venerdì 21 ottobre 2022

Violet Fane Le Fantôme de l'Antiquaire, recensione

 Buongiorno ヽ(・∀・)ノ

Mi sono resa conto di aver lasciato che il blog languisse per un lungo periodo di tempo, perdono. Ho deciso di rompere il silenzio con una recensione che si è fatta troppo attendere. Eccovi le mie opinioni sul mio più recente ordine dal brand indipendente Violet Fane~

Piccola introduzione, nel caso abbiate vissuto sotto un sass-
Violet Fane è ormai un marchio affermato sulla scena gothic lolita. Nato nel 2014 con delle semplici spille, Violet Fane è un brand indipendente spagnolo con base a Barcellona. Il suo concept è racchiuso all'interno della loro firma: "the fairies we saw as children, one day became ghosts". La sua posizione è intermedia, fra gothic e classic, con la dichiarata intenzione di incorporare al suo interno elementi vittoriani, sinistri e cupi, che facciano immergere le persone in un mondo surreale.
È gestito da una donna che ha fatto della moda alternativa il suo principale ambito d'interesse, declinandola in diversi marchi e servizi. In primis, ha aperto il negozio di moda alternativa asiatica Madame Chocolat, nel 2010, poi il marchio lolita Violet Fane e in fine, il sottomarchio Sumire per contenere il suo lato più casual e sbarazzino, nel 2021. Fa sempre piacere sapere che dietro a un brand c'è un team con una storia di interesse e passione di lungo corso nella scena alternativa.
Dato per nulla irrilevante, i loro prodotti sono in vendita anche all'interno dei negozi di Atelier Pierrot, presenziando sia digitalmente che fisicamente nella scena lolita giapponese. Un traguardo simbolicamente importante per gli appassionati occidentali della moda (=me).


La prima volta che ho visto le foto promozionali della nuova collezione, ho avuto un sussulto. La passione per il gobelin (il tessuto da tappezzeria) è praticamente diventata il mio tratto di personalità saliente nell'ambito del lolita. Ho iniziato a sudare e a ogni sbirciata agli altri elementi della collezione sui loro social, sentivo il telefonino scivolare via dalle mie viscide mani. Signore perdonami, perché ho comprato.

Le modalità d'acquisto

Il lancio è stato annunciato con una settimana di anticipo tramite un post sul loro Instagram, seguito da un conto alla rovescia nelle storie il giorno prima. Qualcuno potrebbe chiamarlo un pattern di marketing trito e ritrito, ma io lo apprezzo molto: la messa online è una crescita lineare di contenuti che culmina nel drop; mi aiuta a ricordare la scadenza e a trovare tutte le informazioni in modo rapido.
I prodotti sono andati online con una dozzina di minuti di ritardo, nei quali ho smattato alquanto. Ho persino scritto un messaggio diretto al brand, chiedendo se ci fossero dei ritardi tecnici o se fosse un problema mio. Per mantenere la faccia eviterei di raccontare questa parte, ma la riporto per testimoniare che, persino in quella situazione concitata, ho ricevuto una risposta istantanea: era tutto a posto, stavano arrivando.
Appena ho visto gli oggetti comparire uno dopo l'altro, ho acquistato violentemente i due pezzi che sapevo di volere. Il vantaggio del loro sito internet è l'efficienza con cui si può ordinare. È possibile vedere chiaramente la merce nel carrello, nel colore e quantità selezionata, in tutti i momenti dell'acquisto. La grafica e la struttura del sito stesso sono un investimento che rende tutto molto più professionale.
Nel giro di due minuti, avevo comprato tutto. Ho quindi potuto prendere un drink e guardare il bagno di sangue consumarsi sotto i miei occhi, dall'alto della mia torre *meme di iCarly che beve una cola guardando il pc

Spedizione e imballaggio

La spedizione è stata celerissima: sempre con DHL, per 16 euro, è arrivato nel giro di due giorni. Violet Fane è famoso per i suoi adorabili pacchetti pieni di regalini. Ho già ordinato due volte da loro e ho potuto sperimentare la cura con cui il marchio vuole mantenere il suo branding persino nei materiali con cui avvolge i suoi prodotti. È un dettaglio molto rilevante, che pochi osservano. Baby schiaffa la sua roba nelle buste di plastica trasparente, just saying ☕



click click per ingrandire!

L'involucro di carta velina del colore della collezione, il nastro brandizzato, il booklet con il concept della linea, le foto promozionali e gli adesivi coordinati. Tutti questi elementi contribuiscono a creare l'atmosfera magica che accompagna l'esperienza d'acquisto fino alla fine. Senza queste piccole attenzioni, tutte le belle parole all'interno della presentazione del brand sarebbero solo rumore. Credo che sia anche il cuore del significato di gestire un marchio indipendente: non avendo limiti, si può espandere la propria creatività anche nel modo in cui si imballa il prodotto, creando una collezione coesa e coerente con gli elementi del brand. Apprezzo.



Il bustier è disegnato molto bene, steccato sui fianchi, con pannello elastico sulla schiena. Sul davanti c'è una corsettatura decorativa con due nastri di pizzo nero. Sono rimasta sorpresa nel non trovare alcuna zip, dato che gli altri miei bustier si indossano così, ma questo va infilato. Il processo è molto agevolato grazie ad alcuni accorgimenti nel design del pezzo: il gobelin è morbidissimo, facile da comprimere; lo shirring si espande senza fatica fino alla misura massima descritta sul sito (taglia S-L); gli occhielli entro i quali passa la corsettatura sul retro sono elastici, permettendo al corsetto di sopportare la tensione.
Però, dato che sono un animale sgraziato, sembro comunque una bestia in preda a spasmi mentre tento di infilarmici dentro. Avrei tanto apprezzato una zip, anche per non rischiare di flettere le barre laterali a ogni utilizzo.
Veste discretamente. Per me, che ho un petto lungo e un seno medio, è perfetto. Tuttavia, mi sento di sconsigliarlo a persone molto prosperose o con un petto molto largo.





Non c'è un modo di rendere giustizia a questa splendida gonna fotografandola distesa, ma ho tentato. I dettagli sono sempre impressionanti: ha shirring sulla schiena, che la rende morbidissima addosso. Di nuovo, si tratta di un gobelin incredibilmente soffice e leggero, perciò è molto confortevole addosso. I bottoni sono stati recuperati da uno stock di antiquariato: la proprietaria del brand ha raccontato la loro storia durante la fase promozionale, sono molto belli. La stoffa stessa, la tappezzeria, è un oggetto di recupero. Per questo, l'intera collezione è un evento unico prodotto da una materia prima limitata.
Premetto che non ho alcuna competenza nel cucito e che anzi, parlo dal basso umilissimo di chi ha provato a infilare il filo nella cruna dell'ago appena qualche settimana fa. Però, guardando le foto di catalogo e ricordando altri indie brand che hanno tentato un design di gonna simile, ammetto che fossi particolarmente preoccupata per la banda di velluto sul bordo.
Pensavo che congiungere due tessuti dal peso così diverso avrebbe prodotto delle tensioni su uno dei due, increspando il velluto e tendendolo in alcuni punti. Eppure, come mi sono sincerata nella seconda foto, il velluto sul bordo è impeccabile, liscio. Quando la gonna è indossata, anche senza petti, il velluto si distende uniformemente sulla circonferenza. Non so se sia la mia inesperienza a farmi restare sorpresa o se sia merito di un effettivo accorgimento tecnico messo in atto, ma è splendida e sono positivamente sorpresa.

Qualità / prezzo

Non posso mettermi nelle tasche di tutti né giustificare in maniera credibile una spesa così ingente. Infatti, il punto di questa sezione non è persuadere il lettore all'acquisto del medesimo prodotto, ma commentare il mio acquisto avvenuto sulla base della mia esperienza nella moda, maturata negli anni.
Gli indumenti in sé sono, l'ho già detto, impeccabili. La qualità dei materiali, il disegno, i pizzi, la costruzione dell'indumento, nulla da eccepire.
Inoltre, a questi pregi sul piano pragmatico si aggiungono quelli sul piano artistico e soggettivo. Si tratta di una collezione curata con amore in ogni suo dettaglio, dall'idea di unire gobelin e velluto alla creazione di una storia, di fantasmi dell'antiquario che si impossessano del mobilio e gli danno vita, financo ai prodotti promozionali, nello stile della collezione e del brand. È un prodotto appagante da consumare in tutte le sue forme e mi gratifica possederne un pezzetto.
Quindi, sì, non è la mentalità da sunk-cost fallacy a farmi parlare quando dico che la spesa è commisurata al livello di lusso che si acquisisce.

Inoltre, ci tengo a ricordare come l'intera catena produttiva di Violet Fane cominci, continui e finisca in Europa. In questa fattispecie, la stoffa è un recupero ed è stata reperita fisicamente in Spagna. La lavorazione di essa e l'assemblaggio sono avvenuti in Spagna. La manodopera è regolarmente impiegata, risiede e lavora in Spagna. Il personale che si occupa della gestione del marchio si avvale di una lunga esperienza nella moda lolita e si impegna in prima persona nella scena alternativa spagnola.
Mi permetto di dire come questo sia esattamente quello in cui tutti, sui social, dicono di credere. Lavoro giustamente retribuito, materiali di riciclo, ecosostenibili, locali, impiegati in indumenti all'avanguardia della moda. Punto per punto, quello in cui la maggioranza dice di voler investire.
Beh, è qui! E questo è il giusto prezzo per esso. Alla luce di come ho obliterato ogni dibattito a riguardo, se dovessero essere sopravvissute delle anime che ritengono i prezzi ingiustificatamente alti, invito queste a restare sintonizzate sul canale: uno dei miei prossimi post sarà sul classismo del movimento lolita ecosostenibile.

Conclusioni

Avevo già acquistato la collezione Café Rose di Violet Fane, quella composta da giacca e gonna in velluto con appliqué, l'anno scorso. Estatica com'ero dell'esperienza, mi ero ripromessa che avrei atteso un secondo acquisto prima di recensirli, dal momento che la mia emozione per quello specifico prodotto comprometteva la mia imparzialità.
Adesso, un anno dopo, posso dire con relativa oggettività che Violet Fane è uno dei migliori indie brand che abbiamo in Europa. È un marchio pieno di proposte innovative, che copre più sezioni della moda lolita e di quella più generica kawaii. L'impegno che mettono in ogni aspetto del loro branding è encomiabile e merita di essere riconosciuto come unico nella scena dei brand alternativi europei, lassù nell'Olimpo assieme a Summertales Boutique.

Salto la sezione pro e contro perché, dal mio punto di vista, non c'è ragione al mondo per cui una persona che veste lolita in Italia e adocchia i loro prodotti non dovrebbe dar loro una possibilità, soprattutto considerando l'enorme risparmio su dogana e spedizione. È una fila ininterrotta di spunte per me.

Sì, sono calze da avvocato, non ho altro per favore pietà

Spero di aver scritto una recensione bilanciata, senza nascondere la mia parzialità perché anche essa fa parte della mia personalissima esperienza. Non mi definirei una stan di Violet Fane, perché ammetto di non apprezzare molte delle loro collezioni e il loro recente gusto per i ricami in corsivo a caratteri cubitali... Ma, quando lanciano qualcosa di mio gusto, l'acquisto è sempre un piacere senza riserve.


Alla prossima baci8
xx

martedì 5 luglio 2022

45 domande lolita

 Ho trovato questa lista di domande tramite una challenge mensile su un gruppo di discord (al quale partecipo pochissimo, purtroppo).
Si tratta di una carrellata di quesiti scritta da qualcuno sull'ormai deserto LiveJournal, nel lontano 2014. Oltre al valore nostalgico, è sempre rilevante compilare questionari così, per avere un veloce riscontro del proprio viaggio nella moda lolita.
Inoltre, la sfida sul discord era stata lanciata in concomitanza all'invito di aprire un blog sulla piattaforma Dreamwidth. L'ho fatto, ma ammetto di non avere grandi intenzioni per il futuro di quella pagina.
Ho già questo blog per sfogare tutti i miei pensieri, le mie opinioni e la mia astinenza da fonti di testo sulla moda lolita. Non credo di avere le energie per scrivere un secondo blog in inglese, che sia rilevante per un pubblico internazionale e allo stesso tempo, per me. Però, sono entustiasta della piattaforma: è grezza, testo-centrica e del tutto obsoleta, proprio come tutte quelle fonti che mi mancano in questo vetiduesimo anno del secondo millennio.

Nota 1: la persona che ha scritto le domande probabilmente non era madrelingua inglese. Per questo, alcune domande sono poco chiare e tutte riportano la parola "lolita" in maiuscolo, come se fosse un nome proprio.

Nota 2: contrariamente al mio solito su questo blog, non tradurrò le domande in italiano, proprio perché l'autrice le ha infuse di ambiguità usando un linguaggio particolare. Non potrei mai tradurle fedelmente, finirei per riscriverle secondo la mia personale interpretazione delle sue intenzioni per ciascun quesito.

Ma ora andiamo alle domande (✯◡✯)

1.      Please tell us your Hand Name (name that’s used ONLY in internet.) and hometown.

Sui forum mi facevo chiamare Kana-palooza, Kanapaloo, Kanapalu o Kana, in onore di Moon Kana, Kaname Chidori (di Fullmetal Panic) e del Lollapalooza. Nella mia seconda venuta sull'internet, ho cambiato nick in Frantic Frills, più trasparente e letterale rispetto alla mia presenza online di lolita.

2.      About how long is your history as a Lolita?

L'ho già detto mille volte, ma ho iniziato nel 2011. Colgo l'occasione per dire anche che fra il 2014 e il 2018 mi sono presa una lunga pausa dagli ambienti lolita online, per ritornare su lolita-internet gradualmente nel 2019 e in forma definitiva nel 2020, durante la pandemia. Gli anni da lolita offline sono stati bellissimi, non una (1) lamentela.

3.      What first motivated you to do Lolita fashion?

Mi piacevo nella silhouette lolita ed era un ambiente sicuro nel quale poter dare sfogo alla mia estetica stereotipicamente femminile senza subire vessazioni. Ero anche attratta dall'aspetto comunitario, in quanto adolescente.

4.      After knowing Lolita fashion, have you had any time-gap or resistance till you actually started to be Lolita?

Ho iniziato pochi mesi dopo l'aver scoperto la moda online, ordinando la mia prima gonna lolita (Lovely Maiden Nadia di Bodyline) e in seguito il mio primo abito (Classical Rose Bouquet di Baby).

5.      Please define your Lolita style as much as possible. (eg. gothic Lolita, sweet Lolita, white Lolita…. Etc).

Mi risulta sempre difficile perché mi sembra di cambiare stile con ogni coord, ma sicuramente old school al primo posto, classic e gothic a pari merito al secondo.


6.      About how many Lolita friends do you have?

Credo un 5-6? Difficile dirlo, dato che molti di loro hanno smesso la moda, ma nella mia testa sono comunque nella categoria "amici lolita".


7.      What is the best thing about doing Lolita?

Poter dare sfogo alle proprie fantasie su se stessi, sul modo in cui si vuole essere visti dagli altri, ma anche sul messaggio che si comunica coi propri vestiti. Mi piace che, per una volta, qualcuno possa guardarmi e pensare "cazz-, questa sì che è una fissata con anime/Giappone/roba strana" perché SÌ è esattamente quello che sono 😭💓


8.      Conversely, what's the worst thing?

La comunità online internazionale a volte diventa davvero difficile da gestire.


9.      Which Lolita Brands do you like?

Questa risposta cambia di sei mesi in sei mesi, ma al mio preferito al momento è Excentrique. Non so come, ma ogni loro pezzo che salta fuori sul mercato dell'usato (sono chiusi dai primi del 2000) è sempre perfetto. Se potessi farei razzia di tutto il loro catalogo.

10.  What was the first Lolita item that you’ve owned?

Ho già risposto sopra, ma aggiungerei l'abito di Bodyline Replica Poodle Pattern, rubato a Innocent World. L'ho venduto, ma non dimentico 💧


11.  What is the “must have!” Lolita item?

Qualcosa da mettersi in testa perché in questa economia posso accettare tante cose, ma uscire con la testa nuda è ancora troppo per me.

12.  Do you wear drawers?


Credo si intenda bloomers o pantaloncini sotto la gonna. In ogni caso, sì.

13.  Do you have any favourite Japanese music?


Assolutamente sì. Fare l'elenco di tutti i miei artisti giapponesi preferiti prenderebbe un paragrafo, ma ultimamente quelli con i quali sono ancora in fissa sono: Gackt, Malice Mizer, Shazna, Shikao Suga, Maaya Sakamoto e Sheena Ringo. Ho fatto una testa così a tutti con Sheena, non mi taggate.

14.  Where do you particularly visit as Lolita?


Quando sono vestita da sola (= il 90% delle volte) faccio commissioni: supermercato, panettiere, gelato, farmacia, negozi vari. Spesso esco a passeggiare in lolita o semplicemente ad ascoltare musica in cuffietta in un determinato posto che mi piace, quasi sempre vicino a casolari abbandonati, che sono la mia massima passione. Tutto ciò che è derelitto, dismesso e architettonicamente vetusto mi attrae, doppiamente se sono in lolita.

15.  About how many times per week do you dress as Lolita?


Purtroppo, tutto il mio guardaroba è ancora a casa dei miei, quindi se sono dall'altra parte del nord Italia è un po' difficile 😪 però, quando ho accesso al mio arsenale, lo vesto almeno una volta a settimana.

16.  Please tell us about one embarrassing episode from the time when you were
just beginning Lolita.

Per me tutte le interazioni per strada in lolita sono imbarazzanti ( ̄▽ ̄*)ゞ Anche la signora che mi ferma per chiedere educatamente da cosa sono vestita, mi causa imbarazzo. Detto ciò, la più colorita è stata quella della famiglia in centro che mi ha chiesto se stessi promuovendo il musical di Priscilla, la regina del deserto, in scena a Milano in quel momento.

17.  What's hairstyle and color that you think Lolita would suite the most?


Non credo ce ne sia uno ideale. Una volta pensavo che fosse obbligatoria la frangia tagliata pari, stile Misako Aoki, ma mi sono resa conto che è un bias della comunità lolita. Tutti si fanno la frangia perché la vedono nelle foto su pinterest > altri credono che la frangia sia obbligatoria e se la tagliano > chi cerca foto su google trova solo frange e crede che sia l'unica opzione > il ciclo si perpetra.

18.  Have you ever thought of stopping Lolita? The reason?


Questa è una domanda alla quale vorrei rispondere con un post a parte. La versione breve è: sì, certo, come tutti dopo un tot di anni. La ragione principale è il mio corpo di donna caucasica normopeso sud europea, e la pressione sociale a convogliare i propri risparmi verso gli hobby autorizzati per il mondo femminile, come la famiglia, le cure estetiche e la casa.

19.  Please tell us your heart's bible as a Lolita. (anything like a book, magazine, CD, idol...)

Credo che la domanda sia "qual'è la tua risorsa multimediale di riferimento per la moda lolita?" La mia risposta sarebbe: i CD di musica giapponese anni 2000. Mi basta fare play su qualche album di Olivia Lufkin o una colonna sonora di Yoko Kanno per avere voglia di indossare lolita.

20.  Do you own a doll? Tell us your feelings about her intensely!

Sì, ne ho. Ho bambole vittoriane in porcellana, piccole bamboline di stoffa, bambole di plastica per bambina come Tanya e Barbie, bambole di pezza e di legno. Ne ho tante, accumulate in anni e anni di ricerca, selezione e attese, ma non le tiro mai fuori dalle loro confezioni. Ho un rapporto conflittuale con l'hobby delle bambole, un bandolo emotivo che non riesco a sbrogliare. Provo attrazione verso di loro, ma repulsione istintiva a giocarci o esporle in camera mia. Non riesco ad arrivare al fondo di questo barile di problemi, per questo restano tutte nascoste nel mio armadio, nelle loro bare di cartone.

21.  What kind of make-up do you wear when you wear Lolita clothes?

Non mi trucco mai in lolita. Non ci ho mai riflettuto su, ma avendo mantenuto il trend dell'assenza di make-up per tutti questi anni, credo che sia a suo modo una scelta più o meno conscia.
Probabilmente non associo la moda lolita a un determinato stile di make-up, assieme al fatto che le uniche istanze in cui mi trucco nella vita normale sono per lavoro e per serate. Forse è per questo che non mi trucco in lolita, perché lo associo solo alla serietà del lavoro o al glamour degli eventi...?

22.  Have you ever secretly changed clothes in a train station bathroom on Lolita day-out?

Sì, come i veri.

23.  Are you composed when doing Lolita all by yourself?

No aiuto quale psicopatico mantiene savoir fare in completa solitudine? Dico parolacce, faccio pose contorte, tiro porci come se piovesse. Significa che sono a mio agio.


24.  How much do you spend in your Lolita clothes& accessary monthly?


È difficile dirlo, alcune volte spendo moltissimo perché compro nuovi release, altre volte passano molti mesi senza che spenda un centesimo. Se dovessi fare una media su 12 mesi, sarebbe una trentina di euro per mese, a causa di alcuni salassi da centinaia di euro associati a mesi di risparmio assoluto.

25.  What is the most expensive Lolita thing you've bought so far? How much was it?

Devo considerare le dogane nel prezzo finale e fin'ora, Cross OP di Moitié regna sovrano. Maledetto figlio di putt-

26.  So far about how much has the expense been for Lolita goods?


Dio santo, ma perché {{ (>_<) }}💦 Ignoriamo le uscite dovute all'acquisto di abiti che ho poi venduto, dato che quelle creano un'ulteriore spesa (non vendo mai gli abiti al prezzo totale inclusa spedizione e dogana, ma a quello di listino per il quale li ho comprati, quindi ci smeno una quantità variabile di €€€).
Possiedo una quarantina di abiti, alcuni molto costosi, altri meno. Aggiungiamoci una dozzina di gonne, una ventina di camcie, accessori e cappotti. Non so. Non lo voglio sapere c:

27.  Lolita outfit really costs money. How do you raise money to cover the cost of
Lolita?

Lavoro mentre studio, faccio anche lavori su commissione e risparmio in ogni ambito possibile e immaginabile. Non vado a fare aperitivo, non bevo, non compro minchiate (so che suona strano, ma non possiedo oggetti, solo strumenti. Se anche me ne regalano, li butto o li vendo). Non spendo in fast fashion, ho lo stesso guardaroba dalle superiori e se qualcosa si rompe, compro usato. Persino nel cibo sono risparmiosa: sono vegetariana da una dozzina d'anni e compro solo frutta e verdura di stagione. Nella vita di tutti i giorni sono una persona piuttosto morigerata, ho bisogno di pochissime cose per sussistere.
Lo testimonia l'estratto conto della mia banca: i miei più grandi settori di spesa, quelli nei quali spendo centinaia di euro alla volta, sono il lolita e i regali per gli amici.

28.  Have you ever bought from an online store? If so, please tell us its good
and bad points and some advice for the future. If not, please tell us why not.

Ho comprato da Wunderwelt, Closet Child, Usagiyouhinten, Yahoo!Auctions Japan, Mercari, Rakuma fril, instagram di persone nella moda, Lacemarket ed Ebay. Non credo di riuscire a fare una recensione di ciascuno in questa sede (⌒_⌒;)

29.  Even if you sort of want to keep it a secret, please clandestinely tell us
about a private manufacturer that is the best.

Adoro il modo di parlare inglese di questa persona, sul serio 😩💜 Per quanto riguarda indie brand, Violet Fane e Summertales Boutique sono pari merito, entrambi hanno la stessa qualità che avrebbe un brand con manifattura automatizzata professionale.

30.  Is there a brand and/or an item that you think, "I could never get it! But I unreasonably want it!"?


Sì, c'è, ma non lo nominerò più perché starei attivamente contribuendo all'inflazione del suo prezzo di vendita (ง ื▿ ื)ว

31.  What do you think about people who only do Lolita at music-lives or cosplay?

Buon per loro! Chissenefrega quando, quanto e dove si indossa la moda. Se lo si fa con dedizione e non la si ridicolizza, bene così.

32.   From what age to what age is it acceptable to do Lolita? Do you think that there's a state in which someone must graduate from
Lolita? (you can answer as ‘never graduate’)

Non c'è un'età oltre la quale è sbagliato indossare lolita, però per me c'è un'età minima. Ultimemente ho visto molte lolita occidentali vestire coi loro abiti le proprie infanti e mi sembra una forzatura. Da un lato è bello condividere il proprio hobby con i figli ed è tenero vedere per lo più bambine provare abiti lolita per sentirsi delle principesse. Però, essendo bambine molto piccole, la moda deve flettersi ai loro bisogni per permettergli di essere libere di muoversi, e a quel punto diventa solo una bozza di lolita, un costume colorato per rendere partecipe una figlia. Al contrario, voler imbacuccare un bambino con petti, camicia, accessori e pendenti mi sembra una vessazione. Quindi, mi mette un po' a disagio vedere bambini vestiti in lolita completo, ma anche vederli in abbozzi della moda.
Per non parlare dell'associazione della moda al mondo infantile. Vuoi mettere che incu_ata sentirsi dire che la mamma è vestita come la bambina, e non viceversa, dopo aver speso anni a spiegare ad amici e parenti che non è un tentativo di regressione di età?
E poi, il costo. Esistono costumi per bambini, se proprio vogliono partecipare gli si può comprare qualche gonna in tulle da 5 euro al negozio di carnevale e buona notte al secchio sfjhksghjlkhj

33.  Is there a Lolita fashion or behavior that you think "I don't want Lolitas to do this!" about?

No, ognuno faccia un po' quel che vuole.

34.  Is there something you think "Lolita has to be this way!" about?


No, ma non credo di aver capito l'ambito della domanda 💧

35.  While doing Lolita, has something changed from earlier than you did Lolita?

Mamma mia, una valanga di cose. Tutti amano la recente tendenza permissiva, che scarta regole e divieti. Anche io la apprezzo, però a volte si finisce per dare il via libera solo per passività e non per convinzione.

36.  Do you go to school/work as Lolita?


No, non potrei nemmeno.

37.  Do you wear Lolita clothes as casual wear?

No, non vorrei nemmeno. Ci tengo a mantenere una separazione tra Francesca e Frantic Frills.

38.  Do you have a boyfriend (or husband)? Do you understand each other? (I think she meant “Does he understand you (as lolita)?”)


Per il momento ho un tipo. Lui sa che vesto lolita e non ha nulla da ridire. Gli ho insegnato un paio di termini ed etichette, per cui a volte discutiamo della moda e dei miei acquisti, ma non indosso mai lolita con lui. Potrei considerarlo solo se avesse intenzione di accompagnarmi a qualche evento, vestito a sua volta in aristocrat.

39.  What do the people around you think of your doing Lolita? Do they accept it?

Pochissimi amici del "mondo normale" sanno del mio hobby, ma sono tutti d'accordo. Non ci sono stati problemi rilevanti a riguardo.

40.  What kind of Lolita is who has impressed you the most up until now?

Farò un elenco, ho postposto questo momento troppe volte. Userò i nick di instagram perché è tramite quella piattaforma che consumo la maggior parte dei contenuti che queste persone pubblicano.
Voyeurism.s mi ha mostrato come capi lolita old school o estremamente semplici possano essere integrati in outfit casual per tutti i giorni, con cose come sneakers, borse qualsiasi e cappelli.
Dollsmeat perché ha creato un mondo parallelo fatto di immagini disturbanti e folklore midwestern americano tramite la moda lolita, con occasionali contenuti gyaru, budoir ed ero lolita. Ha abbattuto quel muro invisibile di decoro, perfezionismo e rigore che è stato eretto nel lolita fin dalla sua creazione.
Lace.decay perché ha sempre mischiato moda alternativa giapponese al suo lolita, creando alcuni dei coord più belli che possa pensare. Sembra uscito da un volume di Cookie.
Talianoshiro perché ha un occhio impeccabile per la moda. Sa abbinare pattern e colori apparentemente contrastanti e crea composizioni sempre interessanti. Ricordo ancora una camicia a quadri verdone sotto un abito bianco e nero, mmmh.
Pure.rae perché tramite il suo canale Youtube e la sua pagina instagram mi ha reintrodotto nel mondo del lolita moderato, senza grandi ambizioni di perfezione assoluta. I suoi coord sono sempre carini e sbarazzini.
Troubleinthemassagecenter perché presenta il lolita in modo normale. Anche nelle foto in cui è ritratta in giro e indossa abiti color neon iper sweet, per qualche sortilegio si fonde perfettamente con l'ambiente. Un'altra persona che prende il lolita come una moda e non come un fragilissimo cristallo da lucidare alla perfezione.
Mi sembra che il filo conduttore che spicca fra tutte queste persone diversissime sia la naturalezza con la quale declinano la moda e la rendono qualcosa di personale. Non riesco a essere ispirata o interessata da persone che vestono lolita come se fosse chissà quale sacro rituale solenne.

41.  Have you ever made your own Lolita clothing or/and accessories? If so, what was the best item that you’ve made?

Sono totalmente disispirata e assolutamente incapace. Inoltre, odio le cose e non sopporto di riempirmi di ciarpame, per questo non riesco a comprare nemmeno gli strumenti che servirebbero alla creazione di piccoli accessori. Solo l'idea di dover tenere in casa aghi, fili, pizzi, scampoli, bottoni, cartamodelli, pennarelli, pendenti, patch, colla... brr no, non riesco. Sarei contenta di imparare a un corso di cucito, lasciando i merdini là 💦

42.  If you have an ideal Lolita outfit or coordination, please tell us.

Al momento il mio coord ideale, nonché il mio prossimo traguardo, è quello di Mana in Gardenia. Bianco assoluto e blu elettrico, rose, cristalli, un lungo velo e capelli cotonati....................

43.  Is there a motif that you think “this is a simple of Lolita”?

Il tessuto gobelin, sicuramente. Ho scoperto come si chiamava tramite la moda e adesso lo associo istintivamente a quella.

44.  Would you want to dress your children as Lolita?

No, o almeno non con veri abiti lolita adattati alle loro misure (che ca__o di spreco, poi). Comprerei loro dei costumi da carnevale coi quali imitarlo, se proprio ci tengono.

45.  What's your image of the ideal Lolita?

Chiunque riesca a indossare la moda con naturalezza, personalizzandola e rendendola interessante.


Peace out xx

sabato 25 giugno 2022

Verso la calura

 Continua a salire la temperatura e grazie al Cielo non sono fisicamente a Milano in questo momento 🙉

È simpatico leggere sempre gli stessi post deliranti sui gruppi di aiuto lolita, non appena arriva l'estate. Tutti si sbracciano per dare pagine e pagine di consigli su come indossare lolita col caldo e, certo, alcuni sono molto utili ed efficaci. Però 💧 c'è un'enorme differenza fra il dare consigli per "indossare lolita nonostante il caldo", e "restare freschi in lolita". Il primo è un approccio realistico, il secondo è una menzogna 😷 La moda lolita sopra i 30°C è una maledizione che non auguro a nessuno. A meno che non ci siano eventi improrogabili, evito. Finisco per inzuppare di sudore i miei adorati vestitini e scendere a compromessi che mi fanno detestare l'outfit finale.
(Chiaramente, se per una serie di motivi sopportate il caldo e volete indossare lolita quotidianamente, non ho nulla da ridire. Quanto sopra si riferisce a me e ai miei desideri per me stessa durante il periodo in cui l'asfalto può diventare un comodo piano cottura)

Detto ciò, torniamo ai miei outfit di quando ancora si poteva vivere un'esistenza produttiva fra le 10:00 e le 18:00 a Milano, ovvero il mese di maggio. Click sulle immagini per ingrandirle!

JSK: Innocent World
Calze: BTSSB
Scarpe: Taobao
Camicia: vintage

Questo abito deve essere coordinato in modi nuovi, sono sicura di non aver ancora esplorato il ventaglio completo di possibilità che permette 🌸🎀👚 Però, quando funziona, funziona: rosa e azzurro sono una combo senza eguali. Non ho fatto nulla di speciale in questo outfit, se non prendere in braccio il cane e far finta di essere un'ancella della Regina d'Inghilterra. Forse ho mangiato una pesca...? senza sbrodolarmi. Un pomeriggio grandioso, insomma.

Grembiule, giacca, calze, camicia: BTSSB
Scarpe: Bodyline



Vi invito... Anzi, vi prego di cliccare sulle foto qui sopra e vedere quanto diamine me la sentivo d'oro quel giorno. D'oro? Di platino, impreziosita di diamanti oserei aggiungere (sì, sto alludendo alla bergonza).
Insomma, era una giornata positiva per il mio ego, ma come avrebbe potuto essere altrimenti quando si indossa Baby, the Stars Shine Bright dalla testa al malleolo? I piedi sono Bodyline, non si può vincere tutto. Ho persino girato un reel, non so se ci rendiamo conto💦
Questo set è elegante, quasi intimidatorio. Il taglio e il tessuto sono propri dei tailleur da lavoro in azienda, ma il colore, le finiture e lo stile restano squisitamente lolita. È quello che indosserebbe Reese Witherspoon in un remake lolita de La Rivincita delle Bionde (titolo pessimo, localizzazione scadente, meglio citarlo come Legally Blonde). È anche quello che indosserei se mai fossi autorizzata a scegliere il mio abbigliamento da lavoro. Con la giacca chiusa, è un completo da ufficio impeccabile.
Così, sull'onda di questa emozione, ho agguantato un libro che rappresentasse il mio ruolo manageriale in questo coord: Cindy Crawford's Basic Face prima, e Gothic & Lolita Bible poi.

Il libro della Crawford è un investimento per una ipotetica prole, mia o altrui. Contiene tutte le informazioni su come valorizzare il proprio viso in modo naturale, dal periodo in cui la sponsorizzazione da parte di marchi enormi non era ancora così diffusa. Chiaramente Cindy Crawford è una supermodella, benedetta dalla lotteria genetica, che non ha bisogno di alcuno sforzo per sembrare incredibilmente bella. Però, il libro è insolitamente valido e contiene consigli senza tempo. Vorrei che un futuro bambino potesse leggerlo e prendere da lì i consigli su come prendersi cura della sua pelle, piuttosto che dal rumore dei social.
Poi, ho posato con GLB perché è pur sempre un coord lolita.


Gonna: Violet Fane
Camicia e foulard: vintage
Borsa: The Bridge
Scarpe: Modo
Calze: Shirley Temple

Questo coord è stato un tentativo partito al contrario rispetto a quello che avrei fatto di solito. Il mio segreto è che nel lolita vado a naso, rarissimamente programmo quello che indosso su una base razionale o di equilibrio. Questa volta, volevo costruire un abbinamento che
- includesse il foulard vintage animalier
- potesse considerarsi "lolita da viaggio"
Così, ho scelto i capi più comodi in assoluto nel mio guardaroba assieme a un colore complementare al foulard, in modo da riuscire ad abbinarlo per contrasto. Avendo puntato tutto sul bordeaux, che bilancia il giallo dorato, ho poi accessoriato di conseguenza, senza introdurre nuovi colori per far sì che il foulard spiccasse sull'insieme. È stato divertente approcciarsi al lolita in questo modo più cervellotico e ragionato e il risultato finale era davvero comodissimo. Avrei preso l'aereo, il treno e pure il vaporetto in questo coord.

Bustier, gonna: Alice and the Pirates
Fiocco in testa: Moitié
Camicia: vintage anni '80
Calze: Baby the Stars Shine Bright
Scarpe: Modo (Taobao)

So che questo è il classico momento in cui sono solo io a vedere il riferimento a un certo stile. "Sì, sì nonna, certo, questo è davvero un coord gotico, hai proprio ragione" 👵
Però! Io sono convinta che lo sia! Credo di aver visto una versione di questo stesso abbinamento su Gothic & Lolita della Phaidon, anzi, ne sono sicura, e il soggetto fotografato si definiva gotico. Va bé, anche i migliori hanno le loro convinzioni strampalate.
C'è un'altra cosa della quale sento l'assenza solo io, ed è una stretta alla corsettatura del bustier. Essendo costolato e dotato di ampio shirring, senza un'adeguata tirata di stringhe resta molto lasco. Avrei avuto bisogno del valletto che mi serra nel corsetto come una dama vittoriana, per avere quella silhouette da anossia fatale che adoro.
Chiaramente, non mi sono potuta esimere dal creare un collage come quelli di Alice Doll, con un testo in inglese scorreggiuto come quello che avrebbe scritto un giapponese in quegli anni. Mi piace rivivere questi pezzi di tradizione lolita, portando il coord oltre la sua forma fisica. Se c'è un lato divertente dello scattarsi foto, è anche quello di poter ricreare la propria estetica tramite la grafica. Mi piaSCe 💫

Chiudo con un coord casual per filmare un tour del mio guardaroba. Mi sono rotta le palle alla quinta gonna lmao. Tira su, tira giù, metti in posa, da vicino, da lontano, **sorridi** se no sembri un'assatanata 💧 molta fatica che si sviluppa tutta davanti a un telefono, in una stanza vuota... non so fino a che punto sono disposta a spingermi per il valore del ricordo. Lo faccio per quello, per il ricordo di questo momento e di come era il mio guardaroba lolita in quello che considero essere il culmine della mia attività nella moda. Prevedo un declino nei prossimi 10-20 anni, dovuto sia al mio corpo che cambia, sia al fisiologico deterioramento della mia pazienza. Discorsi per un'altra sede.
Mi ero fatta anche una pettinatura super elaborata! Che giustamente non si nota un catso nelle foto fksdhfhg 💢
Infine, il coord ultra semplice che ho indossato per il pranzo con le carissime Ilaria ed Erika! Sono andata sul sicuro, soprattutto dopo aver schivato un crollo psichico nel macchiare di sangue il mio Cross OP di Moitié pochi minuti prima che arrivassero 💀 Mamma mia, che tesa che ero quel giorno.
Ho combattuto le voci nella mia testa che hanno continuato a dirmi quanto fosse stato un evento mal riuscito per causa mia. Alla fine, ci ho messo più di 20 anni a trovare la forza di invitare qualcuno in casa di mia madre, quello è già un traguardo di per sé. È anche un fatto emblematico che sia stato proprio il lolita a darmi il pretesto per fare questo salto--
Al netto del cibo scarso e raffazzonato, dell'arredo demodé e dell'atmosfera quasi lugubre che vivevo dentro, ce l'ho messa tutta e spero di aver fornito un pranzo almeno stomacabile.
Prima di salutarci ho fatto fare un vero tour del mio guardaroba in persona, e mi sono divertita molto! Molto meglio del doverlo fare per un freddo obiettivo senza vita. Ho anche rispolverato fatti e ricordi degli abiti che avevo parzialmente dimenticato.

Se qualcuno ha letto, mi mandi il suo PayPal che gli spedisco un rimborso del tempo perso!
E a tutti i children, congratulazioni (?)

Bacin xoxo

lunedì 30 maggio 2022

Fuwaya Lolita, recensione

 Eccoci qui per un'altra spumeggiante recensione di un brand indipendente online, woohoo 🙌

Prima di tutto, una piccola introduzione al brand e alla sua storia.

Un giorno sono inciampata su un post di Instagram del brand Fuwaya Lolita e mi sono immediatamente innamorata delle sue intricate stampe sweet.
In quel momento, il brand operava ancora su Etsy e stava concludendo la prima fase della vendita dei suoi JSK. In seguito al cambio di politiche di vendita di Etsy, il brand si è trasferito su un sito nominale a sé stante. Fuwaya, infatti, fin'ora ha sempre venduto i propri abiti in un sistema a due tornate: una di acconto tramite prevendita, e una successiva per il saldo finale a produzione conclusa.
Il motivo dietro alla dilazione del prezzo d'acquisto è quello di dare immediata liquidità al brand per iniziare la produzione degli abiti, avendo un numero fisso di ordini. Infatti, è difficile che qualcuno si tiri indietro una volta versata la prima rata. Così facendo, parte della manifattura viene subito pagata con la prevendita, mentre la seconda tranche di denaro serve a coprire la spedizione degli abiti verso il brand e tutte le spese insolute rimanenti.

Fuwaya Lolita è un piccolissimo negozio online gestito da Singapore e aperto alla fine del 2019. Non è chiaro quante persone lavorino al suo interno, ma la proprietaria ha affermato più volte che sia lei soltanto a gestire l'intera impresa. Il brand si occupa principalmente di abiti e accessori sweet lolita. Acquistando stampe dalla Cina e delegando a loro la produzione, Fuwaya si occupa di disegnare gli abiti, stabilire gli standard dei materiali e costruire una collezione coesa. Se vogliamo dirla in parole semplici, Fuwaya è la direzione creativa, mentre disegnatori freelancer e fabbriche cinesi sono la manodopera.

Quando vidi Cat's Birthday Party per la prima volta, rimasi stupita dalla bellezza artistica della stampa e dalla sua ricchezza di dettagli.
Fuwaya Lolita non è il primo brand che fa da tramite per la commercializzazione di stampe cinesi, ma la qualità delle sue stampe e dei materiali è di gran lunga più alta della media.

Le modalità del mio acquisto

Non riuscii a comprare Cat's Birthday Party durante il preordine, ma continuai a seguire il marchio nella speranza di agguantare qualche esemplare invenduto.
Il mio lurking fu ripagato quando, la scorsa primavera, trovai un profilo su Lacemarket che vendeva alcuni JSK di Fuwaya. Scrissi al profilo per sincerarmi che fosse la proprietaria da Singapore, e lei mi diede risposta affermativa. Così, le chiesi se per caso le restasse qualche pezzo di CBP in azzurro e nel giro di un paio d'ore, l'abito era già mio. Lei spedì l'abito quasi simultaneamente, il giorno dopo.
La proprietaria è stata celere e cordiale nel comunicare con me, ero molto soddisfatta di aver imbroccato l'abito per questa inaspettata via traversa e non vedevo l'ora di averlo tra le mani.

Spedizione e imballaggio

L'abito mi è arrivato nel giro di un mese, che è piuttosto poco considerando che veniva da Singapore. L'imballaggio era quello più minimale possibile, ovvero una doppia busta di plastica, con un'ulteriore bustina trasparente per accessori e waist ties.
[cliccate sulle immagini per ingrandirle!]

il pacco
l'abito
la mascherina e il suo fiocco per la testa, tutto coordinato
Parlando della spedizione, includo la mia principale lamentela: ho subito notato che il valore del pacco era stato sottostimato, motivo per cui non ho pagato dogana. Questo può essere considerato come un gesto di cortesia, dal momento che evita al cliente di incorrere in tasse doganali. Tuttavia, per quanto mi riguarda, preferisco pagare la dogana che rischiare di perdere un pacco ed essere rimborsata pochi euro per esso. È pur sempre questione di scelte e preferenze personali.

Fuwaya non mi ha avvisato di questa sua trovata né l'ha concordata con me in anticipo e questa è a tutti gli effetti una falla di comunicazione. Non so se sia ordinaria amministrazione per tutte le spedizioni del brand, spero di no, ma la segnalo.

Qualità dell'abito e del design

Come mi aspettavo, l'abito è adorabile. Sapevo che non era in poliestere, ed era il motivo principale che lo faceva spiccare nella lista di potenziali acquisti. Non dovevo preoccuparmi di una eventuale lucidità del tessuto o peggio, che fosse diafano, entrabe caratteristiche che mi mettono in allerta quando devo comprare poliestere.
Si trattava anche di un set: oltre all'abito, ho ricevuto la corsettatura dello shirring a parte, il KC/headbow/fiocco per la testa con la stessa stampa e una mascherina coordinata.
Il JSK è in cotone, fodera inclusa. È un particolare enorme, paragonato ad altri mille proposte su Taobao o altri brand indipendenti. Ero curiosa di guardarlo da vicino per vedere se la stampa riusciva a risaltare anche sul cotone e devo dire di essere molto soddisfatta: la stampa è iper definita e il tessuto è soffice al tatto. Moglie piena e botte ubriaca.


Mi stupisce come i dettagli siano stati curati in ogni angolo del JSK, eccetto che nei due fiocchi anteriori 💧💧 Sono due semplici fiocchi in satin, non esattamente di mio gusto, ma sapevo che erano parte del modello e me li faccio andare bene. Spero che in futuro, se il brand crescerà, sostituirà questo materiale con un grosgrain, un nastro in cotone o un vero e proprio fiocco a sé, come quelli di marche giapponesi.

Fiocchi a parte, la fettuccia ondulata che precede il pizzo sull'orlo inferiore è adorabile. I pizzi sono inaspettatamente decenti, in cotone anch'essi, decorati con fiocchetti sotto e fiorellini sopra.

L'abito è dotato di shirring posteriore, con eventuale corsettatura da tessere all'interno degli occhielli a lato. Sotto si vede anche la fodera, semplice e bianca. Chiaramente, c'è anche una zip a scomparsa sul fianco, come da norma per un abito lolita.


Le spalline sono regolabili tramite tre bottoni sul retro, che rendono l'abito di una lunghezza inclusa fra gli 88 e i 93 centrimetri.
La taglia del JSK è segnata sull'annuncio di vendita come S-M, ma non mi risulta che ne siano mai state prodotte altre. Anzi, ricordo di aver letto nelle stories su Instagram del brand che a causa di scarsi margini non si poteva ancora permettere di accomodare tutte le forme con quel release.
Comunque, l'abito veste come un Angelic Pretty del 2010. È molto corto e piuttosto aderente su di me, ma posso indossarlo restando una Signora 😌👵

Gli waist ties sono decorati con pizzo a cuori e presentano la stessa stampa dell'abito. Perdonate il mio pressappochismo nel presentare l'articolo: non avevo tempo di stirare l'abito💦



Il design di quest'abito è davvero intricato. Fra la stampa sul bordo in vero stile sweet lolita del 2010, i due pattern a righe e a pois sul fondo, le candeline e i fiocchi che piovono su tutto l'abito e il titolo del modello attorno a tutta la gonna, c'è davvero di tutto e di più. Se avessero aggiunto qualcos'altro, avrebbero dovuto chiamare il CERN di Ginevra perché sarebbe stato l'accumulo di massa più grande mai rilevato sulla Terra 🌍

Io lo adoro proprio per tutte queste caratteristiche apparentemente kitsch ed eccessive: mi ricorda una fase della moda sweet lolita OTT che era la norma quando ho inziato, e adesso ha ceduto il passo a una corrente più mite degli stessi motivi. Chi l'avrebbe mai detto che avrei trovato questo senso di nostalgia in un abito di Singapore, disegnato in Cina! È sintomo di come la moda lolita sia in evoluzione e i suoi centri nevralgici stiano migrando, ma questo è un altro discorso.

Qualità-prezzo

Al netto di tutto quanto, il rapporto qualità-prezzo è favorevole. Ho pagato leggermente meno del prezzo di listino, perché si trattava di un capo di prova rimasto in magazzino. Il prezzo originale credo fosse 230 euro, io l'ho pagato circa 180 inclusa la spedizione e mi sembra un ottimo prezzo per la qualità che ho ricevuto.
Inoltre, immagino che la persona che ha disegnato la stampa riceva una percentuale dalla vendita, quindi sono contenta di aver contribuito anche al salario di un artista così talentuoso.

Conclusioni

Tiriamo le fila di questa esperienza.

Consiglio Fuwaya Lolita perché:

  • è un modo di incentivare una persona volenterosa, cortese e creativa, che porta innovazione nell'offerta della moda lolita
  • la proprietaria del brand è una gran lavoratrice e molto affabile
  • le loro stampe sono uniche e molto belle
  • i loro abiti sono spesso 100% cotone
  • hanno recentemente espanso la loro offerta di taglie, arrivando fino ai 155cm di petto e ai 150cm di vita

 Le mie riserve sono:

  • l'imballaggio minimale
  • la sottostima del valore del pacco, che non garantirebbe un rimborso in caso di smarrimento della merce

Non so dire se comprerei ancora da Fuwaya Lolita, perché le motivazioni dietro a questo primo acquisto erano uniche: volevo provare lo stile sweet e mi ero innamorata di questo abito soltanto. Tuttavia, se la mia carriera da bambola di porcellana kawaii dovesse andare bene, Fuwaya sarebbe senz'altro uno dei primi posti in cui guarderei 💘

Spero che la recensione vi abbia dato un'immagine più dettagliata di questo negozio indipendente.

Gg a tutti e alla prossima!

Bacino xxx

sabato 7 maggio 2022

Boccioli di primavera

 Eccoci arrivati alla primavera! Questi sono i coord che sono riuscita a indossare negli ultimi 2-3 mesi, assieme a qualche breve recensione degli oggetti che indosso.

Cappellino fatto a mano non da me
Camicia, calze, cardigan BTSSB e seconda camicia offbrand
Gonna Emily Temple Cute
Scarpe Bodyline

Questo coord è candeggina per gli occhi dei puristi della moda lolita, ma può essere di conforto per quelli a cui piace sperimentare. Essendo la gonna di ETC mooolto corta, ho pensato di andare fino in fondo e provare come sarebbe stata con e senza bloomers, con e senza cardigan e con e senza camicia infilata nella gonna. Ogni foto ha una piccola differenza rispetto alla prima.

C'è qualcosa di androgino in questo coord, ma non so se lo vedo solo io. E' stato davvero liberatorio divertirmi davanti allo specchio e giocare con i vestiti, mi mancava. Sono anche contenta di poter condividere questi esperimenti senza paura di essere epurata dalla community online :V
Non sono uscita vestita così, però.

Giacca e gonna: Violet Fane
Calze: Alice and the Pirates
Scarpe e foulard da testa: Taobao

Parlando di liberarsi: sono andata a comprare le verdure dal fruttaro con questo set giacca-gonna di Violet Fane. Il design delle maniche è unico nella moda, sono splendide e quando muovi le braccia creano uno sbuffo d'aria che esce dal colletto e aiuta molto per il caldo 😆
Vorrei parlare un attimo dei due prodotti, per evitare di fare una recensione a parte.
Comprare da Violet Fane è stata davvero una bella esperienza. Ho agguantato il set appena lo hanno messo online, temevo che uno dei due pezzi sarebbe andato esaurito. Il prezzo dei due è proporzionato al livello di premura con cui la collezione Café Rose è stata concepita: si tratta di velluto prodotto e lavorato in Europa, da cotone biologico; il ricamo viene fatto in sede, nel laboratorio di Barcellona, pagando equamente i sarti; tutto il processo viene tenuto in Europa, dal disegno al confezionamento.
Ci tengo molto acciocché le persone capiscano che il lavoro va pagato, soprattutto se sono persone formate e specializzate a svolgerlo. Spero che questo aiuti a comprendere i motivi dietro ai loro prezzi.
Il pacco che mi è arrivato era delizioso, impacchettato con tutti gli elementi della collezione e accompagnato da adesivi, biglietti e fiori finti, in linea con l'estetica del marchio Violet Fane. Comprerei senz'altro di nuovo da loro, è stato davvero senza pensieri. E senza dogana huehuehuehue 😷

Abito e calze: BTSSB
Scarpe: Bodyline
Cuffia: Majoly shop

Il mio amore per questo OP è tale e tanto che devo fisicamente trattenermi dallo scrivere un trattato a riguardo. Dirò soltanto che è un pezzo del 2002, con balze sul retro, maniche a bombetta, colletto staccabile e fiocchi su collo e lati gonna (in inglese so che si chiama ladder lace, ma non riesco a capire come si chiami in italiano). Il pizzo sull'orlo della gonna è un intricato pattern, in cotone, che ha resistito meravigliosamente al passare del tempo.

L'ho indossato come reazione al fatto di dover fare pulizia dell'armadio, è arrivato quel momento ciclico in cui cedono le aste appendiabiti 💦 Nel momento in cui devo selezionare quali teste far rotolare, mi è venuta ansia di dover vendere abiti per i quali ho penato e mi sono abbracciata a questo vestito come terapia.
Avrei voluto usare un altro tipo di calze per aderire perfettamente al tema old school, ma purtroppo sono ancora bloccate in Giapponeeekdnks meglio sorvolare.
Piccola nota sulle Rocking Horse Shoes: le cinghie cadono dal polpaccio, quello che vedete in foto è pura finzione 🤡 La realtà è che vanno attorcigliate strettissime attorno alla caviglia per camminare.

Headdress: Majoly shop
OP: IW
calze: AATP
scarpe: Bodyline

Questo è un'altro di quegli abiti di cui sono follemente innamorata. Ormai dovrebbe essere chiaro quanto sia scettica nei confronti di chi si strappa i capelli per i propri abiti, sono pur sempre solo vestiti. Però, trovare casualmente questo OP e riuscire a possederlo è come avere un pezzo d'archivio per me.

Oltre a essere vecchio, anch'esso del 2002, è un pezzo della storia della moda lolita. I design degli abiti di Innocent World si sono progressivamente appiattiti su un paio di modelli, sui quali vengono applicati diversi dettagli e stampe, ma mantengono più o meno le stesse linee. Questo, invece, appartiene a quel periodo di sperimentazione e creatività che adesso non ci si può più permettere.


 

E' un OP incredibilmente largo, pensato per essere un capospalla, magari lasciato sbottonato per far intravedere il completo sottostante. Nelle foto di catalogo lo si può vedere indossato in questa maniera dal manichino.
Inoltre, le misure di spalla e vita fanno intendere che fosse un capo maschile, probabilmente destinato ad aristocrat e ouji. Il materiale è un cotone pesante, simile a quello delle giacche militari. Le spalle hanno un taglio squadrato insolito per la moda lolita. Le maniche sono con taglio a principessa, che invece era molto comune in quegli anni. Sul petto c'è un arricchimento di rouges che termina in un colletto alto. La stampa è abbastanza comune, ma comunque molto più nitida e fitta di molte altre a tema floreale che IW ha poi scelto.
La quantità di elementi bizzarri e quasi contraddittori fra loro, mi fa pensare che fosse una sperimentazione dalla parte del brand. Un tentativo di espandere il catalogo e accattivare nuovo pubblico. Immaginare questo contesto dinamico ed estremamente creativo mi scalda il cuore, mi riporta indietro negli anni e mi ricorda della dimensione collezionistica di questo hobby: anche se smettessi di indossare la moda, non venderei mai quest'abito.

Grazie per aver guardato o letto! Ci vediamo nella stagione in cui si puzza di sudore e ci si disidrata solo respirando! ☀☀☀

Baci8 xx

venerdì 1 aprile 2022

La moda lolita, i social e l'italiano

Si avvicina l'anniversario dell'apertura della mia pagina Instagram e questo post non è un pesce d'aprile 🐟 La scadenza e alcuni discorsi fatti di recente mi hanno dato il coraggio di scrivere un pezzo d'opinione su un argomento molto complesso, al quale tuttavia tengo molto.

In questo post parlerò del legame fra lolita e social, con tutte le implicazioni che ne conseguono, e della assoluta necessità di una produzione di contenuti in italiano per la sussistenza della moda stessa in Italia.
Data la ampiezza di questo argomento, lo affronterò per punti, partendo dal casus che mi ha portata a tradurre sempre i miei contenuti online.
Credo profondamente nella rilevanza di questo discorso e prometto di andare dritta al punto, limitando le parentesi e le giustificazioni.

Perché pubblico contenuti lolita in italiano

Sono stata una lolita sola, silente e riservata per buona parte degli ultimi dieci anni. Nel 2020 ho scelto di uscire dall'anonimato per ricercare una community italiana nel quale entrare, spinta dalle circostanze che tutti ben ricordiamo. Così, ho scoperto con rammarico che nemmeno una delle piattaforme che conoscevo era sopravvissuta all'avvento dei social. Oh beh ¯\ (ツ)/¯ ho lasciato che passasse un anno prima di agire di conseguenza.
Nel 2021, dopo aver osservato e fruito delle community online internazionali, ho deciso che avrei creato almeno una fonte di testo inerente alla moda che fosse in italiano.
Le ragioni erano due: volevo che esistesse un feedback italiano per le ricerche Google di persone interessante alla moda qui, e dare almeno un appiglio a chi già veste lolita e crede di essere l'unico nel Paese.

dal mio account Instagram

 

Perché è fondamentale trovare contenuti in italiano?

So benissimo che le persone nate dopo il '90 sono in grado di consumare contenuti multimediali in inglese, o lo sanno addirittura parlare fluentemente. Il punto non è l'accessibilità: il mondo lolita è già accessibile tramite le fonti inglesi, le community sono già fruibili online in ambienti anglofoni. Il punto sono le conseguenze di una fruizione di informazioni unicamente in inglese e l'adesione a una comunità internazionale.
La moda lolita è, letteralmente, una moda. Sono vestiti che, per quanto possano essere idealizzati, strumentalizzati per una causa o deificati come cimeli storici, dovranno essere indossati a un certo punto. Quando si è parte della comunità lolita internazionale, l'unico modo per condividere la moda e ricevere consigli è quello di postare i propri coord, sotto i quali ricevere commenti. Se la persona non ha nessun altro con cui condividere l'esperienza di indossare questi benedetti vestiti, il divertimento finisce più o meno lì.
E' davvero possibile sentirsi parte di qualcosa che esiste solo online?
Inoltre, approfondiamo l'aspetto linguistico: è davvero possibile sentire propria una moda della quale è possibile parlare solo in inglese? Per di più, con persone che vivono a centinaia (di migliaia) di chilometri da noi, in Paesi nei quali i costumi sociali sono diametralmente opposti ai nostri?
Non si tratta di un'alienazione assoluta, però manca quella familiarità più profonda, più sottile. Si tratta del senso di appartenenza, vicinanza fisica e solidarietà che è imprescindibile avere quando si esce di casa vestiti come un trip acido rococo-vittoriano.

"Ma, Francesca" dirà qualcuno, "ho trovato persone stupende in Svervegia, che mi hanno accolto come un figlio, che mi aiutano e mi supportano quotidianamente. Vesto lolita da x e non mi manca nulla"

Legittimo. Pure io sono contenta di amicizie strette online con persone dall'altra parte del globo, sulla base di come pensiamo debbano essere coordinate le platform. Non sto dicendo di buttare via dei validissimi e verissimi rapporti umani. Infatti, le due realtà non sono in contrasto: si può far parte delle comunità anglofone online e in concomitanza avere una comunità italiana di riferimento.

La differenza si sente quando della moda si smette di parlare e si inizia a vestirla.

Essere lolita online vs. in fisico

Vivere la moda lolita unicamente online ha implicazioni che si rifanno alle dinamiche dei social network. Per nominarne alcune: ossessione per il confronto, invidia inconscia, atteggiamenti intolleranti latenti o palesi, trolling, dipendenza dagli acquisti, cancel culture... Di nuovo, non è tutto da buttare, ma bisogna misurare i pro e i contro.
Di fatti, ci sono anche dei pregi: come sopra, si guadagnano tanti rapporti umani di valore. Tuttavia, specialmente nella moda lolita, le dinamiche distorte hanno spesso un effetto devastante sui neofiti. Significa che i coord che si indossano saranno sempre sottoposti allo scrutinio di moltissime persone, perlopiù estranee, a volte nemmeno attivamente partecipi nella moda, disposte a dare una quantità di opinioni non richieste. Significa che insulti come "ita" e "fatty chan" verranno letti spesso e temuti fin dai primi giorni. Significa anche esporsi a tutte le controversie, anche quelle più avulse dal proprio contesto o più superficiali, solo perché vengono echeggiate da una quantità di utenti, anche se, reitero, non hanno nulla a che fare con noi.

In sintesi, per un neofita vivere la moda solamente online crea molte aspettative, carica di molta pressione ed espone a molte più voci, non tutte amichevoli. Più si prolunga la permanenza in questo sostrato, più si interiorizzano canoni e regole che sono assolutamente irrilevanti e, alla lunga, rendono l'esperienza nel lolita estenuante.

E' facile pensare che non vale la pena vestirsi se non si rispecchia pedissequamente la performance degli account più seguiti su Instagram. E' facile denigrarsi e minimizzare i propri sforzi se li si paragona a un fantomatico altro, che è sempre più curato, più bello, più esperto e dispone di un guardaroba più grande del tuo.
Quando questa è l'unica dimensione in cui si vive l'hobby lolita, smette presto di essere divertente; diventa l'ennesimo ambito per il quale non ci si sente all'altezza e si sviluppa pure un certo rancore generalizzato verso questo altro, sempre lì, sempre pronto a ricordarci quanto non andiamo bene.

un segreto del 2013 da Behind the Bows Livejournal

Un'idea

C'è un modo per andare oltre queste dinamiche. Un modo per far sì che davvero quello di internet diventi un rumore di fondo, e non resti soltanto una patetica fandonia che ci raccontiamo collettivamente, mentre subiamo ogni secondo di quel circo.
Indossiamo questi vestiti nella vita reale, con persone affini.

Non parlo di diventare lifestyler (indossare lolita come abbigliamento quotidiano), ma di restituire alle community locali il ruolo centrale che meritano. Torniamo a dare centralità all'attività in persona: solo così si può neutralizzare questa condizione. Di nuovo, per fugare ogni dubbio, non sto suggerendo di abbandonare la propria presenza di lolita online. Le due cose possono convivere, ma ci vuole una gerarchia che privilegi sempre e comunque quello che si vive dal vero.

Inoltre, si risolvono questioni ataviche come la presunta assenza della moda in Italia e la creazioni di risorse per future lolita. Si risolvono anche diatribe perenni, drammi e scandali locali. Quante volte avete sentito una persona che veste la moda venirvi a dire "quella camicia non ci sta un ca**o, io avrei coordinato meglio l'abito che hai" in faccia a un meet? E anche nell'assurda circostanza in cui fosse accaduto, quante volte la cosa si protrae per anni, ledendo la vostra voglia di indossare la moda?
Mi sembra superfluo andare avanti a elencare la quantità di discrepanze fra quello che si vive su internet e quello che si vive in fisico.

segreto del 2013 (Behind the Bows LJ)

Quindi, tornando all'italiano e alla mia fissa di tradurre post che sarebbero perfettamente compresi dai miei colleghi che vestono lolita in Italia, ora dovrebbe essere chiaro perché io ci tenga in modo così ostinato.
Cito la mia esperienza come esempio, ma sono sicura che sia largamente condivisibile. Io sono stata in grado di appassionarmi al lolita perché ho quasi immediatamente staccato la moda dalla sua community internazionale su internet. Ho subito partecipato al GLZ forum, ho quasi subito indossato il mio primo coord con altre persone lolita e ho presto scisso le due cose.
Le persone che adesso sono giovani adolescenti vivono in una fase di internet diversa dalla mia e forse sono svantaggiate in questo senso. Tuttavia, voglio che si crei un ambiente conciliante anche per loro, perché sappiano che c'è un livello successivo, che ci sono persone come loro in Italia.
Voglio che chi legge si ricordi sempre che io e altri siamo qui, vicini, a un messaggio di distanza. Voglio anche che i curiosi italiani sappiano che ci sono persone che vestono in quel modo e che, chissà, potrebbero vedere qualcuno in lolita per strada. Non siamo chimere, esistiamo.
Poi, per trasparenza, voglio anche tornare a sentire quella familiarità con la moda che sentivo quando iniziai, nel 2011. Voglio parlare di lolita con le persone attorno a me, sentire che una comunità esiste ancora (anche se non ha più una piattaforma e non ho coraggio di crearla, per adesso) e sapere che c'è qualcuno disposto a viverla assieme a me.

Perché le mode alternative non sono niente senza la condivisione. Perché essere lonelita (lolita solo/a) non è divertente un cavolo. Perché è quello il punto della moda, per come è stata concepita e vissuta sin dall'inizio: identificare persone con interessi simili, trovarsi per strada, parlare, prendere un té assieme, passeggiare, farsi foto e farsi notare, farsi vedere in giro.



Usciamo, identifichiamoci e parliamo

Si fa presto a realizzare quanto poco importi la marca che indossi o come hai abbinato quelle scarpe di Bata (...esiste ancora?). E' più facile sperimentare quando non ti sottoponi allo scrutinio di una cerchia di 100 saggi; è più divertente vestirsi lolita quando hai qualcosa da fare con qualcuno; è più appagante possedere un bell'armadio quando c'è uno scopo dietro, per quanto sia esso semplice.

Per questo, non lasciamo che la dimensione in persona sia assorbita da quella online. Questo è il senso del creare qualche contenuto in italiano ed esorto quante più persone a cimentarcisi.
Anche se si vive in aree deserte sotto il punto di vista delle mode alternative, è sorprendente l'impatto che può avere il palesarsi come lolita in Italia: può essere il pretesto per legarsi a qualcuno, che poi si traduce in un piano per il futuro e, alla fine, può diventare un incontro.
Anche nella peggiore ipotesi in cui non si riesca mai a vedersi, resta una corrispondenza di vero impatto, con una persona del tuo Paese. Si crea network, si fa rete.

Spero che questo discorso, diventato più simile a un manifesto, sia un'ispirazione per chi legge in Italia.
Come si conclude un post così? Hasta lolita siempre? Forza Mana?

🗾💀💙forza Mana💙💀🗾

bisoux chu chu

Estate 2026

  Q uesta estate ho portato avanti un progetto stilistico personale: indossare lolita quanto più spesso possibile, per espandere e flettere ...