del business in Cina rende molto più volatili e aleatori i tempi di produzione della merce: alcuni prodotti vengono aggiunti al catalogo quando sono ancora in fase di manifattura, o i materiali non sono ancora disponibili; alcuni negozi mantengono un catalogo di facciata e producono solo al momento dell'ordine; alcuni sono veri e propri truffatori e non possiedono affatto la merce che espongono, e ci sono liste nere a riguardo.
Per questo, è imprescindibile chiedere a Bhiner di verificare la disponibilità prima di pagare l'ordine, anche se l'originale sito di Taobao ha l'articolo in esposizione.

Lo status dei vari quotes richiesti, ovvero il processo di controllo disponibilità, viene mostrato nel profilo di Bhiner assieme ad altri dati rilevanti sui propri ordini, mappando accuratamente ogni passaggio, dal quote alla spedizione verso di voi.


Al momento non è necessario spiegare tutte le sezioni del profilo. Alcune sono trasparenti, altre meno, ma diventano importanti solo nel momento in cui il volume dell'ordine diventa massivo.
Io ho ordinato con successo solo quattro articoli, ma è norma per le lolita approfittare della spedizione e dei prezzi concorrenziali di Taobao per prendere dozzine di articoli alla volta.

L'unica parte che vorrei spiegare è quella dei B-coins, ovvero la moneta del sito. A cosa serve, quando gli acquisti si pagano con Paypal? Servono per compensare le differenze di prezzo di alcuni articoli.
Come dicevo, la natura stessa del business di Taobao fa sì che molti articoli esistano solo nei servizi fotografici di catalogo. Gli accordi con le fabbriche di produzione cambiano continuamente in base all'economia cinese, per questo i negozi aggiustano costantemente i prezzi degli articoli, pompandoli o tagliandoli in base a quanto costa loro produrli.
In poche parole: se si acquista X a dieci euro, il negozio potrebbe richiedere il conguaglio di ulteriori cinque euro per compensare un costo di manifattura più alto del previsto. Per questo, Bhiner riferisce e chiede all'acquirente di pagare la differenza coi B-coins.
Mi astengo dall'esprimere opinioni su quanto questo processo sia trasparente, giusto od onesto. Bisogna fare un bell'esercizio di fede (non fiducia, fede) per condiscendere alle richieste di conguaglio. Mi è capitato di dover compensare 16 euro su un paio di scarpe del costo di 30. Come si vede, ho dovuto acquistare dei B-coins, lasciare che lo staff prelevasse il dovuto e 318 è la rimanenza.
Credo che il motivo dietro all'istituzione di questo processo sia quello di eliminare la possibilità di rimborsi sui conguagli: usando i B-coins, la transazione viaggia in modo indiretto tramite Paypal e non si può ricorrere ai loro moduli di reclamo. Inoltre, è vantaggioso per Bhiner creare un legame a lungo termine coi suoi clienti, tramite un saldo di B-coins da fruire: non si lascia volentieri moneta sonante in un conto virtuale, si tende a tornare per usarla e a portare altro lavoro al sito.

Tornando al mio acquisto, il processo è stato più lungo del normale a causa di un quote negativo (la merce non era più disponibile) e un abito il cui tessuto era stato cambiato per il quale ho chiesto il rimborso. Lo staff è stato gentilissimo e celere nel comunicarmi che Surfacespell aveva cambiato tessuto, mandandomi anche la foto del nuovo materiale e chiedendomi se fossi d'accordo. Alla mia risposta negativa, hanno disdetto l'ordine e inviato il rimborso su Paypal nel giro di qualche giorno.

Ho pagato la merce a giugno ed è arrivata nei loro magazzini alla spicciolata, fra fine luglio e inizio settembre. Il prodotto che ha prolungato il processo è stato l'abito, dal momento che era su misura.
Lo staff ha inviato una foto di prova di ciascun prodotto al suo arrivo in magazzino. Le foto vengono conservate nella pagina dell'ordine, assieme a tutta la cronologia delle transazioni, dal pagamento all'arrivo presso di loro.

Essendo la mia primissima volta con loro, ho dato molto spazio allo staff, chiedendo una sola volta a che punto fosse la produzione, ma ammetto che l'attesa è stata molto lunga e snervante. Ho comunque ricevuto una risposta celerissima, in cui mi si diceva che il brand era al lavoro e che la consegna sarebbe decorsa da lì a poco. Surfacespell ha anche fornito una foto di prova in corso d'opera, giratami da Lolita Bhiner, dalla quale ho potuto constatare che l'abito esisteva.
Non so quanti di questi step siano norma uniformata presso i marchi Taobao, ma ho apprezzato questa attenzione da parte di Surfacespell, e anche la solerzia dello staff di Bhiner.

Quando finalmente anche l'ultimo oggetto è arrivato in magazzino e ho ricevuto la prova fotografica, ho dato il via libera alla spedizione internazionale.
Come dicevo, le lolita tendono a ordinare grossi volumi di merce su Taobao, per questo è molto utile calcolare il preventivo di spedizione ancora prima di completare l'ordine. Ho potuto sapere a spanne quanto sarebbe costato spedire dalla Cina in Italia grazie al tool presente su Lolita Bhiner, che permette di inserire una stima del volume del pacco, la destinazione e di triangolare questi valori su quelli di vari corrieri.
Il processo di approvazione per la spedizione è un po' macchinoso, a causa di alcune traduzioni molto approssimative sul sito. Bisogna andare nella propria sezione awaiting 2nd payment, approvare la merce, pagare le spese di spedizione con Paypal e dare l'ok a un paio di pop-up ambigui, che sostanzialmente chiedono di confermare che i propri dati sono corretti.
Invito a controllare che i propri indirizzi di spedizione (address book) e fatturazione (billing address) siano corretti, dal momento che oltre questo passaggio non sarà possibile modificarli.
Bhiner produce la carta di via della spedizione e la trasmette all'acquirente nella sezione delivering to you, in modo da poterla stampare e avere sotto mano in caso di futuri controlli.

Il processo di spedizione è stato un casino e non posso imputare nulla di tutto ciò a Lolita Bhiner, loro hanno fatto tutto il possibile. Però, col senno di poi, presterei più attenzione alle modalità di spedizione proposte dal sito ed eviterei China Post. Non sono ancora riuscita a capire come si possa selezionare un corriere diverso dai loro moduli, so soltanto che se si completa la procedura senza specificare, la spedizione avverrà con loro.
Il pacco è stato affidato al corriere a fine settembre, è rimasto in transito dentro la Cina fino a dicembre e poi si sono perse le sue tracce. Risultava perso a fine gennaio, quindi il tracking è scaduto e per tutto febbraio ho cercato di farmene una ragione. Inaspettatamente, il corriere si è presentato a casa mia a fine febbraio. Ho ricevuto la merce dopo 6 mesi di transito, solo 4 dei quali tracciati.
Ci tengo a sottolineare a chiare lettere che avevo ordinato e pagato gli articoli a maggio dell'anno scorso. Fra il mio ordine e la ricezione della merce sono passati NOVE MESI. Praticamente un parto lmao 💀💧

Come dicevo all'inizio, Bhiner non è responsabile della qualità degli articoli, perdere tempo a lodare gli oggetti che ho ricevuto può essere fuorviante ai fini di produrre una recensione oggettiva.
Metterò di seguito un collage di ciò che ho ricevuto solo per dare un compimento alla vicenda e dirò che sono soddisfatta di tutto: la qualità corrisponde al prezzo che ho pagato per ciascun articolo, fatta eccezione per l'abito che eccede di gran lunga il suo valore commerciale.

Ed eccoci finalmente ai conti della serva. Cosa ho apprezzato, cosa no?

I pro di Lolita Bhiner:

  • La grafica del sito è estremamente intuitiva e trasparente, permettendo a chiunque di navigare su Taobao, a qualunque livello di esperienza. Sempre grazie al design chiaro del sito, è semplicissimo avere risposte alla maggior parte delle domande: basta consultare il proprio profilo privato, la pagina di FAQ o in extremis, rivolgersi alla chat con lo staff, che riporta anche l'ora cinese di modo da sapere entro quanto aspettarsi una risposta.
  • Lo staff è celere, cordiale e preciso. Ho ricevuto risposte a tutte le mie domande nel giro di una giornata lavorativa. L'inglese dello staff è passabile; credo che si servano di un traduttore per i messaggi in arrivo e scrivano di proprio pugno quelli in uscita, ma forniscono tutte le risposte richieste, anche quelle ridondanti, salutando e ringraziando.
  • Le foto di testimonianza dell'arrivo della merce sono parte del pacchetto e le ho molto apprezzate, soprattutto a fronte delle lunghissime tempistiche dell'ordine.
  • La loro tariffa è molto contenunta e concorrenziale: ho pagato la loro intercessione il 9% del valore totale dell'ordine. Contando che essa copre i costi di servizio clienti, storaggio, gestione e spostamento interno, mi sembra equo. Esistono SS più economici, ma come scrivevo, si tratta di servizi casalinghi coi quali si hanno limitate libertà.

I contro di Lolita Bhiner:

  •  Il sito costringe i clienti a restare sulla sua piattaforma e navigare tramite il loro proxy. Questo può essere un limite per chi vuole avere la pagina di Taobao sempre sott'occhio per confrontare prezzi e traduzioni.
  • Il sistema dei B-coins è una strategia di fidelizzazione che può diventare molto fastidiosa.
  • Per quanto lo staff sia trasparente e cordiale nelle comunicazioni, le richieste di conguaglio dei prezzi degli articoli sono sempre difficili da indagare. E' possibile che restino dei dubbi sulle motivazioni dietro al rincaro della merce e a quel punto, sta al cliente decidere se procedere o rinunciare all'acquisto.

Comprerei di nuovo da Lolita Bhiner? Onestamente, sì.
Comprerei di nuovo da Taobao? Assolutamente no.
Le due risposte sembrano contraddittorie. Quello che intendo è che sono soddisfatta di Bhiner come SS, ma non sono affatto interessata alle dinamiche di Taobao come entità. Per quanto la merce sia decente e a prezzi ridicoli per la moda lolita, non c'è risparmio che compensi lo stress, le attese e le ansie di aver perso un centinaio di euro di articoli. In sostanza, spendere 60 euro per un abito che riceverò nel giro di un anno non ha senso per come sono fatta io.
Direi anche che non ha senso per un neofita, il cui obiettivo è quello di provare la moda e capire se fa per loro in tempi realisticamente brevi.

Spero di aver rivoltato la questione come un calzino e aver chiarito qualche dubbio. Grazie per aver letto,

baci8 xxx

venerdì 18 febbraio 2022

Obiettivi di moda per il 2022

 Con tutte le urgenze di questo ultimo anno, ho capito che essere preparati è importante. Non si può essere sempre pronti a tutto, ma avere chiare le proprie priorità aiuta molto, soprattutto il portafogli.
E così, eccoci arrivati ai

🎉 🎊 buoni propositi per il lolita nel 2022 🎊 🎉

Woohoo! Mi sono crocifissa ingiustamente per settimane, pensando che questo fosse un post stupido e che i miei propositi dovessero essere più seri e aderenti ai problemi della mia vita. Però, stilare questa lista non significa che non mi dedicherò anche all'altra. Il caveat di questo post è: non vivo di lolita, ovviamente questi non sono obiettivi primari della mia esistenza nei prossimi trecentosessantacinque giorni 💀 ma essendo questo un hobby molto costoso e che richiede lunghe attese, bisogna fermarsi a fare i conti della serva.

 🎆 Comprare solo abiti che mi vestono bene

Basta comprare vestiti solo perché sono belli, o perché saprei abbinarli nel modo giusto. Per quanto voglia onorare il piacere di possedere begli abiti, ho già le mie perle: il mio armadio è esattamente come dovrebbe essere. Troppo spesso ho comprato vestiti meravigliosi senza pensare a come mi avrebbero calzato. Stile impero, gonne troppo corte, spalle strette, full shirring che poi mi fa sembrare l'omino Michelin... basta 🚨
E' impossibile stilare una lista di criteri da seguire per l'acquisto, le variabili sono troppe, ma per i nuovi abiti che si aggiungeranno alla mia squadra nel 2022 sarà imprescindibile che il modello esalti il mio corpo.

🎆 Comprare più accessori o abiti fatti a mano

Sto ampliando la mia lista di indie brand e vorrei davvero possedere più articoli a filiera corta. Dopo l'esperienza ultra positiva con Summer Tales Boutique, credo sia opportuno rivolgere il portafogli a marchi che disegnano, producono e adattano il lolita all'utenza occidentale.

🎆 Trovare i miei dreamies

Questo è l'obiettivo di tutti, non lo scriverei nemmeno se non fosse una conditio sine qua non con la quale intendo affrontare il 2022. Sono troppo rodata per dire "comprerò SOLO abiti dei sogni e nient'altro" perché la realtà dei fatti è che non troverei mai quello che cerco e finirei per perdere altre occasioni altrettanto interessanti, finendo per avere un fegato grande così 👹
Per ricollegarmi al primo obiettivo, voglio avere un atteggiamento d'acquisto più conservatore, tenere un fondo sostanzioso nel caso in cui mi capiti a tiro un abito dei sogni e non comprare altri abiti oltre a quelli. Non mi è mai capitato di essere così soddisfatta del mio guardaroba, ho tutto: dall'abito da cerimonia a quello casual, tutti i colori, tutti i sottostili, tutti gli abbinamenti. Non ha senso che io cerchi altri main pieces, ma mi lascerò mano libera nel settore accessori e complementi.

🎆 Comprare un abito BTSSB con stampa di Kumakumya e/o Usakumya

A tema natalizio, San Valentino, Capodanno, Tanabata. Non mi importa di niente e di nessuno. Se Baby non ne produce uno nuovo per il 2022, cercherò qualcosa di simile a Kumya's Sweet Heart Check.

🎆 Vendere quei cazzo di Bodyline

Ho iniziato l'anno dicendo che quelli erano i mostri del mio armadio, ma che per ragioni affettive non riuscivo a separarmene. Beh, è arrivato il momento di levarsi dai coglioni, amiche 😚💥 Lo dico proprio senza filtri: non ho più spazio, ho trapanato nuovi sostegni nella parete dell'armadio e non avevo certo in mente di rinforzare l'asta appendiabiti per degli stramaledetti Bodyline del 2010. Fosse anche per 5 euro, se ne devono andare e di corsa.

🎆 Comprare più giacche o set giacca + gonna

Ho dovuto rinunciare a un set di Excentrique perché mi sarebbe stato piccolo e da quel giorno sono inconsolabile. Una bella giacca con la giusta forma può salvare un outfit banale, se poi ha la sua gonna coordinata da abbinare, uuuh-- molto chic.
Ammetto anche di aver speso un minuto di troppo sul sito della Westwood, mi sono fatta convincere di aver bisogno di una giacca in tartan o in velluto. Cosa ci posso fare, sono volubile e fin troppo conscia di cosa mi piace. So anche che Closetchild è il fondo di barile ideale per questo tipo di ricerche, hanno sempre giacche e gonne di marchi giapponesi alternativi per pochi euro.

🎆 Trovare un headdress rosa e qualche accessorio sweet

Non ho n i e n t e di rosa nell'armadio, che vergogna. E smettere di avere paura dello stile sweet.

🎆 Trovare una camicia con maniche da principessa, di chiffon, color blu di Prussia

Tutte e tre queste condizioni devono essere rispettate, altrimenti non si compra. Hime sleeves, chiffon, blu di Prussia.

Trovate! Cioè... trovata ☺💧 Ho finito col comprare non una, non due ma bel TRE camicie blu con queste caratteristiche. Non so se ne venderò qualcuna, dato che sono tutte e tre molto valide per diversi motivi: una è in satin blu acceso; una è da uomo, blu oltremare e mi calza da dio; una è in chiffon, blu di prussia e filo d'oro, molto elegante. Tutte e tre avrebbero abiti più che lieti di comporre coord con loro, quindi ci dormirò su e determinerò se vale la pena separarmi da una di loro. E, soprattutto, DA QUALE DELLE TRE 💦

🎆 Trovare un paio di scarpe bordeaux o rosse

Trovate a Gennaio. Ho un paio di tacchi rossi di Taobao con tre cinturini, iper comuni, che avranno probabilmente vita molto breve, ma le ho e posso mettere la spunta.

☁☁☁⛈⛈⛈☁☁☁

Spero che almeno uno di questi propositi abbia acceso in chi legge lo spirito di ponderare sulle ragioni dietro ai propri acquisti. Ricordiamoci (me inclusa) che gli armadi lolita hanno pursempre uno scopo, e che esso viene stabilito solo e unicamente da noi.
Chi veste lolita solo per farsi qualche foto due volte l'anno non dovrebbe spenderci molto, chi lo indossa agli eventi non dovrebbe avere armadi su armadi e chi ne fa una parte della propria quotidianità non dovrebbe guardare alle due altre categorie per determinare cosa mettere.
Tanti soldoni e auguri a tutti!
Besitos xxx

mercoledì 15 dicembre 2021

Novembre 2021: cipolla lolita

 Bim bum bam, rieccoci alla raccolta degli outfit che ho indossato negli ultimi mesi. Ho deciso di creare questa rubrica per raccogliere le mie osservazioni, sensazioni e i miei commenti su ciò che indosso, in modo da potermi ricordare dettagli impossibili da intuire, dalla vestibilità di un abito ai ricordi a esso collegati.

JSK: Alice and the Pirates
Cappello: Neb Aaran Do
Camicia: Taobao
Tutto il resto: vintage e senza marca



 Non potevo non postare l'outfit per il mio primissimo meet We Are Alice. Mi sono divertita tantissimo quel pomeriggio! Il Teacup di S. Ambrogio è gestito da una dolcissima ragazza, che ha reso l'esperienza di degustazione di té e dolci... dolcissima. Inutile ripetere quanto io abbia apprezzato tutte le persone presenti. Poi, incontrare finalmente Camilla è stato magico🌟 mi sento molto fortunata ad aver avuto questa opportunità, dato che viviamo tanto lontane.
L'outfit in sé era molto comodo. Il JSK è in cotone, con shirring, sopportava bene la camicia di raso sotto, in realtà piena di rouges sul petto. Avrei potuto rimuovere il collare rettangolare dal collo e mantenere comunque un look coerente, dal momento che anche la camicia aveva il colletto alto. Infatti, la sovrapposizione dei due colletti alti uno sopra l'altro mi rendeva difficile girare la testa 😅 Ma è un piccolissimo disagio paragonato al fastidio di indossare lolita.
Avevo anche un fiocco Moitié in velluto rosso con il quale fare cambio, e una giacca Metamorphose con stemma in stile college per il viaggio in metro. Sono molto contenta dell'insieme. Se dovessi indossare di nuovo questo esatto outfit, userei degli stivali al ginocchio da virago, per conferire il giusto livello di intimidazione 👹

Camicia: Taobao
Bustier, scarpe: Alice and the Pirates
JSK: F.i.n.t
Calze: BTSSB
Headdress: Innocent World

 Ho sempre storto il naso quando sentivo raccontare le peripezie di acquisto di altre lolita. "Sì, ok, tutto molto interessante, ma alla fine si tratta solo di spendere soldi", era quello che dicevo. Mi rimangio tutto, ogni sillaba 😷 Ho covato il desiderio di possedere un JSK col corpetto nero e la gonna fiorata per anni. Avevo messo nella lista dei desideri un Victorian Maiden che rappresentava tutti i miei più alti standard, ma sapevo che anche trovandolo, non mi sarebbe mai stato 😃💢 Così, mi sono chiesta se non si potesse aggirare il problema comprando un corpetto nero e una gonna gobelin, separatamente. Dopo oltre cinque anni spesi nella vana ricerca di un JSK simile a quello di VM, e un anno di indagini, pazienza e risparmi, ho finalmente potuto assemblare il mio abito ideale, pezzo per pezzo. Ogni parte di questo outfit viene da una fonte di usato diversa: tre continenti, cinque diversi negozi online, un anno di attesa perché arrivasse tutto quanto.
Sono molto soddisfatta di come mi calza l'insieme. Per un attimo, indossando tutte le parti una sopra l'altra, ho temuto che il corsetto non si chiudesse a causa del gobelin spesso del JSK. Stavo per esplodere e togliermi tutto, ma con un po' di santa pazienza sono riuscita a chiudere i morsetti.
So che non si tratta strettamente di lolita, data la silhouette poco voluminosa, ma non sacrificherei un'unghia di questo outfit per nessuna cazzo di regola del mio grosso grasso culone 😊💖
E poi, la forma delle scarpe di legno, che ho specificamente ricercato, assieme con la silhouette più convenzionale, portano questo outfit più vicino alla fase primordiale della moda, in cui si sperimentava con tutto quel che capitava a tiro. Mi sento particolarmente fiera di essere riuscita a creare qualcosa di originale e di mio soltanto.
PS✂ quelle scarpe sono un pericolo di morte. Non di caduta, di morte, perché danno uno spin alla caviglia tale per cui l'unico modo in cui puoi cadere è di faccia. Qui lo dico: non le indosserò mai e poi mai fuori casa, a meno che non mi vesta con il completo rinforzato dei manichini da crash test.


Altro collage della seconda versione dell'outfit, con un JSK di Ank Rouge sotto il bustier di AatP. Ho provato anche questo, anche se è ancora più fuori canone del JSK di Fint, perché il petto di questo abito è più sottile e si inserisce meglio fra camicia e bustier. Non si vede, ma dall'altro lato della testa ho abbinato un cerchietto con fiocco di raso marrone. Questo outfit, rispetto al precedente, non è proprio lolita, nemmeno per l'anticamera del cervello. Credo lo si possa definire otome o qualcosa-kei. Non sono una fan delle etichette. Come dice Alexis Mateo, who cares, I look sickening no?


Camicia, scarpe: Taobao
JSK: MAM Maxicimam
Calze: calzedonia
Elastici: BTSSB

Ho indossato al volo questo coord per uscire con Ilaria/Pinkotora, che ha così gentilmente proposto un caffé. Affidandomi al suo gusto sopraffino, ho potuto sedere in uno dei locali più lussuosi e originali del centro, un'esperienza sublime 😌🍨 L'occasione dell'incontro era anche quella di sfoggiare qualcosa che non avrei mai indossato fuori casa, fossi stata da sola. Quindi, ho assemblato la versione più semplice di un coord rosa, assolutamente fuori canon per il mio stile.
Essendo la prima volta in assoluto che indossavo questo JSK, sono andata sul sicuro, con un bianco semplice. In realtà, ho ambizioni molto più sperimentali per questo abito, che coinvolgono l'introduzione di altri colori pastello nel coord, ma non ho potuto dare seguito a queste fantasie per mancanza di tempo. Mi sono pentita di non aver osato, perché se c'è una persona con la quale mi sarei sentita a mio agio a vestire colori pastello, quella è Ilaria 😞 ma servivano troppe prove per azzeccare la giusta combinazione di colori. Se non altro, questo mi sprona ad avere altri pretesti per chiederle di uscire di nuovo💗

 OP: Metamorphose
Fiocchi, headdress, calze, scarpe: senza marca o fatti a mano
Bloomers: Wunderwelt
Borsa: [tbd]

Questo abito si è rivelato essere morbidissimo, ora capisco i Meta-dipendenti che impazziscono per la vestibilità del brand. Si tratta di un pezzo vecchiotto, del 2008, con front shirring, in vellutino a coste. Pensavo che il materiale e l'età lo rendessero un bel grattacapo. Inoltre, il fatto che sia un OP non lasciava ben sperare per quanto riguarda il gioco di forze fra tette schiacciate, spalle larghe e braccia lunghe che che tirano la stoffa da tutte le parti. Sorprendentemente, il front shirring fa un lavoro titanico e lo rende estremamente comodo e morbido. Batti cinque elastichino, sei l'Hulk Hogan della situazione 🙏
Di per sé l'abito è molto ricco di balze e arricciature, perciò non potevo che andare oltre il limide della decenza e aggiungerne altre mille. Ho cercato di vestirmi come uno stereotipo old school ambulante e credo di esserci riuscita. Non voglio cambiare una virgola di questo coord e, se mai lo posterò su CoF, non intendo accettare critiche: dato il colore inusuale del vestito e la consistenza pesante del tessuto, è molto difficile aggiungere strati che siano abbinati. Poi, questa è la visione che avevo per l'abito al momento dell'acquisto. Sono soddisfatta. Ogni lamentela e consiglio può essere lasciato all'ingresso, nel cestino dell'umido, grazieee ☺💘


Tutto BTSSB, tranne le scarpe che sono Bodyline

Finalmente 💫✨✨ Velveteen Lace Frill! Mi stancherò mai di spammare questo abito o i coord che ci farò? NO 👸 get into it or get out. Ho indossato questo coord per il secondo meet del Wa Are Alice, snoflakes tears (qualcuno dica loro che le aggettivazioni con sostantivi in inglese sono sempre al singolare 💀 qui lo posso scrivere). Il tema dell'evento era, appunto, la neve e l'inverno, e quando l'ho realizzato? Mentre ero in metro per arrivare alla location, ovviamente 💁 VBB RAGA.
Non avrei cambiato outfit comunque. Per essere onesta, ero febbricitante -in senso figurato- per indossare questo abito. Non avevo nessun'altra grande occasione per sfoggiarlo e non avrei mai fatto lo sforzo di metterlo solo per farmi quattro foto in casa. Con tutta la fatica che ho fatto per averlo, non potevo tenerlo in armadio un secondo di più.
Poi, il coord in sé è spudoratamente copiato dall'account Baby di Fukuoka :P L'unica cosa che non ho potuto spuntare dalla mia lista per cause di forza maggiore, sono le calze col pizzo sul bordo. Le ho acquistate dal sito di Baby in tempo per il meet, solo per scoprire con amarezza che l'assenza di EMS per loro significava sospendere completamente le spedizioni per l'estero. Tutt'ora sono in deposito in Giappone, molto triste. Tuttavia, ho ovviato con le Bright Starry OTK. Mi fanno i polpacci come due salamini insaccati stile Jacovitti ma fanculo :)
Ho chiuso il tutto con il mio bellissimofantasticomeravigliososplendido cappotto Sheglit e la mia borsa non meglio definita in gobelin con gli orsacchiotti. Mi sentivo favolosa, la mia autostima bucava la stratosfera.
Il meet è stato carino e ho faticosamente mangiato metà fetta di una cheescake che era 90% burro. Ultima foto per celebrare questo abito e la mia pelle perfetta di quel giorno (che ho stupidamente coperto con il trucco appena prima di uscire):


E finalmente, ultima fermata di questo treno pazzerello.
 


OP: BTSSB
Headdress: Angelic Pretty
Socks: Moi Meme Moitié
Blouse: NyaNya Lolita


Ho comprato da poco questo OP. Nonostante tutti gli anni e la sedicente esperienza che ho nella moda, si tratta di un acquisto sbagliato per me. Sapevo che il corpetto sarebbe stato corto, ma non immaginavo che il full shirring lo avrebbe compresso così tanto da renderlo a taglio impero.
Sembra una vestaglia da camera su di me. Lo posso far funzionare, ma non è quel vestito versatile che avevo immaginato acquistandolo.
L'ho abbinato con le calze Moitié perché le due parti condividono decorazioni a fiocchetti blu. Ho poi aggiunto del nero per dare uno stacco dalle calze e mascherare la sproporzione del corpetto rispetto alla gonna. E' una tecnica che ho imparato: quando l'abito crea una sproporzione fra la metà superiore e quella inferiore, fonderlo con una camicia dello stesso suo colore equilibra l'insieme. Mi sembra che così sembri quasi un abito a maniche lunghe e metta meno in evidenza le mie gambe allampanate.
E' un peccato che l'headdress si veda appena, è di velluto pieno di fiocchetti, anch'essi in velluto, e bordato di pizzo.
Purtroppo, mi sono vestita come rimedio a un brutto sbalzo di umore, dovuto a qualcosa che non sono riuscita a inquadrare sul momento. Avevo bisogno di sentirmi carina, ma come si nota dalle foto, non avevo la minima forza di sorridere o fare pose creative. Ero davvero giù. Uniamo il fatto che fossero già le cinque di pomeriggio e che il sole tramonta a mezzogiorno, e non c'era modo di far risaltare le decorazioni degli elementi neri che indossavo 😪
Ho provato ad aggiungere la luce della sala, ma odiavo la tonalità rossastra che dava a questo coord di toni freddi. O forse voglio solo luce narutale. O forse ero soltanto esausta di tutto e mi sembrava tutto una tragedia, chi lo sa 💧
 
Grazie per aver letto. Grazie a me per la pazienza che ci metto a documentare la mia esperienza in questa moda, che pur non essendo uno stile di vita riempie molto le mie giornate. 

Peace out
xx

domenica 7 novembre 2021

Old school lolita: cos'è e come replicarlo

Non mi ritengo un'autorità della moda lolita, ma per il solo fatto di essere entrata nella nicchia molti anni fa, credo di avere qualcosa di valido da dire sull'argomento. Vedendo il furore col quale la frangia old school si diffonde sui social, vale la pena guardare indietro ed elencare le caratteristiche che lo definiscono.

Playlist 🔊
CAPSULE - Hello
Perfume - fushizen na girl (不自然なガール)
Malice Mizer - Syunikiss ~Nidome no Aitou~
Dir En grey - Kodou

introduzione

Di per sé, old school lolita significa "la vecchia scuola lolita", "la vecchia maniera", e fin qui l'etichetta è trasparente. Tuttavia, non mi è mai sembrato sensato parlare di "vecchio stile" in riferimento a una moda relativamente conservatrice, che ha subito pochi cambiamenti radicali e in circolazione da appena una trentina d'anni. Come può esserci un "vecchio lolita", se la moda stessa non ha nemmeno ancora compiuto il giro di una generazione? E dove si ferma il vecchio? dove inizia il nuovo?

Se teniamo in considerazione il conio del nome lolita fashion da parte del magazine Ryuko Tsushin come inizio formale di questa moda alternativa, risaliamo al 1987. Durante la decade del 1990, troviamo alcuni elementi che adesso blogger e influencer lolita ritengono distintamente old school, ma assieme a essi anche una serie di trend ancora appartenenti alla moda convenzionale e casual. Negli anni '90 la moda lolita era ancora agli albori e permeava vari sottostili già affermati, come il punk, il gothic e lo street style, prendendo in prestito alcuni dei loro attributi e cedendone di propri. Alcuni snap per visualizzare meglio cosa intendo.

da CUTiE (1993)

da FRUiTS vol. 2 (1998)
 

Prendiamo due esempi a caso (letteralmente, a caso) da Lolita History Gallery. Nel catalogo di CUTiE troviamo abiti simili ai grandi tratti del lolita, in bianco e nero, ma ancora in fase embrionale: colletti, stampe, pizzi, bordi ricamati, gonne a campana. La ragazza ritratta su FRIUTS, invece, sembra indossi lolita, ma mantiene sandali e calze informali, entrambi elementi che oggi sarebbero considerati fuori canon dalla moda. Nessuno degli abiti presenti in queste due foto fa parte dello stile old school (a eccezione forse del headdress), eppure rientra nella decade alla quale si fa capo quando si cerca di datarlo. Questo periodo intermedio prima dell'affermarsi della moda nella scena di Harajuku ha infatti un suo nome a parte, si chiama proto lolita e raccoglie sotto l'etichetta tutte le sperimentazioni della moda nella sua fase primordiale. Sono ritenuti proto lolita cose come sandali, gonne sfasate senza petti, colori sgargianti e pochi pizzi. Piccola digressione su alcune riviste e brand di riferimento per ispirarsi e trovare esempi di proto lolita

 Riviste
  • Kerouac, che poi verrà abbreviato in KERA, nato nel 1998
  • CUTiE, inizio tiratura nel 1983
  • i primi volumi di FRUITS, fra 1997 e 2000
Brand
  • Marble
  • Peace Now
  • Shirley Temple

    e moltissimi altri brand casual che non elencherò per brevità. Conto prossimamente di scrivere un post sul passato della moda lolita, prima degli anni '90.

uno sguardo al passato

Ora che abbiamo distinto quella fase della moda, proviamo a restringere il campo verso l'identificazione dell'old school. Saltiamo avanti di dieci anni, guardiamo al 2000, ovvero al momento in cui Gothic Lolita Bible passa lentamente dall'essere uno spin-off di KERA, all'essere un magazine di tiratura autonoma.
In questa decade i Malice Mizer erano nella loro fase calante, verso lo scoglimento (nel 2001) e Mana aveva rivolto il suo occhio di volpe ombrettato di blu verso il mondo della moda. Moi Meme Moitié decolla, anche grazie alla pubblicità autoreferenziale fornitagli dal magazine. All'inizio, il GLB non era altro che una vetrina per il brand, la scena gotica e quella strettamente EGL. Solo verso il 2009-2010 la rivista si aprirà alla moda lolita tutta, ospitando anche pubblicità di competitor come Baby, the Stars Shine Bright e Angelic Pretty.

da GLB vol. 1 (2001)
 

da GLB vol. 29 (2009)
da FRUITS vol. 33
da Alice Doll

Di nuovo, sfogliando genericamente il magazine edito in quell'arco di tempo, faccio fatica a trovare una sola fonte di foto o cataloghi che contenga ogni canone old school per come li conosciamo oggi. In parole semplici, non c'è un solo brand o pubblicazione al quale rifarsi per ricreare lo stile.
Alcuni snap da varie riviste, fra 2001 e 2008:





Fra queste foto vediamo old school gothic, old school sweet, old school classic e persino l'iconico set mantella + gonna di Metamorphose, con il beneamato pizzo raschel. Ormai, guardando tutte queste immagini assieme, dovrebbe essere chiaro come l'old school sia una nicchia estremamente minimalista, apparentemente semplice da ricreare. Personalmente, mi è sempre sembrato il modo più semplice per i neofiti di avvicinarsi alla moda.
Si tratta anche di un termine ombrello: raccoglie sotto di sé tutte le tendenze delle prime pioniere del lolita, con l'aggiunta di qualche costante stilistica arbitrariamente assegnata a questo stile.

conclusioni

Dal momento che l'old school ha preso piede sui social, molte lolite hanno cercato di costituire guide su come replicarlo fedelmente, facendo capo ad alcuni capi saldi della fase 2001-2010 della moda. Tuttavia, per quanto le guide e gli elenchi che ho visto siano tutti stati scritti con ottime intenzioni, si tende a ridurre lo stile a una serie di oggetti fondamentali che è necessario avere, se si vuole davvero vestire così.
Di per sé, non c'è niente di male nel parlare di essenziali old school, come può essere appunto, il set in gobelin fiorato di Metamorphose, o alcuni JSK monocromatici di BTSSB. Va però ricordato che si sta parlando di abiti usciti più di dieci anni fa, quasi impossibili da trovare sul mercato di seconda mano.
L'effetto che queste guide hanno avuto sulla rivendita di usato old school lolita è stato devastante: i prezzi per abiti fondamentalmente lisi e sdruciti sono schizzati alle stelle. Oggi, se si cerca "old school" su Lacemarket, si possono trovare abiti di vari brand a prezzi simili al nuovo. Per alcuni indumenti selezionati, in accordo con la regola della domanda/offerta, si sale oltre il prezzo al dettaglio e persino oltre il prezzo di vendita originale. L'ultimo prezzo per il celeberrimo set in gobelin fiorato con mantellina + gonna di Metamorphose era 300 dollari. Trecento dollari per due pezzi vecchi, malamente conservati e impossibili da ravvivare con lavaggio o stiratura (nota veloce: il gobelin non si stira!).
Non voglio sindacare sui meccanismi che portano a queste condizioni d'acquisto, dal momento che in quanto parte della moda, ne sono direttamente partecipe e parzialmente responsabile: ogni recensione, ogni post, ogni coord che menziona i brand indossati è un piccolo tassello nel quadro globale che compone l'idea di lusso e il valore percepito di un marchio. Sarebbe ipocrita da parte mia indignarmi per l'impennata dei prezzi per gli articoli old school.
Voglio soltanto che sia chiaro ai lettori come il mercato per questi articoli sia in crescita e come, d'altra parte, non ci sia reale necessità di possedere questi esatti oggetti per considerarsi old school lolita. Anzi, per un fan duro e puro della moda, si potrebbe persino pensare di creare coord old school utilizzando abiti fatti a mano o rubati da altre frange della scena alternativa. In fondo, era quello che le antenate lolita facevano in quella decade.

allora, come vestire old school?

Questi sono i trend primitivi che troviamo nell'old school lolita stando alla letteratura, e sono imprescindibili in toto o in parte per replicare lo stile:

  • petti contenute, possibilmente ad A
  • calze sotto il ginocchio
  • headdress minimali: da quelli rettangolari a semplici fiocchi
  • nessuna stampa, eccezion fatta per quella fiorata o dei semplici decori a ricamo localizzati in un'area dell'abito
  • quasi totale assenza di accessori

Mentre questi sono gli attributi che gli sono stati assegnati arbitrariamente dalla community negli ultimi 5-10 anni:

  • abbinamento di bianco e nero, meglio se base nera con accenti bianchi
  • pizzo raschel, a manetta
  • scarpe mary jane's
  • bonnet mosci (floppy bonnet)
  • colletti di camicia tondi
  • borse con lo stemma a corona, possibilmente di Maxicimam

Ho voluto dividere i due elenchi per distinguere ciò che credo sia genuinamente old school, da altri elementi che alcuni trend setter hanno deciso gli appartenessero. Per chi cerca di replicare lo stile sono molto importanti i riferimenti dei propri contemporanei, ed è giusto così, purché non si finisca a perdere di vista l'obiettivo. Si può essere old school con una sola di queste cifre stilistiche; cercare di spuntare tutte quante le caselle diventa superfluo, e inizia a costare parecchio.
Perciò, a chi ambisce a sembrare uscita da una capsula del tempo dritta dritta da Harajuku del 2002, consiglio di non ossessionarsi con simboli altamente riconoscibili, come determinati JSK o accessori brandizzati, ma di ricercare lo stile nelle sue fattezze generali: la silhouette, la voluta assenza di dettagli e i tessuti non stampati.
Ecco qualche riferimento sotto l'hashtag #oldschoollolita su Instagram:

@lavendealer
@mintymoons_
@maistress


Da questo viaggio nel tempo è emerso come il termine old school sia di recentissima creazione, e non faccia capo a una sola fonte. E' chiaro che la sua datazione si colloca fra il 2001 e il 2010, ma non si riesce a stringere il focus ulteriormente. Vi sono alcuni elementi distintamente old school e pochi abiti direttamente appartenenti a quella fase, ma lo stile si può replicare in maniera molto più casalinga e con un budget molto più contenuto.

Hate the game, not the player

Peace out xx

Estate 2026

  Q uesta estate ho portato avanti un progetto stilistico personale: indossare lolita quanto più spesso possibile, per espandere e flettere ...