domenica 7 novembre 2021

Old school lolita: cos'è e come replicarlo

Non mi ritengo un'autorità della moda lolita, ma per il solo fatto di essere entrata nella nicchia molti anni fa, credo di avere qualcosa di valido da dire sull'argomento. Vedendo il furore col quale la frangia old school si diffonde sui social, vale la pena guardare indietro ed elencare le caratteristiche che lo definiscono.

Playlist 🔊
CAPSULE - Hello
Perfume - fushizen na girl (不自然なガール)
Malice Mizer - Syunikiss ~Nidome no Aitou~
Dir En grey - Kodou

introduzione

Di per sé, old school lolita significa "la vecchia scuola lolita", "la vecchia maniera", e fin qui l'etichetta è trasparente. Tuttavia, non mi è mai sembrato sensato parlare di "vecchio stile" in riferimento a una moda relativamente conservatrice, che ha subito pochi cambiamenti radicali e in circolazione da appena una trentina d'anni. Come può esserci un "vecchio lolita", se la moda stessa non ha nemmeno ancora compiuto il giro di una generazione? E dove si ferma il vecchio? dove inizia il nuovo?

Se teniamo in considerazione il conio del nome lolita fashion da parte del magazine Ryuko Tsushin come inizio formale di questa moda alternativa, risaliamo al 1987. Durante la decade del 1990, troviamo alcuni elementi che adesso blogger e influencer lolita ritengono distintamente old school, ma assieme a essi anche una serie di trend ancora appartenenti alla moda convenzionale e casual. Negli anni '90 la moda lolita era ancora agli albori e permeava vari sottostili già affermati, come il punk, il gothic e lo street style, prendendo in prestito alcuni dei loro attributi e cedendone di propri. Alcuni snap per visualizzare meglio cosa intendo.

da CUTiE (1993)

da FRUiTS vol. 2 (1998)
 

Prendiamo due esempi a caso (letteralmente, a caso) da Lolita History Gallery. Nel catalogo di CUTiE troviamo abiti simili ai grandi tratti del lolita, in bianco e nero, ma ancora in fase embrionale: colletti, stampe, pizzi, bordi ricamati, gonne a campana. La ragazza ritratta su FRIUTS, invece, sembra indossi lolita, ma mantiene sandali e calze informali, entrambi elementi che oggi sarebbero considerati fuori canon dalla moda. Nessuno degli abiti presenti in queste due foto fa parte dello stile old school (a eccezione forse del headdress), eppure rientra nella decade alla quale si fa capo quando si cerca di datarlo. Questo periodo intermedio prima dell'affermarsi della moda nella scena di Harajuku ha infatti un suo nome a parte, si chiama proto lolita e raccoglie sotto l'etichetta tutte le sperimentazioni della moda nella sua fase primordiale. Sono ritenuti proto lolita cose come sandali, gonne sfasate senza petti, colori sgargianti e pochi pizzi. Piccola digressione su alcune riviste e brand di riferimento per ispirarsi e trovare esempi di proto lolita

 Riviste
  • Kerouac, che poi verrà abbreviato in KERA, nato nel 1998
  • CUTiE, inizio tiratura nel 1983
  • i primi volumi di FRUITS, fra 1997 e 2000
Brand
  • Marble
  • Peace Now
  • Shirley Temple

    e moltissimi altri brand casual che non elencherò per brevità. Conto prossimamente di scrivere un post sul passato della moda lolita, prima degli anni '90.

uno sguardo al passato

Ora che abbiamo distinto quella fase della moda, proviamo a restringere il campo verso l'identificazione dell'old school. Saltiamo avanti di dieci anni, guardiamo al 2000, ovvero al momento in cui Gothic Lolita Bible passa lentamente dall'essere uno spin-off di KERA, all'essere un magazine di tiratura autonoma.
In questa decade i Malice Mizer erano nella loro fase calante, verso lo scoglimento (nel 2001) e Mana aveva rivolto il suo occhio di volpe ombrettato di blu verso il mondo della moda. Moi Meme Moitié decolla, anche grazie alla pubblicità autoreferenziale fornitagli dal magazine. All'inizio, il GLB non era altro che una vetrina per il brand, la scena gotica e quella strettamente EGL. Solo verso il 2009-2010 la rivista si aprirà alla moda lolita tutta, ospitando anche pubblicità di competitor come Baby, the Stars Shine Bright e Angelic Pretty.

da GLB vol. 1 (2001)
 

da GLB vol. 29 (2009)
da FRUITS vol. 33
da Alice Doll

Di nuovo, sfogliando genericamente il magazine edito in quell'arco di tempo, faccio fatica a trovare una sola fonte di foto o cataloghi che contenga ogni canone old school per come li conosciamo oggi. In parole semplici, non c'è un solo brand o pubblicazione al quale rifarsi per ricreare lo stile.
Alcuni snap da varie riviste, fra 2001 e 2008:





Fra queste foto vediamo old school gothic, old school sweet, old school classic e persino l'iconico set mantella + gonna di Metamorphose, con il beneamato pizzo raschel. Ormai, guardando tutte queste immagini assieme, dovrebbe essere chiaro come l'old school sia una nicchia estremamente minimalista, apparentemente semplice da ricreare. Personalmente, mi è sempre sembrato il modo più semplice per i neofiti di avvicinarsi alla moda.
Si tratta anche di un termine ombrello: raccoglie sotto di sé tutte le tendenze delle prime pioniere del lolita, con l'aggiunta di qualche costante stilistica arbitrariamente assegnata a questo stile.

conclusioni

Dal momento che l'old school ha preso piede sui social, molte lolite hanno cercato di costituire guide su come replicarlo fedelmente, facendo capo ad alcuni capi saldi della fase 2001-2010 della moda. Tuttavia, per quanto le guide e gli elenchi che ho visto siano tutti stati scritti con ottime intenzioni, si tende a ridurre lo stile a una serie di oggetti fondamentali che è necessario avere, se si vuole davvero vestire così.
Di per sé, non c'è niente di male nel parlare di essenziali old school, come può essere appunto, il set in gobelin fiorato di Metamorphose, o alcuni JSK monocromatici di BTSSB. Va però ricordato che si sta parlando di abiti usciti più di dieci anni fa, quasi impossibili da trovare sul mercato di seconda mano.
L'effetto che queste guide hanno avuto sulla rivendita di usato old school lolita è stato devastante: i prezzi per abiti fondamentalmente lisi e sdruciti sono schizzati alle stelle. Oggi, se si cerca "old school" su Lacemarket, si possono trovare abiti di vari brand a prezzi simili al nuovo. Per alcuni indumenti selezionati, in accordo con la regola della domanda/offerta, si sale oltre il prezzo al dettaglio e persino oltre il prezzo di vendita originale. L'ultimo prezzo per il celeberrimo set in gobelin fiorato con mantellina + gonna di Metamorphose era 300 dollari. Trecento dollari per due pezzi vecchi, malamente conservati e impossibili da ravvivare con lavaggio o stiratura (nota veloce: il gobelin non si stira!).
Non voglio sindacare sui meccanismi che portano a queste condizioni d'acquisto, dal momento che in quanto parte della moda, ne sono direttamente partecipe e parzialmente responsabile: ogni recensione, ogni post, ogni coord che menziona i brand indossati è un piccolo tassello nel quadro globale che compone l'idea di lusso e il valore percepito di un marchio. Sarebbe ipocrita da parte mia indignarmi per l'impennata dei prezzi per gli articoli old school.
Voglio soltanto che sia chiaro ai lettori come il mercato per questi articoli sia in crescita e come, d'altra parte, non ci sia reale necessità di possedere questi esatti oggetti per considerarsi old school lolita. Anzi, per un fan duro e puro della moda, si potrebbe persino pensare di creare coord old school utilizzando abiti fatti a mano o rubati da altre frange della scena alternativa. In fondo, era quello che le antenate lolita facevano in quella decade.

allora, come vestire old school?

Questi sono i trend primitivi che troviamo nell'old school lolita stando alla letteratura, e sono imprescindibili in toto o in parte per replicare lo stile:

  • petti contenute, possibilmente ad A
  • calze sotto il ginocchio
  • headdress minimali: da quelli rettangolari a semplici fiocchi
  • nessuna stampa, eccezion fatta per quella fiorata o dei semplici decori a ricamo localizzati in un'area dell'abito
  • quasi totale assenza di accessori

Mentre questi sono gli attributi che gli sono stati assegnati arbitrariamente dalla community negli ultimi 5-10 anni:

  • abbinamento di bianco e nero, meglio se base nera con accenti bianchi
  • pizzo raschel, a manetta
  • scarpe mary jane's
  • bonnet mosci (floppy bonnet)
  • colletti di camicia tondi
  • borse con lo stemma a corona, possibilmente di Maxicimam

Ho voluto dividere i due elenchi per distinguere ciò che credo sia genuinamente old school, da altri elementi che alcuni trend setter hanno deciso gli appartenessero. Per chi cerca di replicare lo stile sono molto importanti i riferimenti dei propri contemporanei, ed è giusto così, purché non si finisca a perdere di vista l'obiettivo. Si può essere old school con una sola di queste cifre stilistiche; cercare di spuntare tutte quante le caselle diventa superfluo, e inizia a costare parecchio.
Perciò, a chi ambisce a sembrare uscita da una capsula del tempo dritta dritta da Harajuku del 2002, consiglio di non ossessionarsi con simboli altamente riconoscibili, come determinati JSK o accessori brandizzati, ma di ricercare lo stile nelle sue fattezze generali: la silhouette, la voluta assenza di dettagli e i tessuti non stampati.
Ecco qualche riferimento sotto l'hashtag #oldschoollolita su Instagram:

@lavendealer
@mintymoons_
@maistress


Da questo viaggio nel tempo è emerso come il termine old school sia di recentissima creazione, e non faccia capo a una sola fonte. E' chiaro che la sua datazione si colloca fra il 2001 e il 2010, ma non si riesce a stringere il focus ulteriormente. Vi sono alcuni elementi distintamente old school e pochi abiti direttamente appartenenti a quella fase, ma lo stile si può replicare in maniera molto più casalinga e con un budget molto più contenuto.

Hate the game, not the player

Peace out xx

lunedì 30 agosto 2021

Manga e anime: ispirazioni lolita

 Spolverando la mia libreria di manga ho ripreso in mano alcuni volumi, giusto per dare un senso a quei due scaffali pieni zeppi di titoli che non tocco da 10-15 anni.

E' risaputo quali siano i prodotti giapponesi di intrattenimento che contengono moda lolita, indossata da protagonisti, personaggi secondari, oppure in quanto parte centrale della narrativa.
Kamikaze Girls a parte, molti manga e anime hanno contribuito alla sua diffusione in occidente. Se eravate/siete degli weeb, è molto probabile che conosciate la moda anche senza averla mai ricercata direttamente.

La prima serie che mi viene in mente è Nana: il personaggio di Misato Uehara indossa lolita in quasi tutte le istanze in cui compare nelle serie, sia cartacea che animata.
Paradise Kiss e Princess Ai, sempre di Ai Yazawa, seguono un pattern simile, integrando sempre almeno un personaggio che veste moda EGL nella trama.
Poi, Rozen Maiden: tutte le bambole indossano abiti EGL, alcune persino ouji e aristocrat. Il franchise di Rozen Maiden ha anche collaborato con Innocent World per ricreare gli outfit delle protagoniste, con qualche aggiunstamento per renderli realisticamente utilizzabili e facilitarne la produzione.
Sono sicura che ci siano molti altri titoli che mi sfuggono, o che proprio non conosco; per quanto fossi un'avida lettrice di manga durante l'adolescenza, ho abbandonato l'hobby quasi del tutto e non sono aggiornata sulle recenti ondate di influenza di questo stile.

Tuttavia, penso sarebbe carino ripercorrere quali titoli contengano influenze della moda lolita, pur non rifacendosi direttamente a essa nella trama o coi personaggi. D'altronde, fra il 2000 e il 2010-15, la moda lolita era un po' come il prezzemolo, spolverata su molti media giapponesi come parte del progetto Cool Japan, per esportare prodotti e cultura giapponesi in occidente.

1 - La Carrozza di Bloodharley

Storia originale, volume autoconclusivo di Hiroaki Samura. Non tanto lolita, quanto abiti vittoriani ed edwardiani. Per quanto ci sia una totale assenza di volume nelle gonne, lo stile e la cura nei dettagli dei disegni rimandano molto al classic lolita. E' molto piacevole sfogliare il manga e trarre ispirazione da questo ibrido fra abbigliamento storico, vintage e lolita. Samura commenta nelle note a fine volume che disegnare gli outfit è stato per lui molto difficile, non immaginava quanto fosse complesso "l'abbigliamento elegante". La cura fin nei dettagli dei pizzi dei completi delle protagoniste rende molto bene il livello di impegno che ci ha messo.
Si tratta di un particolare ancora più unico e... sinistro, considerata la trama del racconto. Sconsiglio la lettura alle persone facilmente impressionabili 🔞 #samurapartyisover

 

2 - Keroro

Manga e anime divertentissimi, tutt'ora li riprendo in mano per farmi una risata. Una di quelle serie irriverenti, ecchi, semplici e stupide al punto giusto. Per questo, mi è sembrato strano trovarci dentro così tanti rimandi alla moda lolita! Ogni volta che un personaggio viene trasformato da uno degli spiritelli dispettosi del folklore giapponese, si trova vestito di pizzi e merletti sweet. Le punizioni impartite dai protagonisti ranocchi includono sempre l'indossare un completo maid lolita (o solo un grembiule 👀). Avevo sotto mano un paio di volumi, e sfogliandoli mi sembrava di leggere chiaramente le trame del progetto Cool Japan: ogni episodio contiene quel giusto mix di folklore, j-music, j-fashion e riferimenti geografici. E' un'immersione nello humor giapponese, ma anche nella sua cultura pop e tradizionale. La copertina del volume 7 sono sicura riproduca una delle foto più famose contenute nella rivista Gothic Lolita Bible.


3 - DOGS, pallottole e sangue

Adoro questa serie per un milione di motivi, e mi rammarica che non sia mai riuscita a decollare nel mainstream. Non so nemmeno se la tiratura sia arrivata a completamento in Italia... ? Ho smesso di trovarlo in libreria dal quinto o sesto volume. Benché l'abbigliamento dei protagonisti sia già molto influenzato dalla moda alternativa (punk, gotica e dandy) che circolava in Giappone in quegli anni, nessuno veste esplicitamente lolita. Solo Nill, la ragazza afasica che vive col prete, si trova a indossare un OP nero vezzoso, con le sue alette da angelo frutto di manipolazione genetica che le danno un aspetto molto old school, quando ancora andava di moda aggiungere accessori animaleschi come orecchie, code o appunto, ali d'angelo. Oltre a lei, le gemelle cattive della serie indossano una variazione ispirata alla moda lolita, un crossover fra ouji e punk.

 

4 - Full Moon wo sagashite

Serie famosissima di Arina Tanemura. In generale, fra i lavori di Arina, c'è l'imbarazzo della scelta poiché un po' tutti contengolo influenze EGL. Ho scelto Full Moon perché fra i volumi che avevo a casa, includendo anche Kamikaze Kaitou Jeanne e The Gentlemen's Alliance Cross, mi sembrava il più iconico ai fini di questa retrospettiva. La Tanemura ha recentemente collaborato con un dollmaker game, Alice Closet, quindi il suo legame con la moda lolita è durato negli anni.

5- Rozen Maiden

Inutile ripetere quanto questa serie sguazzi nell'estetica EGL, nel senso più stretto della sua definizione: elegant, gothic e lolita. Incarna esattamente questa sigla, persino nella trama. Qualche foto dal volume che ho a casa.


Credo sia importante guardare a questi prodotti come a un enorme valore, piuttosto che dissezionarli per trovare il più degno di essere associato alla moda lolita, come ho visto fare altrove.
Non importa farlo perfettamente, né farlo bene: includere un rimando all'estetica EGL crea un precedente, mette la pulce nell'orecchio dei fruitori di quel medium, che in futuro saranno in grado di riconoscerla. E' anche grazie a questi manga che la conoscenza di questo stile alternativo si perpetra e raggiunge le persone più disparate.

Io mi sono divertita rileggendo alcuni capitoli di questi volumi. Spero che chi legge potrà prendere spunto per andare a cercare in quali suoi manga ci sono cenni alla moda, perché sono davvero ovunque: basta saper cercare.

Sta arrivando l'autunno, vi auguro di potervi presto raggomitolare sul divano con un té e un manga.

Peace out xx

venerdì 27 agosto 2021

Luglio 2021 e tanto sudore

 Hey g̴̭͒ȏ̴͜r̷̦͑ǵ̵̳ (gorgeous, come lo dice Gottmik)

In questi mesi estivi ho messo in vendita alcuni miei abiti che davvero non mi immaginavo indossare né ora, né mai. A mal in cuore, come sempre, perché trattandosi di acquisti vecchissimi, avevo paradigmato l'esistenza dell'abito in funzione del ricordo a esso collegato. Però, non era realistico tenere in armadio qualcosa che non ho mai indossato nell'arco di dieci (10) anni 😑
Ho venduto l'abito azzurro di Bodyline e il Princess Sleeping Beauty Rose jsk di BTSSB. Farò in modo di conservare il ricordo della visita al BTSSB shop di Parigi in un'altra maniera, che non sia possedere quell'abito.

Per questo motivo, mi sono rimboccata le maniche e ho provato alcuni dei miei pezzi storici, per vedere se i coord sono ancora solidi e se voglio davvero tenere tutto.

JSK: Charles Crown (IW)
Camicia e calze: BTSSB
Barrette: Ap e offbrand
Scarpe: Bodyline

Charles Crown, da me rinominato Tits Crusher o Boobinator, perché le mie tatas non riescono a sopravvivere all'incontro con lo scollo di quest'abito. Questo coord è sempre stata la mia opzione per un evento dell'ultimo minuto; quel tipo di abbinamento sopra le righe, che non metterei mai per un meet al bar perché troppo sontuoso. Ammetto che provandolo, ho ridimensionato la mia fantasia 💀 Nella mia testa, sembrava molto più elegante. Mi ero detta: hai la spilla a corona, hai la corona che pende dal fiocco di AP, hai le calze tutte decorate... ya bougie. E sicuramente lo ero: le maniche principesche (hime sleeves) della camicia e i suoi dettagli a filo d'oro elevano l'insieme, ma così come sta in foto è un coord monco, manca qualcosa. Se non trovo accessori d'oro da spargere ovunque, sarà sempre un look a metà. Purtroppo non vedo questo abito come un pezzo causal o indossabile in modo disimpegnato: o realizzo un coord da regina, o lo vendo, soprattutto per l'inferno che fa passare alle mie tette. Quindi, sarò costretta ad andare contro ogni mio ideale e comprare una caterva di bigiotteria a tema, per essere coerente con la mia immaginazione. Oppure, dovrò cambiare scarpe e trovare qualcosa di più elegante di quelle Bodyline dell'anteguerra. Comunque sia, se voglio avere un coord da gran galà pronto all'uso, dovrò buttarci dentro altri $oldi, diamine.

OP, borsa, calze: Moi Meme Moitié
Scarpe: offbrand
Accessori: fatti a mano da una ragazza su LM

 
Dall'altra parte, questo coord è fatto e finito. Sono talmente contenta di aver assemblato questo abbinamento da non voler nemmeno considerare di indossarlo con una petti. Dopo aver fatto le foto, mi sono resa conto che questo look somiglia molto alla silhouette degli abiti mod degli anni '60: un po' boxy, a linea dritta fino a metà coscia, con le calze sotto il ginocchio che si fondono con la scarpa, quasi a sembrare uno stivale, coerente con le foto glamour di quegli anni. Da quando ho trovato questo rimando non riesco più a vedere il Cross OP con una petti, almeno non su di me. Poi, dal lato pragmatico, se usassi una petti la gonna si solleverebbe e sarei costretta a procurarmi un paio di bloomers, per non mostrare ulteriori centimetri delle mie scandalose cosce 💃
Dal momento che sto cercando di limitare l'acquisto di beni d'occasione e concentrarmi su investimenti per oggetti di alto consumo, l'acquisto di bloomers non rientra nelle mie priorità al momento.

click click click per ingrandire
JSK: Innocent World
Scarpe: Amazon
Camicia: BTSSB
Cappellino: vintage anni 90


Il mio abito più comodo di sempre, non so se perché l'elastico si è smollato dal 2008 o semplicemente perché ha la schiena completamente elasticizzata. Come sempre, il comfort non si accompagna al piacere estetico: essendo molto sweet, non è uno dei miei preferiti. Però, mi sono molto divertita a indossarlo in queste due occasioni! La prima volta, nella foto stile purikura, l'ho messo con una camicia rosa, sweet, ricchissima di dettagli, di BTSSB e un paio di scarpe senza calze (escàndalo 😱). Ci ha pensato la vita a punirmi per questa pessima scelta: le scarpe erano nuove e rigidissime, per cui mi sono ritrovata piena di vesciche a fine mattina 😩
La seconda volta l'ho portato con una camicia cinese mooolto semplice e un paio di UTK offbrand, che si abbina magicamente alle rose del vestito, e le mie fidatissime Bodyline. In entrambi i coord ho smorzato il tono sdolcinato con un cappellino di velluto stile anni '90 (bucket hat). Ci avevo messo tante roselline sintetiche, ma non stavano su alla grande quindi le ho rimosse al secondo tentativo. Le spille da balia non tengono la plastica delle rose, dovrò usare una base di cotone per incollarle e poi fissare la base al cappello. Tengo molto a questo accessorio: credo che dia un tocco più attuale ai coord, da street snap di Kera. E' molto più versatile e old school di una generica bombetta, e poi rende più informali gli abbinamenti pesanti e pieni di pattern come questo.


JSK, calze, bolero: BTSSB
Scarpe: Camper
Headpiece: tutti fatti a mano in cotone

Questo bolero è di un gusto squisito. Voglio trovare più modi di abbinare il sax, l'azzurrino, con Antique Rose Bouquet di BTSSB. Ho un'altro cardigan, sempre di Baby di un azzurro cielo più spento, che avevo comprato apposta per questo JSK, ma non stanno molto bene assieme. Questo, invece, è del colore perfetto.
Come al solito, abito molto corto su persona molto lunga, ma ormai è cosa nota 🐢 come dicevo sopra, vorrei avere dei bloomers, ma per il momento continuo senza.
Considero questo coord finito ed espandibile sempre sulla linea shabby chic. Vedrei bene questo abito assieme ad altri elementi cadenti, flosci, con colori spenti come crema, beige, azzurro scuro, grigio... Se la ritrovo, vorrei abbinargli una mantella beige di macramé, stile nonna.
Per adesso, sono molto contenta, soprattutto del lavoro di assemblaggio dei fiocchi che mi ero messa in testa: le parti cadenti che drappeggiano l'una sull'altra danno esattamente l'effetto che cercavo. Non so se si capisce, ma vorrei portare questo coord il più lontano possibile dallo sweet, anche a costo di reinventare totalmente gli accessori che gli abbino. Queste ballerine con disegni di fiori rosa e blu sono il tipo di scarpa che vedo bene in questo coord, ma sono sicurissima che piacciano solo a me :,)))
Il giorno che ho indossato questo outfit faceva un caldo porco 🐷💦 per cui sono uscita senza bolero, senza camicia e senza petti. Ma, come al solito, quello che avviene fuori dalle foto non è mai successo 😉  Al diavolo le regole, vivete le vostre giornate in funzione di quello che dovete fare! Tanto più che la gente attorno a voi vi considererà un clown a prescindere.

OP: Victorian Maiden
Bonnet: Summertales Boutique
Scarpe: Bodyline
Calze e guanti: boh

Questo momento è per la me di dieci anni fa, che si chiedeva se mai avrebbe posseduto un Victorian Maiden e se mai le sarebbe stato. Avrei voluto prenderla per le spalle e dirle "non sei tu che devi fletterti per l'abito, è l'abito che deve vestire te!" e ci avrei aggiunto anche una cospicua quantità di improperi.

Una piccola digressione sull'acquisto di questo OP:

Sono stata attirata nella moda da una stampa fiorata blu su bianco di BTSSB, mi sono innamorata del classic più becero (stile divano-umano) e Victorian Maiden è sempre stato la mia chimera: irraggiungibile e vivo solo nella mia fantasia. Perciò, quando ho visto questo OP su Mercari, il mio cuore ha perso un battito. Lo vendeva una donna giapponese che nell'annuncio diceva di essere alta un metro e cinquantasette. Un'altezza che è più lunga a scriverla in lettere che a misurarla 💀 insomma, una piccola donna asiatica. Faceva da modella nelle foto dell'annuncio e questo abito su di lei sembrava una coperta: aveva dovuto stringere il corsetto anteriore al massimo, che quasi non si vedeva l'incrocio del nastro. La gonna le arrivava sotto le ginocchia. Io, guardando l'annuncio: "SEMBRA PROPRIO UN ABITO CHE POTREBBE STARMI, LO COMPRO" *click* 🤡🤡🤡🤡
Purtroppo, questo è il livello di distacco dalla realtà che devo avere quando acquisto abiti lolita. La mia speranza era appesa a un filo, anzi, a una serie di elastici: aveva il partial shirring. Se si cercano abiti di VM con shirring o partial shirring su Lolibrary, i risultati stanno a mala pena in due pagine, e il brand ha quasi 25 anni di attività alle spalle. Insomma, togliendo i modelli che non mi piacciono, restano una manciata di possibili candidati acquistabili. Ora, le probabilità che questi suddetti modelli con elastico compaiano sul mercato sono infime. Sommando tutti questi fattori, le possibilità che io riuscissi a comprare un abito della mia taglia da questo brand erano veramente poche. Questo treno di pensieri mi accompagna ogni volta che il marchio pubblica nuovi abiti, tutti con zip e nemmeno l'ombra di uno stramaledettissimo elastico.
Quindi, tornando alla notte in cui stavo bighellonando su Mercari, quando ho visto l'annuncio per il Rococo Therese OP mi sono detta: lo devi comprare. Lo devi comprare per te stessa, per il fatto che non avrai altre occasioni né per questo specifico modello, né per altri modelli elasticizzati. Così, ho usato il mio stupido ditino per premere "compra" e ho bruciato 250 euro circa. In retrospettiva, è un prezzo davvero unico, dovuto solamente alla eccessiva correttezza dei giapponesi. Su Lacemarket ho visto vestiti di VM pure macchiati o lisi, venire venduti per sette, ottocento euro, sul presupposto che un pezzo old school debba valere come l'oro in quanto unico. Tuttavia, per me la cifra che ho speso resta alta, e lo era ancora di più nel momento del pagamento, dato che non mi aspettavo di fare quell'acquisto in quel momento.
Per essere completamente onesta, il prezzo effettivo dell'abito è ben più alto: vanno aggiunti 40 euro di spedizione e 🎊 ottanta euro di dogana 🎊 e tutti i porci dell'almanacco 😊💕💕💕 (non è nemmeno la cifra più alta che ho dovuto pagare per un pacco io veramente faccio fuori i doganieri diomado-)

L'unica mia consolazione è che, appunto, sul mercato dell'usato occidentale avrei pagato la medesima cifra netta, ma al lordo, dovendo aggiungere altri soldi per spedizione e dogana. Insomma, ho varie ragioni per non essere troppo infastidita.

Ho pianto quando l'ho indossato? Sì.
Mi sono fatta duemiladuecento foto? Sì.
L'ho religiosamente lavato con delicatezza e fatto asciugare in penombra immediatamente dopo l'utilizzo? Sì.
La felicità che mi porta indossare questo abito è incommisurabile. Il coord in sé non è niente di che. Sono contenta di aver trovato quei guanti di retina color crema, perché le braccia nude stonavano un po'. Ho moltissime idee per coordinarlo ulteriormente: berretto con fiori blu, camicia sotto, polsini, calze a rete bianche (sì, fidateve), stivali a mezza gamba... ho almeno altri due coord già pronti per lui. Che bello 💫



Ultimo coord! Quel giorno c'era un piacevole fresco, aveva appena piovuto e indossare un abito a maniche lunghe non mi faceva rabbrividire. British Stripe OP di Angelic Pretty, l'unico abito di AP che sia mai riuscita a guardare per più di 5 secondi 😇 Come al solito, sempre blu e bianco, sono ossessionata.
La prima versione è quella che preferisco: stivali e borsa di The Bridge sono esattamente gli oggetti che ho pensato di indossare con quest'abito mentre lo acquistavo, si allineano con lo stile scolastico inglese dell'OP e offrono uno stacco dai suoi colori.
La seconda versione è un principio di coord: non ho borse che stiano con quelle scarpe, le ho solo provate per vedere quali alternative avevo agli stivali. Faceva fresco, ma non così tanto da portare scarpe invernali.
Nessun accessorio dal momento che il collo del vestito è già molto ricco, le mie orecchie sono eternamente nascoste dal caschetto, le maniche nascondono i polsi e gli anellazzi stonano con l'insieme.

Fine. Spero che ci sia qualche informazione utile in mezzo a questo marasma di parole!

Peace out xx


giovedì 5 agosto 2021

E quindi, vuoi comprare il tuo primo abito

 Ho sempre pensato che i post didattici su come acquistare abiti lolita fossero superflui. Una volta che si hanno i soldi e la voglia, cosa può esserci di così difficile?
Oh, se mi sbagliavo.

Vorrei scrivere un post indirizzato a due tipi di persone. In primis, ai neofiti, che si trovano a voler acquistare il loro primo abito che per forza di cose sarà un investimento importante. In secundis, parlo a chi già ha un piccolo arsenale, ma fatica a indossare i propri acquisti perché non si trova a suo agio con la vestibilità dei suoi abiti, o non riesce a coordinarli.
Vorrei mettere in chiaro tutti i miei errori, affinché qualcun altro possa beneficiare della mia esperienza.

Caveat:

La moda EGL è tutt'altro che economica. Spesso si lavora mesi per potersi permettere un singolo oggetto, perciò è devastante riconoscere di aver sbagliato, mettere in vendita il capo e dover ricominciare tutto da... capo. Negli anni, ho letto di tantissime persone perdutamente innamorate di un abito o di un brand, che si sono trovate a vendere il pezzo appena acquistato a mal in cuore. Si cede agli impulsi e all'idealizzazione, piuttosto che operare una scelta ponderata. Non voglio scoppiare la bolla di fantasia di nessuno: penso che l'idealizzazione sia una delle parti più affascinanti, divertenti e coinvolgenti di questa moda. E voglio che si continui a sognare, solo aggiungendo qualche accorgimento che renderà l'acquisto di un abito un vero investimento a lungo termine.

Escludiamo le situazioni di folle amore a prima vista, quando si vuole acquistare qualcosa per puro piacere estetico e il desiderio di indossarlo è quasi secondario. Sono la prima ad aver acquistato abiti che non mi sarebbero stati, dal taglio errato, di colori poco coordinabili, tutto in nome dell' ✨estetica✨

Piuttosto, vediamo quali sono gli aspetti di cui tenere conto quando si sta cercando un abito che si vuole indossare più di una volta e quali sono gli errori da evitare.

La sihouette

Quello che contraddistingue la moda EGL da altri sottostili di j-fashion è la sihouette, la figura che si crea a outfit completo. Non importa che stile si veste o che accessori si preferiscono: l'importante è mantenere una silhouette lolita. La petti o petticoat (la sottogonna voluminosa) farà il grosso del lavoro, ma bisogna anche considerare la persona che indosserà gli abiti e come la sua forma contribuirà a creare la silhouette.
E' senz'altro l'errore che ho commesso più spesso e quello che tutt'ora devo tenere a mente prima di comprare un abito: dove cadrà il punto vita?
Vediamo le diverse silhouette che gli abiti possono avere.
Se si tratta di un abito stile impero, il punto vita del modello sta immediatamente sotto il seno. Se si ha un seno prosperoso, bisogna mettere in conto che l'abito vestirà male, tendendosi nella zona del petto. Anche se si ha un torso lungo è meglio evitare questo modello, dal momento che il seno potrebbe finire col trovarsi al di sotto della cucitura, specialmente se si tratta di un taglio impero molto alto.

Io non--

AP e i suoi tagli mega altissimi
Poi, abbiamo gli abiti just waist, a vita naturale, che dovrebbero avere come punto più stretto del corpetto il punto vita della persona che li indossa. In realtà, a seconda di chi veste l'abito, il punto vita reale potrebbe essere più in basso di quello creato dall'abito. Bisogna sempre tenere a mente che sia i marchi giapponesi che quelli cinesi disegnano abiti a partire da corpi asiatici e minuti, e che per quanto siano inclusivi nelle taglie, alcune misure restano fisse anche negli abiti più ampi: spesso infatti le taglie più accoglienti sono semplicemente versioni più larghe di quelle regolari, non necessariamente più lunghe. Se siete alti e avete una torace lungo, è molto probabile che il punto vita degli abiti giapponesi cada sulle vostre costole. Tenete a mente questo dettaglio, soprattutto con gli abiti stile vittoriano, il cui aspetto saliente è la vita stretta in contrasto con una gonna ampia.

la punta della V di questo abito dovrebbe cadere sull'ombelico della persona che lo indossa per vestirla bene
Infine, il taglio neutro della maggiorparte degli abiti lolita tradizionali dovrebbe vestire appena sopra il punto vita del modello. Si tratta della vestibilità che i fondatori della moda hanno immaginato e usato di più nel design della moda ed è un ibrido fra i primi due modelli di cui sopra: il punto più stretto del corpetto cadrà fra le costole e la vita di chi li indossa.

 

La stampa e i colori

Tenendo a mente che l'obiettivo dell'acquirente è quello di ottenere un abito facile da indossare, vanno evitate stampe eccessive o colori difficili da coordinare. Sorvolo sulla stampa, perché quello è davvero un discorso di gusti e di buona volontà; per qualcuno è facile coordinare una stampa intricata e coloratissima, per altri è un grattacapo.
Per i colori, invece, il discorso è più chiaro. Per me, se si cerca un primo abito versatile, sono da cassare in qualsiasi stile il verde, il giallo, il bianco e il magenta-vinaccia-violetto.
Verde: esistono pochi capi di quel colore in lolita, fatta eccezione per qualche cosina di Meta o AatP, ma sarà comunque difficile trovare l'esatta tonalità che corrisponda al proprio abito.
Giallo per ovvie ragioni, è orrend- ... è raro in lolita, e come il verde è difficile trovare la tonalità esatta.
Il bianco potrebbe sembrare una scelta facile, ma non lo è: esistono decine di tonalità di bianco. 50 shades of WHITE!!! C'è il bianco bianchetto, il bianco latte, il bianco sporco, il bianco guscio d'uovo, il bianco avorio... raramente due abiti bianchi sono perfettamente sovrapponibili. Come se non bastasse, il bianco invecchia e muta: camicie acquistate come bianche finiscono per essere color avorio dopo qualche anno, o peggio, grigie Non c'è niente di peggio di un coord nel quale i bianchi non si accordano: è il mio peggiore incubo. Evitare per un primo acquisto, assolutamente.
Il magenta-vinaccia-violetto, inteso come variazione incognita fra il rosso e il rosa, è un colore che piace tantissimo ad AatP e a Meta, ma non lo augurerei a nessuno. Non sta bene col rosso, col rosa o col marrone, le scelte più ovvie, e non sempre sta bene con bianchi o neri, le scelte più semplici. Restano abbinamenti molto difficili, come blu, avorio, oro e argento, che vanno provati di persona, guardaroba alla mano. Non credo che un principiante abbinerebbe facilmente un colore del genere a colpo d'occhio.

che cosa sei, dio mio
non so, non lo so proprio

Per finire, nemmeno a dirlo, direi di evitare le stampe psichedeliche stile Psychedelic Cupcake o esplosioni di colore alla Meta. C'è un tempo e un luogo per tutto Ash, ma non ora.

I materiali

Non voglio entrare nella diatriba cotone vs poliestere, ma ci tengo a ricordare a tutti di controllare i materiali dei quali sono fatti gli abiti prima di ogni acquisto.
Se non siete lifestyler, è probabile che indossare la moda lolita sia anche una questione stagionale. Chi studia veste lolita più spesso in estate, perché magari ha più tempo libero. Qualcuno veste lolita più spesso nelle mezze stagioni, perché è più facile trovare temperature accomodanti. Bisogna quindi scegliere anche in base alla pesantezza dell'outfit finale: poliestere per privilegiare la quantità di strati, cotone per avere un outfit più traspirante.
Inoltre, alla luce dei recenti release di AP, considerate la sensazione al tatto che vi aspettate e assicuratevi che corrisponda a quello che poi riceverete a casa. Non ha senso acquistare un abito leggero ed estivo in poliestere, così come non ha senso comprare un op invernale in cotone, a meno che non abbiate intenzione di invertire gli stili e le stagioni.
Altro dettaglio non indifferente per quanto riguarda i costi di spedizione: il cotone pesa di più del poliestere, perciò porterà su il prezzo della spedizione.

questo abito è in cotone e pesa sicuramente >600g, ma auspicabilmente traspirante

questo abito ha un tema estivo, ma è 100% poliestere e quindi una cabina da sauna :)


Tenendo in considerazione tutti questi fattori, dovremmo avere una lista di elementi dei quali tenere conto:
- fare attenzione al taglio dell'abito e a come esso si adatta al nostro corpo
- scegliere in base a una palette che sia facile da coordinare e da portare in più occasioni
- controllare la composizione del tessuto in base alla stagione in cui si veste più spesso lolita, al peso dell'abito e alla traspirabilità

In conclusione, spero che tutti gli avventori della moda lolita acquisiscano un set di conoscenze base con le quali navigare il web e operare scelte consapevoli. Con questo augurio mi congedo,

Peace out xx

martedì 18 maggio 2021

Buyee, recensione

 Eccoci per un'altra entusiasmante esperienza d'acquisto, per recensire uno shopping service con base in Giappone.

Buyee è uno shopping service giapponese specializzato in aste e auction sniping, ovvero offerte strategiche dell'ultimo secondo. Si colloca fra il cliente straniero e le maggiori piattaforme di ecommerce giapponesi, facendo da intermediario tra i due sia a livello linguistico, che a livello logistico. Buyee infatti dispone di staff giapponese, in grado di mediare eventuali domande sui prodotti direttamente con i venditori, ed essendo situato in Giappone, riceve per voi la merce che non sarebbe altrimenti spedita all'estero. (Infatti, i siti di vendita diretta da parte di privati in Giappone non comprendono spedizioni internazionali e raramente sono navigabili in inglese, a meno che non si usi una Google Translator toolbar. Comunque, anche in quel caso, i venditori interagiscono prevalentemente con clienti che parlano giapponese e spediscono solo in Giappone)
Le sue aree di mercato sono i siti di aste come Yahoo Japan Auctions e Mercari, e siti di vendita diretta come Yahoo Japan Shopping, ZOZOTOWN, Amazon Giappone e Rakuten. Il sito dispone anche della funzione "add to Buyee": un tool che permette di navigare direttamente sui siti interessati, utilizzando la loro piattaforma, e di procedere agli ordini direttamente su Buyee, senza dover reperire l'annuncio sul loro sito. Personalmente, trovo l'interfaccia di questo shopping service talmente chiara per uno straniero, che navigo tranquillamente dal loro sito senza aver bisogno del tool, ma c'è anche quello.

Ho avuto bisogno di loro perché avevo trovato su Mercari una borsa di Moi Meme Moitie, la classica Candelabra Two-way Bag: quadrata, blu, con logo Moitie sul lato.
L'utilizzo di Buyee si può spezzare in due passaggi: ordinare la merce per spedirla al loro magazzino, e pagare perché vi venga spedita.

Navigare sui diversi siti tramite Buyee è molto semplice: la grafica è la stessa della versione desktop di ciascuno store, con l'aiuto della traduzione automatica fornita da loro. Basta scrivere cosa si cerca nelle barre di ricerca o sfogliare le categorie della merce elencate a sinistra. Ogni annuncio sarà automaticamente mostrato in inglese con il livello di precisione di Google Traduttore, quindi non aspettatevi descrizioni accurate. Per supplire a ciò che non riuscite a capire dalla bozza in inglese, c'è lo staff dello shopping service. Vi basterà scrivere all'assistente, in finestra di dialogo in basso, chiedendo di mediare fra voi e il venditore, tenendo però conto che la corrispondenza sarà fra l'impiegato/a e il venditore, e che voi riceverete soltanto la parafrasi di essa per rispondere alla vostra domanda. Insomma, lo staff farà la domanda per voi e riceverete la risposta per interposta persona.

Una volta fatti tutti gli accertamenti, potrete procedere a mettere nel carrello la vostra merce e andare al pagamento. I metodi sono i soliti: Paypal (che ho usato io), Alipay, carta di credito registrata. A seconda del sito da cui si ordina, la spedizione verso i magazzini di Buyee potrebbe esservi addebitata, dipende dalla modalità di vendita di ciascun prodotto.

A questo punto, la scelta del piano. Il sito applica una commissione forfettaria di 300 yen su ciascun ordine, che corrisponde grosso modo al costo di gestione dell'ordine online. Poi, viene applicata una commissione sulla base del plan preferito dal cliente. I piani sono il livello di accuratezza con cui la merce sarà processata e gestita da Buyee durante il transito presso i loro magazzini. Ciascun piano vi garantità alcuni privilegi: con lo standard plan la spedizione in Giappone sarà assicurata in caso di danneggiamento o smarrimento, e la merce sarà ispezionata prima di essere spedita a voi; con l'insured plan avrete assicurazione senza ispezione; con l'inspection plan sola ispezione senza assicurazione. Infine, con il lite plan eviterete di pagare la commissione per il servizio, ma segnalo che questo equivale a fare un enorme atto di fiducia nei confronti dei venditori originali giapponesi: se la merce non corrisponde all'annuncio o è in cattive condizioni, lo scoprirete soltanto al suo arrivo alla vostra porta. I resi sono virtualmente concessi, ma praticamente molto difficili da fare, quindi non mi arrischierei. Per 500 JPY avrete la garanzia di ricevere esattamente ciò che vi aspettate. Potrete anche richiedere allo staff di mandarvi una foto della merce all'arrivo nei loro magazzini, prima di spedirvela.


 

A pagamento effettuato, se si tratta di un acquisto diretto, la merce verrà ordinata nel giro di poche ore. Potrete seguire il processo di ordine > conferma > spedizione avvenuta > ricezione in magazzino sulla vostra pagina personale, sotto shopping e poi orders.

All'arrivo della merce nei magazzini di Buyee, potrete consultare il loro status nel menu laterale, sotto la categoria "package information". Avrete 30 giorni per interagire con il vostro ordine e pagare la seconda spedizione verso casa vostra. Se lascerete l'ordine in magazzino troppo a lungo, verrà ejettato nella stratosfera con un cannone. No, non ho idea di cosa succeda agli ordini abbandonati dai clienti nei magazzini Buyee di Tokorozawa, ma non fatelo 💀
Ciascun oggetto presente in magazzino può essere imballato ulteriormente dallo staff, con l'opzione extra del protective packaging, a carico del cliente. E' anche possibile chiedere ulteriori ispezioni e fotografie allo staff. Se risulta tutto a posto, potrete procedere alla scelta della spedizione verso di voi.

Nel giro di una settimana dovreste ricevere una comunicazione sia sotto forma di messaggio nella vostra area personale sia come email, che vi permetterà di scegliere il metodo di spedizione della vostra merce e di rivedere i dettagli del vostro ordine. Buyee spedisce all'indirizzo che inserite nell'area personale, ma per sicurezza io mi accerterei che corrisponda a quello del vostro Paypal: a quanto ho letto, sembra che talvolta si sbaglino e tengano conto di quello al momento del primo pagamento.
Buyee usa EMS, FedEx, Yamato e UPS, io ho scelto la prima. Una volta rivisto, controllato ed esaminato ogni passaggio dell'ordine (ci sarà da confermare più volte il riassunto della transazione), vi verrà fornito un codice di tracciamento sia tramite email che a disposizione sulla vostra area personale, che avrà anche sempre presente la vostra storia d'acquisto.

Da qui in poi, lo staff non potrà più aiutarvi e sarete nelle mani dei servizi di posta internazionali.
Per quanto mi riguarda, non posso parlare dello svolgimento delle aste avendo fatto un acquisto diretto da Mercari. Però, posso dire che lo staff è stato molto disponibile con me: mi hanno guidata passo passo dalla finestra di dialogo in diretta e mi hanno fornito foto della borsa appena arrivata in magazzino. Mi hanno sempre parlato in un buon inglese, non c'è nulla da dire. Sarei curiosa di avvalermi di loro ancora di più durante la gestione di un'asta.

Dopo quasi un mese e molte preghiere che il mio pacco non stesse galleggiando a largo del Pacifico, ho ricevuto la robba.



La borsa era immacolata, come da annuncio. Il pacco era stato aperto e ri-imballato, con due strati di plastica e uno di bolle. All'esterno della scatola più interna, c'era attaccato quel messaggino molto molto carino, che sono sicura contenga belle parole, se non fosse che riesco a leggere a mala pena la seconda riga (arigatougozaimashita), l'ho molto apprezzato.

Essendo Buyee un intermediario e non il venditore, qualsiasi lode all'articolo o al suo stato di conservazione è irrilevante: posso essere grata al venditore di Mercari, che non solo ha tenuto la borsa in condizioni surreali, ma me la ha anche spedita nella sua scatola originale, con tanto di etichetta e biglietto da visita di Moitie. Svengo.
Quindi, concludo la recensione di Buyee parlando dei loro servizi.
Lo staff: a paragone con altri shopping service, mi è sembrato meno casalingo e più formale, ma altrettanto efficace. Mi piace avere a che fare con persone professionali.
Il sito: molto facile da usare, perché è letteralmente una cornice ai siti di vendita originali e garantisce un tool di traduzione localizzata alle descrizioni, o estesa a tutto il sito. La grafica è chiarissima e la pagina personale è abbastanza intuitiva, anche nella sezione per le aste.
La transazione: tutto puntuale ed efficiente.

Sono soddisfatta dell'esperienza. Ero molto diffidente ad affidarmi a uno shopping service, un po' per paura di dover leggere attentamente ogni lettera di ogni parola per assicurarmi di aver comprato l'oggetto giusto, o di dovermi trovare a pagare commissioni esorbitanti e arbitrarie. Buyee mi ha permesso di ottenere un oggetto che non avrei mai potuto raggiungere dall'Italia.
Lo utilizzerei di nuovo.
Spero che questa recensione vi abbia aiutato a rimuovere un po' di soggezione associata al concetto di shopping service, e che possiate provare voi stessi il lusso di questo servizio.

Peace out xx

sabato 15 maggio 2021

Elementi fondamentali del guardaroba

 Finalmente, comincio la challenge lanciata otto (otto) anni fa dal celeberrimo blog F Yeah Lolita, la Lolita 52 Challenge, wheee!🌟✨✨ Sono anni che volevo partecipare, in forma scritta o tramite foto. Avevo persino iniziato la sfida sul mio diario fisico, nel 2014 (sì, ero molto motivata e altrettanto patetica💧).

5 elementi che ogni lolita dovrebbe avere nel guardaroba, qualsiasi sia il suo stile

Credo che il focus della domanda sia su oggetti ed elementi più particolari degli ovvi, onnipresenti, capi saldi come una petticoat e dei generici accessori. Personalmente, mi sono stupita della quantità di capi che ancora mi mancano e che rimpiango ogni giorno di non avere, dopo tanti anni.
Non importa che stile si vesta, ci sono alcuni oggetti che secondo me sono dei jolly, dei marchi di fabbrica della moda lolita, complementari con il 99% degli abbinamenti possibili e immaginabili. Insomma, il prezzemolo EGL.

Prima di tutto, mi viene in mente proprio qualcosa che non ho e che vorrei avere al più presto: un paio di calze semplici con pizzo.
A seconda di quale sia il colore predominante del proprio guardaroba, possono essere bianche con pizzo bianco, nere con pizzo bianco o nere con pizzo nero, ma secondo me devono esserci. Agli inizi le avevo snobbate, perché le associavo solo al sottogenere old school e forse, ne avevo viste di talmente scadenti da averle odiate a priori. Eppure, è incredibile la quantità di abbinamenti che riescono a salvare, soprattutto se si sta cercando di completare un outfit del quale non si hanno le calze abbinate.
Sweet? Metti delle calze bianche con pizzo assieme al tuo Decoration Dream.
Gothic? Metti delle calze nere con pizzo assieme al tuo Iron Gate.
Classic? Calze bianche o nere con pizzo con la tua carta da parat- ... il tuo Victorian Maiden Gobelin dress 😉👉👉
Sono utilissime, abbiatele.

Poi, immancabile, un generico cerchietto decorato che si intoni con il vostro colore di capelli. Non deve essere di marca, non deve essere un headbow o KC proveniente da qualche set: sto parlando di un cerchietto talmente modesto da poter essere acquistato da H&M. E che sia un cerchietto, non una pinza o una forcina: deve essere abbastanza saldo e comodo da poter essere indossato con tutte le pettinature e tutti i climi.
Deve fungere da tappabuchi quando non si sa cosa indossare per completare un abbinamento, ma anche completare una composizione di accessori più ampia. Ad esempio, se state indossando un set e volete osare un po' di più, potrebbe aggiungersi al fiocco stampato. Oppure, potrebbe essere quel cerchietto che usate sempre per gli abbinamenti casual.
Per me, questo cerchietto è un oggetto fatto a mano ottenuto in uno swap, color crema, che si abbina alla maggior parte del mio armadio. Per qualcun altro potrebbe essere nero, coperto di fiori, di perle, di caramelle... in base allo stile e ai colori base del vostro armadio. Di seguito qualche esempio:


 
Terzo oggetto, od oggetti, sono gioielli neutri, che seguano un tema ricorrente del vostro armadio. Non c'è niente di più frustrante del dover acquistare gioielli di brand lolita, spendendo cifre astronomiche, per poi trovarsi ad avere un solo coord ultra perfetto... e nessun altro utilizzo per essi.
Non sono totalmente contro l'acquisto di bigiotteria di brand *mette e toglie dal carrello bracciali di Moi Meme Moitie due volte al giorno* ma riconosco che un po' di scaltrezza aiuta, quando si vuole costruire un guardaroba efficiente.
Io ho molte stampe fiorate e colori neutri, quindi ho comprato una collezione di bigiotteria (non ricordo dove) con piccole rose e perle color crema. Si tratta di tre anelli, due braccialetti e una collana, modestissimi, pagati meno di quindici euro se ricordo bene. Servono a dare quel tocco di eleganza e luce, a completare davvero un coord. Sono quei dieci-quindici euro che davvero mettono la ciliegina sulla torta.

Quarto, delle scarpe carucce -non necessariamente lolita- bianche o nere. Ora, ero sempre stata contraria a fare questo acquisto, perché mi sembrava stupido riempirsi di scarpe "giusto in caso che...", ma devo ricredermi. Molte volte, si finisce a possedere una quantità di scarpe colorate che si abbinino ai colori principali del guardaroba: rosso è il colore più gettonato, poi sax, avorio, marroni. Però, a meno che non si compri un abito squisitamente nero o bianco, si tende a evitare di comprare scarpe di quei colori, non chiedetemi perché. Secondo me, dovrebbe essere un acquisto obbligatorio, subito dopo la petti: comprate scarpe bianche o nere. Possono essere mary janes, Demonia, generiche platform, pumps. Tutto purché non siano con tacco a stiletto o a punta. Vi stupirà scoprire quanti abiti di colori diversi da bianco o nero, stanno bene con quelle scarpe. Di sotto, qualche esempio di come venivano abbinate scarpe bianche o nere con abiti colorati in passato, da GLZ e Alice Doll.



E infine, quinto elemento: una camicia sottile bianca o nera. Attenzione, non intendo una generica camicia bianca o nera, quella appartiene alla categoria essenziali del lolita e la do per scontata. Parlo di una camicia quasi trasparente, di chiffon o mesh. Credo che sia un must per le situazioni inaspettate in cui fa più caldo di quanto avreste pensato e la sola idea di indossare due strati di stoffa vi fa impazzire. Anche per le volte in cui un abito si rivela essere più stretto del previsto: una camicetta sottilissima e areosa vi garantisce di poterlo indossare comunque.


In conclusione

Sappiamo tutti quanto la moda lolita sia un hobby costoso e impegnativo: richiede soldi (molti soldi), tempo per informarsi e ricercare gli oggetti e spazio, sia in senso letterale per avere un armadio, sia in senso lato, per poter indossare ciò che si ha in contesti adatti.
Con questo post non sto imponendo l'acquisto di niente a nessuno, ma sto cercando di mettere in chiaro quali consigli potrebbero aiutare qualcuno che dispone di una limitata quantità di tutte quelle risorse di cui sopra. E' meglio possedere una selezione di oggetti strategici, che comprare tutto e subito. Spero di raggiungere questo obiettivo comunicativo con post come questo e con molti altri.
Grazie per essere passati, e alla prossima settimana 🌈

Peace out xx

Estate 2026

  Q uesta estate ho portato avanti un progetto stilistico personale: indossare lolita quanto più spesso possibile, per espandere e flettere ...