martedì 5 luglio 2022

45 domande lolita

 Ho trovato questa lista di domande tramite una challenge mensile su un gruppo di discord (al quale partecipo pochissimo, purtroppo).
Si tratta di una carrellata di quesiti scritta da qualcuno sull'ormai deserto LiveJournal, nel lontano 2014. Oltre al valore nostalgico, è sempre rilevante compilare questionari così, per avere un veloce riscontro del proprio viaggio nella moda lolita.
Inoltre, la sfida sul discord era stata lanciata in concomitanza all'invito di aprire un blog sulla piattaforma Dreamwidth. L'ho fatto, ma ammetto di non avere grandi intenzioni per il futuro di quella pagina.
Ho già questo blog per sfogare tutti i miei pensieri, le mie opinioni e la mia astinenza da fonti di testo sulla moda lolita. Non credo di avere le energie per scrivere un secondo blog in inglese, che sia rilevante per un pubblico internazionale e allo stesso tempo, per me. Però, sono entustiasta della piattaforma: è grezza, testo-centrica e del tutto obsoleta, proprio come tutte quelle fonti che mi mancano in questo vetiduesimo anno del secondo millennio.

Nota 1: la persona che ha scritto le domande probabilmente non era madrelingua inglese. Per questo, alcune domande sono poco chiare e tutte riportano la parola "lolita" in maiuscolo, come se fosse un nome proprio.

Nota 2: contrariamente al mio solito su questo blog, non tradurrò le domande in italiano, proprio perché l'autrice le ha infuse di ambiguità usando un linguaggio particolare. Non potrei mai tradurle fedelmente, finirei per riscriverle secondo la mia personale interpretazione delle sue intenzioni per ciascun quesito.

Ma ora andiamo alle domande (✯◡✯)

1.      Please tell us your Hand Name (name that’s used ONLY in internet.) and hometown.

Sui forum mi facevo chiamare Kana-palooza, Kanapaloo, Kanapalu o Kana, in onore di Moon Kana, Kaname Chidori (di Fullmetal Panic) e del Lollapalooza. Nella mia seconda venuta sull'internet, ho cambiato nick in Frantic Frills, più trasparente e letterale rispetto alla mia presenza online di lolita.

2.      About how long is your history as a Lolita?

L'ho già detto mille volte, ma ho iniziato nel 2011. Colgo l'occasione per dire anche che fra il 2014 e il 2018 mi sono presa una lunga pausa dagli ambienti lolita online, per ritornare su lolita-internet gradualmente nel 2019 e in forma definitiva nel 2020, durante la pandemia. Gli anni da lolita offline sono stati bellissimi, non una (1) lamentela.

3.      What first motivated you to do Lolita fashion?

Mi piacevo nella silhouette lolita ed era un ambiente sicuro nel quale poter dare sfogo alla mia estetica stereotipicamente femminile senza subire vessazioni. Ero anche attratta dall'aspetto comunitario, in quanto adolescente.

4.      After knowing Lolita fashion, have you had any time-gap or resistance till you actually started to be Lolita?

Ho iniziato pochi mesi dopo l'aver scoperto la moda online, ordinando la mia prima gonna lolita (Lovely Maiden Nadia di Bodyline) e in seguito il mio primo abito (Classical Rose Bouquet di Baby).

5.      Please define your Lolita style as much as possible. (eg. gothic Lolita, sweet Lolita, white Lolita…. Etc).

Mi risulta sempre difficile perché mi sembra di cambiare stile con ogni coord, ma sicuramente old school al primo posto, classic e gothic a pari merito al secondo.


6.      About how many Lolita friends do you have?

Credo un 5-6? Difficile dirlo, dato che molti di loro hanno smesso la moda, ma nella mia testa sono comunque nella categoria "amici lolita".


7.      What is the best thing about doing Lolita?

Poter dare sfogo alle proprie fantasie su se stessi, sul modo in cui si vuole essere visti dagli altri, ma anche sul messaggio che si comunica coi propri vestiti. Mi piace che, per una volta, qualcuno possa guardarmi e pensare "cazz-, questa sì che è una fissata con anime/Giappone/roba strana" perché SÌ è esattamente quello che sono 😭💓


8.      Conversely, what's the worst thing?

La comunità online internazionale a volte diventa davvero difficile da gestire.


9.      Which Lolita Brands do you like?

Questa risposta cambia di sei mesi in sei mesi, ma al mio preferito al momento è Excentrique. Non so come, ma ogni loro pezzo che salta fuori sul mercato dell'usato (sono chiusi dai primi del 2000) è sempre perfetto. Se potessi farei razzia di tutto il loro catalogo.

10.  What was the first Lolita item that you’ve owned?

Ho già risposto sopra, ma aggiungerei l'abito di Bodyline Replica Poodle Pattern, rubato a Innocent World. L'ho venduto, ma non dimentico 💧


11.  What is the “must have!” Lolita item?

Qualcosa da mettersi in testa perché in questa economia posso accettare tante cose, ma uscire con la testa nuda è ancora troppo per me.

12.  Do you wear drawers?


Credo si intenda bloomers o pantaloncini sotto la gonna. In ogni caso, sì.

13.  Do you have any favourite Japanese music?


Assolutamente sì. Fare l'elenco di tutti i miei artisti giapponesi preferiti prenderebbe un paragrafo, ma ultimamente quelli con i quali sono ancora in fissa sono: Gackt, Malice Mizer, Shazna, Shikao Suga, Maaya Sakamoto e Sheena Ringo. Ho fatto una testa così a tutti con Sheena, non mi taggate.

14.  Where do you particularly visit as Lolita?


Quando sono vestita da sola (= il 90% delle volte) faccio commissioni: supermercato, panettiere, gelato, farmacia, negozi vari. Spesso esco a passeggiare in lolita o semplicemente ad ascoltare musica in cuffietta in un determinato posto che mi piace, quasi sempre vicino a casolari abbandonati, che sono la mia massima passione. Tutto ciò che è derelitto, dismesso e architettonicamente vetusto mi attrae, doppiamente se sono in lolita.

15.  About how many times per week do you dress as Lolita?


Purtroppo, tutto il mio guardaroba è ancora a casa dei miei, quindi se sono dall'altra parte del nord Italia è un po' difficile 😪 però, quando ho accesso al mio arsenale, lo vesto almeno una volta a settimana.

16.  Please tell us about one embarrassing episode from the time when you were
just beginning Lolita.

Per me tutte le interazioni per strada in lolita sono imbarazzanti ( ̄▽ ̄*)ゞ Anche la signora che mi ferma per chiedere educatamente da cosa sono vestita, mi causa imbarazzo. Detto ciò, la più colorita è stata quella della famiglia in centro che mi ha chiesto se stessi promuovendo il musical di Priscilla, la regina del deserto, in scena a Milano in quel momento.

17.  What's hairstyle and color that you think Lolita would suite the most?


Non credo ce ne sia uno ideale. Una volta pensavo che fosse obbligatoria la frangia tagliata pari, stile Misako Aoki, ma mi sono resa conto che è un bias della comunità lolita. Tutti si fanno la frangia perché la vedono nelle foto su pinterest > altri credono che la frangia sia obbligatoria e se la tagliano > chi cerca foto su google trova solo frange e crede che sia l'unica opzione > il ciclo si perpetra.

18.  Have you ever thought of stopping Lolita? The reason?


Questa è una domanda alla quale vorrei rispondere con un post a parte. La versione breve è: sì, certo, come tutti dopo un tot di anni. La ragione principale è il mio corpo di donna caucasica normopeso sud europea, e la pressione sociale a convogliare i propri risparmi verso gli hobby autorizzati per il mondo femminile, come la famiglia, le cure estetiche e la casa.

19.  Please tell us your heart's bible as a Lolita. (anything like a book, magazine, CD, idol...)

Credo che la domanda sia "qual'è la tua risorsa multimediale di riferimento per la moda lolita?" La mia risposta sarebbe: i CD di musica giapponese anni 2000. Mi basta fare play su qualche album di Olivia Lufkin o una colonna sonora di Yoko Kanno per avere voglia di indossare lolita.

20.  Do you own a doll? Tell us your feelings about her intensely!

Sì, ne ho. Ho bambole vittoriane in porcellana, piccole bamboline di stoffa, bambole di plastica per bambina come Tanya e Barbie, bambole di pezza e di legno. Ne ho tante, accumulate in anni e anni di ricerca, selezione e attese, ma non le tiro mai fuori dalle loro confezioni. Ho un rapporto conflittuale con l'hobby delle bambole, un bandolo emotivo che non riesco a sbrogliare. Provo attrazione verso di loro, ma repulsione istintiva a giocarci o esporle in camera mia. Non riesco ad arrivare al fondo di questo barile di problemi, per questo restano tutte nascoste nel mio armadio, nelle loro bare di cartone.

21.  What kind of make-up do you wear when you wear Lolita clothes?

Non mi trucco mai in lolita. Non ci ho mai riflettuto su, ma avendo mantenuto il trend dell'assenza di make-up per tutti questi anni, credo che sia a suo modo una scelta più o meno conscia.
Probabilmente non associo la moda lolita a un determinato stile di make-up, assieme al fatto che le uniche istanze in cui mi trucco nella vita normale sono per lavoro e per serate. Forse è per questo che non mi trucco in lolita, perché lo associo solo alla serietà del lavoro o al glamour degli eventi...?

22.  Have you ever secretly changed clothes in a train station bathroom on Lolita day-out?

Sì, come i veri.

23.  Are you composed when doing Lolita all by yourself?

No aiuto quale psicopatico mantiene savoir fare in completa solitudine? Dico parolacce, faccio pose contorte, tiro porci come se piovesse. Significa che sono a mio agio.


24.  How much do you spend in your Lolita clothes& accessary monthly?


È difficile dirlo, alcune volte spendo moltissimo perché compro nuovi release, altre volte passano molti mesi senza che spenda un centesimo. Se dovessi fare una media su 12 mesi, sarebbe una trentina di euro per mese, a causa di alcuni salassi da centinaia di euro associati a mesi di risparmio assoluto.

25.  What is the most expensive Lolita thing you've bought so far? How much was it?

Devo considerare le dogane nel prezzo finale e fin'ora, Cross OP di Moitié regna sovrano. Maledetto figlio di putt-

26.  So far about how much has the expense been for Lolita goods?


Dio santo, ma perché {{ (>_<) }}💦 Ignoriamo le uscite dovute all'acquisto di abiti che ho poi venduto, dato che quelle creano un'ulteriore spesa (non vendo mai gli abiti al prezzo totale inclusa spedizione e dogana, ma a quello di listino per il quale li ho comprati, quindi ci smeno una quantità variabile di €€€).
Possiedo una quarantina di abiti, alcuni molto costosi, altri meno. Aggiungiamoci una dozzina di gonne, una ventina di camcie, accessori e cappotti. Non so. Non lo voglio sapere c:

27.  Lolita outfit really costs money. How do you raise money to cover the cost of
Lolita?

Lavoro mentre studio, faccio anche lavori su commissione e risparmio in ogni ambito possibile e immaginabile. Non vado a fare aperitivo, non bevo, non compro minchiate (so che suona strano, ma non possiedo oggetti, solo strumenti. Se anche me ne regalano, li butto o li vendo). Non spendo in fast fashion, ho lo stesso guardaroba dalle superiori e se qualcosa si rompe, compro usato. Persino nel cibo sono risparmiosa: sono vegetariana da una dozzina d'anni e compro solo frutta e verdura di stagione. Nella vita di tutti i giorni sono una persona piuttosto morigerata, ho bisogno di pochissime cose per sussistere.
Lo testimonia l'estratto conto della mia banca: i miei più grandi settori di spesa, quelli nei quali spendo centinaia di euro alla volta, sono il lolita e i regali per gli amici.

28.  Have you ever bought from an online store? If so, please tell us its good
and bad points and some advice for the future. If not, please tell us why not.

Ho comprato da Wunderwelt, Closet Child, Usagiyouhinten, Yahoo!Auctions Japan, Mercari, Rakuma fril, instagram di persone nella moda, Lacemarket ed Ebay. Non credo di riuscire a fare una recensione di ciascuno in questa sede (⌒_⌒;)

29.  Even if you sort of want to keep it a secret, please clandestinely tell us
about a private manufacturer that is the best.

Adoro il modo di parlare inglese di questa persona, sul serio 😩💜 Per quanto riguarda indie brand, Violet Fane e Summertales Boutique sono pari merito, entrambi hanno la stessa qualità che avrebbe un brand con manifattura automatizzata professionale.

30.  Is there a brand and/or an item that you think, "I could never get it! But I unreasonably want it!"?


Sì, c'è, ma non lo nominerò più perché starei attivamente contribuendo all'inflazione del suo prezzo di vendita (ง ื▿ ื)ว

31.  What do you think about people who only do Lolita at music-lives or cosplay?

Buon per loro! Chissenefrega quando, quanto e dove si indossa la moda. Se lo si fa con dedizione e non la si ridicolizza, bene così.

32.   From what age to what age is it acceptable to do Lolita? Do you think that there's a state in which someone must graduate from
Lolita? (you can answer as ‘never graduate’)

Non c'è un'età oltre la quale è sbagliato indossare lolita, però per me c'è un'età minima. Ultimemente ho visto molte lolita occidentali vestire coi loro abiti le proprie infanti e mi sembra una forzatura. Da un lato è bello condividere il proprio hobby con i figli ed è tenero vedere per lo più bambine provare abiti lolita per sentirsi delle principesse. Però, essendo bambine molto piccole, la moda deve flettersi ai loro bisogni per permettergli di essere libere di muoversi, e a quel punto diventa solo una bozza di lolita, un costume colorato per rendere partecipe una figlia. Al contrario, voler imbacuccare un bambino con petti, camicia, accessori e pendenti mi sembra una vessazione. Quindi, mi mette un po' a disagio vedere bambini vestiti in lolita completo, ma anche vederli in abbozzi della moda.
Per non parlare dell'associazione della moda al mondo infantile. Vuoi mettere che incu_ata sentirsi dire che la mamma è vestita come la bambina, e non viceversa, dopo aver speso anni a spiegare ad amici e parenti che non è un tentativo di regressione di età?
E poi, il costo. Esistono costumi per bambini, se proprio vogliono partecipare gli si può comprare qualche gonna in tulle da 5 euro al negozio di carnevale e buona notte al secchio sfjhksghjlkhj

33.  Is there a Lolita fashion or behavior that you think "I don't want Lolitas to do this!" about?

No, ognuno faccia un po' quel che vuole.

34.  Is there something you think "Lolita has to be this way!" about?


No, ma non credo di aver capito l'ambito della domanda 💧

35.  While doing Lolita, has something changed from earlier than you did Lolita?

Mamma mia, una valanga di cose. Tutti amano la recente tendenza permissiva, che scarta regole e divieti. Anche io la apprezzo, però a volte si finisce per dare il via libera solo per passività e non per convinzione.

36.  Do you go to school/work as Lolita?


No, non potrei nemmeno.

37.  Do you wear Lolita clothes as casual wear?

No, non vorrei nemmeno. Ci tengo a mantenere una separazione tra Francesca e Frantic Frills.

38.  Do you have a boyfriend (or husband)? Do you understand each other? (I think she meant “Does he understand you (as lolita)?”)


Per il momento ho un tipo. Lui sa che vesto lolita e non ha nulla da ridire. Gli ho insegnato un paio di termini ed etichette, per cui a volte discutiamo della moda e dei miei acquisti, ma non indosso mai lolita con lui. Potrei considerarlo solo se avesse intenzione di accompagnarmi a qualche evento, vestito a sua volta in aristocrat.

39.  What do the people around you think of your doing Lolita? Do they accept it?

Pochissimi amici del "mondo normale" sanno del mio hobby, ma sono tutti d'accordo. Non ci sono stati problemi rilevanti a riguardo.

40.  What kind of Lolita is who has impressed you the most up until now?

Farò un elenco, ho postposto questo momento troppe volte. Userò i nick di instagram perché è tramite quella piattaforma che consumo la maggior parte dei contenuti che queste persone pubblicano.
Voyeurism.s mi ha mostrato come capi lolita old school o estremamente semplici possano essere integrati in outfit casual per tutti i giorni, con cose come sneakers, borse qualsiasi e cappelli.
Dollsmeat perché ha creato un mondo parallelo fatto di immagini disturbanti e folklore midwestern americano tramite la moda lolita, con occasionali contenuti gyaru, budoir ed ero lolita. Ha abbattuto quel muro invisibile di decoro, perfezionismo e rigore che è stato eretto nel lolita fin dalla sua creazione.
Lace.decay perché ha sempre mischiato moda alternativa giapponese al suo lolita, creando alcuni dei coord più belli che possa pensare. Sembra uscito da un volume di Cookie.
Talianoshiro perché ha un occhio impeccabile per la moda. Sa abbinare pattern e colori apparentemente contrastanti e crea composizioni sempre interessanti. Ricordo ancora una camicia a quadri verdone sotto un abito bianco e nero, mmmh.
Pure.rae perché tramite il suo canale Youtube e la sua pagina instagram mi ha reintrodotto nel mondo del lolita moderato, senza grandi ambizioni di perfezione assoluta. I suoi coord sono sempre carini e sbarazzini.
Troubleinthemassagecenter perché presenta il lolita in modo normale. Anche nelle foto in cui è ritratta in giro e indossa abiti color neon iper sweet, per qualche sortilegio si fonde perfettamente con l'ambiente. Un'altra persona che prende il lolita come una moda e non come un fragilissimo cristallo da lucidare alla perfezione.
Mi sembra che il filo conduttore che spicca fra tutte queste persone diversissime sia la naturalezza con la quale declinano la moda e la rendono qualcosa di personale. Non riesco a essere ispirata o interessata da persone che vestono lolita come se fosse chissà quale sacro rituale solenne.

41.  Have you ever made your own Lolita clothing or/and accessories? If so, what was the best item that you’ve made?

Sono totalmente disispirata e assolutamente incapace. Inoltre, odio le cose e non sopporto di riempirmi di ciarpame, per questo non riesco a comprare nemmeno gli strumenti che servirebbero alla creazione di piccoli accessori. Solo l'idea di dover tenere in casa aghi, fili, pizzi, scampoli, bottoni, cartamodelli, pennarelli, pendenti, patch, colla... brr no, non riesco. Sarei contenta di imparare a un corso di cucito, lasciando i merdini là 💦

42.  If you have an ideal Lolita outfit or coordination, please tell us.

Al momento il mio coord ideale, nonché il mio prossimo traguardo, è quello di Mana in Gardenia. Bianco assoluto e blu elettrico, rose, cristalli, un lungo velo e capelli cotonati....................

43.  Is there a motif that you think “this is a simple of Lolita”?

Il tessuto gobelin, sicuramente. Ho scoperto come si chiamava tramite la moda e adesso lo associo istintivamente a quella.

44.  Would you want to dress your children as Lolita?

No, o almeno non con veri abiti lolita adattati alle loro misure (che ca__o di spreco, poi). Comprerei loro dei costumi da carnevale coi quali imitarlo, se proprio ci tengono.

45.  What's your image of the ideal Lolita?

Chiunque riesca a indossare la moda con naturalezza, personalizzandola e rendendola interessante.


Peace out xx

sabato 25 giugno 2022

Verso la calura

 Continua a salire la temperatura e grazie al Cielo non sono fisicamente a Milano in questo momento 🙉

È simpatico leggere sempre gli stessi post deliranti sui gruppi di aiuto lolita, non appena arriva l'estate. Tutti si sbracciano per dare pagine e pagine di consigli su come indossare lolita col caldo e, certo, alcuni sono molto utili ed efficaci. Però 💧 c'è un'enorme differenza fra il dare consigli per "indossare lolita nonostante il caldo", e "restare freschi in lolita". Il primo è un approccio realistico, il secondo è una menzogna 😷 La moda lolita sopra i 30°C è una maledizione che non auguro a nessuno. A meno che non ci siano eventi improrogabili, evito. Finisco per inzuppare di sudore i miei adorati vestitini e scendere a compromessi che mi fanno detestare l'outfit finale.
(Chiaramente, se per una serie di motivi sopportate il caldo e volete indossare lolita quotidianamente, non ho nulla da ridire. Quanto sopra si riferisce a me e ai miei desideri per me stessa durante il periodo in cui l'asfalto può diventare un comodo piano cottura)

Detto ciò, torniamo ai miei outfit di quando ancora si poteva vivere un'esistenza produttiva fra le 10:00 e le 18:00 a Milano, ovvero il mese di maggio. Click sulle immagini per ingrandirle!

JSK: Innocent World
Calze: BTSSB
Scarpe: Taobao
Camicia: vintage

Questo abito deve essere coordinato in modi nuovi, sono sicura di non aver ancora esplorato il ventaglio completo di possibilità che permette 🌸🎀👚 Però, quando funziona, funziona: rosa e azzurro sono una combo senza eguali. Non ho fatto nulla di speciale in questo outfit, se non prendere in braccio il cane e far finta di essere un'ancella della Regina d'Inghilterra. Forse ho mangiato una pesca...? senza sbrodolarmi. Un pomeriggio grandioso, insomma.

Grembiule, giacca, calze, camicia: BTSSB
Scarpe: Bodyline



Vi invito... Anzi, vi prego di cliccare sulle foto qui sopra e vedere quanto diamine me la sentivo d'oro quel giorno. D'oro? Di platino, impreziosita di diamanti oserei aggiungere (sì, sto alludendo alla bergonza).
Insomma, era una giornata positiva per il mio ego, ma come avrebbe potuto essere altrimenti quando si indossa Baby, the Stars Shine Bright dalla testa al malleolo? I piedi sono Bodyline, non si può vincere tutto. Ho persino girato un reel, non so se ci rendiamo conto💦
Questo set è elegante, quasi intimidatorio. Il taglio e il tessuto sono propri dei tailleur da lavoro in azienda, ma il colore, le finiture e lo stile restano squisitamente lolita. È quello che indosserebbe Reese Witherspoon in un remake lolita de La Rivincita delle Bionde (titolo pessimo, localizzazione scadente, meglio citarlo come Legally Blonde). È anche quello che indosserei se mai fossi autorizzata a scegliere il mio abbigliamento da lavoro. Con la giacca chiusa, è un completo da ufficio impeccabile.
Così, sull'onda di questa emozione, ho agguantato un libro che rappresentasse il mio ruolo manageriale in questo coord: Cindy Crawford's Basic Face prima, e Gothic & Lolita Bible poi.

Il libro della Crawford è un investimento per una ipotetica prole, mia o altrui. Contiene tutte le informazioni su come valorizzare il proprio viso in modo naturale, dal periodo in cui la sponsorizzazione da parte di marchi enormi non era ancora così diffusa. Chiaramente Cindy Crawford è una supermodella, benedetta dalla lotteria genetica, che non ha bisogno di alcuno sforzo per sembrare incredibilmente bella. Però, il libro è insolitamente valido e contiene consigli senza tempo. Vorrei che un futuro bambino potesse leggerlo e prendere da lì i consigli su come prendersi cura della sua pelle, piuttosto che dal rumore dei social.
Poi, ho posato con GLB perché è pur sempre un coord lolita.


Gonna: Violet Fane
Camicia e foulard: vintage
Borsa: The Bridge
Scarpe: Modo
Calze: Shirley Temple

Questo coord è stato un tentativo partito al contrario rispetto a quello che avrei fatto di solito. Il mio segreto è che nel lolita vado a naso, rarissimamente programmo quello che indosso su una base razionale o di equilibrio. Questa volta, volevo costruire un abbinamento che
- includesse il foulard vintage animalier
- potesse considerarsi "lolita da viaggio"
Così, ho scelto i capi più comodi in assoluto nel mio guardaroba assieme a un colore complementare al foulard, in modo da riuscire ad abbinarlo per contrasto. Avendo puntato tutto sul bordeaux, che bilancia il giallo dorato, ho poi accessoriato di conseguenza, senza introdurre nuovi colori per far sì che il foulard spiccasse sull'insieme. È stato divertente approcciarsi al lolita in questo modo più cervellotico e ragionato e il risultato finale era davvero comodissimo. Avrei preso l'aereo, il treno e pure il vaporetto in questo coord.

Bustier, gonna: Alice and the Pirates
Fiocco in testa: Moitié
Camicia: vintage anni '80
Calze: Baby the Stars Shine Bright
Scarpe: Modo (Taobao)

So che questo è il classico momento in cui sono solo io a vedere il riferimento a un certo stile. "Sì, sì nonna, certo, questo è davvero un coord gotico, hai proprio ragione" 👵
Però! Io sono convinta che lo sia! Credo di aver visto una versione di questo stesso abbinamento su Gothic & Lolita della Phaidon, anzi, ne sono sicura, e il soggetto fotografato si definiva gotico. Va bé, anche i migliori hanno le loro convinzioni strampalate.
C'è un'altra cosa della quale sento l'assenza solo io, ed è una stretta alla corsettatura del bustier. Essendo costolato e dotato di ampio shirring, senza un'adeguata tirata di stringhe resta molto lasco. Avrei avuto bisogno del valletto che mi serra nel corsetto come una dama vittoriana, per avere quella silhouette da anossia fatale che adoro.
Chiaramente, non mi sono potuta esimere dal creare un collage come quelli di Alice Doll, con un testo in inglese scorreggiuto come quello che avrebbe scritto un giapponese in quegli anni. Mi piace rivivere questi pezzi di tradizione lolita, portando il coord oltre la sua forma fisica. Se c'è un lato divertente dello scattarsi foto, è anche quello di poter ricreare la propria estetica tramite la grafica. Mi piaSCe 💫

Chiudo con un coord casual per filmare un tour del mio guardaroba. Mi sono rotta le palle alla quinta gonna lmao. Tira su, tira giù, metti in posa, da vicino, da lontano, **sorridi** se no sembri un'assatanata 💧 molta fatica che si sviluppa tutta davanti a un telefono, in una stanza vuota... non so fino a che punto sono disposta a spingermi per il valore del ricordo. Lo faccio per quello, per il ricordo di questo momento e di come era il mio guardaroba lolita in quello che considero essere il culmine della mia attività nella moda. Prevedo un declino nei prossimi 10-20 anni, dovuto sia al mio corpo che cambia, sia al fisiologico deterioramento della mia pazienza. Discorsi per un'altra sede.
Mi ero fatta anche una pettinatura super elaborata! Che giustamente non si nota un catso nelle foto fksdhfhg 💢
Infine, il coord ultra semplice che ho indossato per il pranzo con le carissime Ilaria ed Erika! Sono andata sul sicuro, soprattutto dopo aver schivato un crollo psichico nel macchiare di sangue il mio Cross OP di Moitié pochi minuti prima che arrivassero 💀 Mamma mia, che tesa che ero quel giorno.
Ho combattuto le voci nella mia testa che hanno continuato a dirmi quanto fosse stato un evento mal riuscito per causa mia. Alla fine, ci ho messo più di 20 anni a trovare la forza di invitare qualcuno in casa di mia madre, quello è già un traguardo di per sé. È anche un fatto emblematico che sia stato proprio il lolita a darmi il pretesto per fare questo salto--
Al netto del cibo scarso e raffazzonato, dell'arredo demodé e dell'atmosfera quasi lugubre che vivevo dentro, ce l'ho messa tutta e spero di aver fornito un pranzo almeno stomacabile.
Prima di salutarci ho fatto fare un vero tour del mio guardaroba in persona, e mi sono divertita molto! Molto meglio del doverlo fare per un freddo obiettivo senza vita. Ho anche rispolverato fatti e ricordi degli abiti che avevo parzialmente dimenticato.

Se qualcuno ha letto, mi mandi il suo PayPal che gli spedisco un rimborso del tempo perso!
E a tutti i children, congratulazioni (?)

Bacin xoxo

lunedì 30 maggio 2022

Fuwaya Lolita, recensione

 Eccoci qui per un'altra spumeggiante recensione di un brand indipendente online, woohoo 🙌

Prima di tutto, una piccola introduzione al brand e alla sua storia.

Un giorno sono inciampata su un post di Instagram del brand Fuwaya Lolita e mi sono immediatamente innamorata delle sue intricate stampe sweet.
In quel momento, il brand operava ancora su Etsy e stava concludendo la prima fase della vendita dei suoi JSK. In seguito al cambio di politiche di vendita di Etsy, il brand si è trasferito su un sito nominale a sé stante. Fuwaya, infatti, fin'ora ha sempre venduto i propri abiti in un sistema a due tornate: una di acconto tramite prevendita, e una successiva per il saldo finale a produzione conclusa.
Il motivo dietro alla dilazione del prezzo d'acquisto è quello di dare immediata liquidità al brand per iniziare la produzione degli abiti, avendo un numero fisso di ordini. Infatti, è difficile che qualcuno si tiri indietro una volta versata la prima rata. Così facendo, parte della manifattura viene subito pagata con la prevendita, mentre la seconda tranche di denaro serve a coprire la spedizione degli abiti verso il brand e tutte le spese insolute rimanenti.

Fuwaya Lolita è un piccolissimo negozio online gestito da Singapore e aperto alla fine del 2019. Non è chiaro quante persone lavorino al suo interno, ma la proprietaria ha affermato più volte che sia lei soltanto a gestire l'intera impresa. Il brand si occupa principalmente di abiti e accessori sweet lolita. Acquistando stampe dalla Cina e delegando a loro la produzione, Fuwaya si occupa di disegnare gli abiti, stabilire gli standard dei materiali e costruire una collezione coesa. Se vogliamo dirla in parole semplici, Fuwaya è la direzione creativa, mentre disegnatori freelancer e fabbriche cinesi sono la manodopera.

Quando vidi Cat's Birthday Party per la prima volta, rimasi stupita dalla bellezza artistica della stampa e dalla sua ricchezza di dettagli.
Fuwaya Lolita non è il primo brand che fa da tramite per la commercializzazione di stampe cinesi, ma la qualità delle sue stampe e dei materiali è di gran lunga più alta della media.

Le modalità del mio acquisto

Non riuscii a comprare Cat's Birthday Party durante il preordine, ma continuai a seguire il marchio nella speranza di agguantare qualche esemplare invenduto.
Il mio lurking fu ripagato quando, la scorsa primavera, trovai un profilo su Lacemarket che vendeva alcuni JSK di Fuwaya. Scrissi al profilo per sincerarmi che fosse la proprietaria da Singapore, e lei mi diede risposta affermativa. Così, le chiesi se per caso le restasse qualche pezzo di CBP in azzurro e nel giro di un paio d'ore, l'abito era già mio. Lei spedì l'abito quasi simultaneamente, il giorno dopo.
La proprietaria è stata celere e cordiale nel comunicare con me, ero molto soddisfatta di aver imbroccato l'abito per questa inaspettata via traversa e non vedevo l'ora di averlo tra le mani.

Spedizione e imballaggio

L'abito mi è arrivato nel giro di un mese, che è piuttosto poco considerando che veniva da Singapore. L'imballaggio era quello più minimale possibile, ovvero una doppia busta di plastica, con un'ulteriore bustina trasparente per accessori e waist ties.
[cliccate sulle immagini per ingrandirle!]

il pacco
l'abito
la mascherina e il suo fiocco per la testa, tutto coordinato
Parlando della spedizione, includo la mia principale lamentela: ho subito notato che il valore del pacco era stato sottostimato, motivo per cui non ho pagato dogana. Questo può essere considerato come un gesto di cortesia, dal momento che evita al cliente di incorrere in tasse doganali. Tuttavia, per quanto mi riguarda, preferisco pagare la dogana che rischiare di perdere un pacco ed essere rimborsata pochi euro per esso. È pur sempre questione di scelte e preferenze personali.

Fuwaya non mi ha avvisato di questa sua trovata né l'ha concordata con me in anticipo e questa è a tutti gli effetti una falla di comunicazione. Non so se sia ordinaria amministrazione per tutte le spedizioni del brand, spero di no, ma la segnalo.

Qualità dell'abito e del design

Come mi aspettavo, l'abito è adorabile. Sapevo che non era in poliestere, ed era il motivo principale che lo faceva spiccare nella lista di potenziali acquisti. Non dovevo preoccuparmi di una eventuale lucidità del tessuto o peggio, che fosse diafano, entrabe caratteristiche che mi mettono in allerta quando devo comprare poliestere.
Si trattava anche di un set: oltre all'abito, ho ricevuto la corsettatura dello shirring a parte, il KC/headbow/fiocco per la testa con la stessa stampa e una mascherina coordinata.
Il JSK è in cotone, fodera inclusa. È un particolare enorme, paragonato ad altri mille proposte su Taobao o altri brand indipendenti. Ero curiosa di guardarlo da vicino per vedere se la stampa riusciva a risaltare anche sul cotone e devo dire di essere molto soddisfatta: la stampa è iper definita e il tessuto è soffice al tatto. Moglie piena e botte ubriaca.


Mi stupisce come i dettagli siano stati curati in ogni angolo del JSK, eccetto che nei due fiocchi anteriori 💧💧 Sono due semplici fiocchi in satin, non esattamente di mio gusto, ma sapevo che erano parte del modello e me li faccio andare bene. Spero che in futuro, se il brand crescerà, sostituirà questo materiale con un grosgrain, un nastro in cotone o un vero e proprio fiocco a sé, come quelli di marche giapponesi.

Fiocchi a parte, la fettuccia ondulata che precede il pizzo sull'orlo inferiore è adorabile. I pizzi sono inaspettatamente decenti, in cotone anch'essi, decorati con fiocchetti sotto e fiorellini sopra.

L'abito è dotato di shirring posteriore, con eventuale corsettatura da tessere all'interno degli occhielli a lato. Sotto si vede anche la fodera, semplice e bianca. Chiaramente, c'è anche una zip a scomparsa sul fianco, come da norma per un abito lolita.


Le spalline sono regolabili tramite tre bottoni sul retro, che rendono l'abito di una lunghezza inclusa fra gli 88 e i 93 centrimetri.
La taglia del JSK è segnata sull'annuncio di vendita come S-M, ma non mi risulta che ne siano mai state prodotte altre. Anzi, ricordo di aver letto nelle stories su Instagram del brand che a causa di scarsi margini non si poteva ancora permettere di accomodare tutte le forme con quel release.
Comunque, l'abito veste come un Angelic Pretty del 2010. È molto corto e piuttosto aderente su di me, ma posso indossarlo restando una Signora 😌👵

Gli waist ties sono decorati con pizzo a cuori e presentano la stessa stampa dell'abito. Perdonate il mio pressappochismo nel presentare l'articolo: non avevo tempo di stirare l'abito💦



Il design di quest'abito è davvero intricato. Fra la stampa sul bordo in vero stile sweet lolita del 2010, i due pattern a righe e a pois sul fondo, le candeline e i fiocchi che piovono su tutto l'abito e il titolo del modello attorno a tutta la gonna, c'è davvero di tutto e di più. Se avessero aggiunto qualcos'altro, avrebbero dovuto chiamare il CERN di Ginevra perché sarebbe stato l'accumulo di massa più grande mai rilevato sulla Terra 🌍

Io lo adoro proprio per tutte queste caratteristiche apparentemente kitsch ed eccessive: mi ricorda una fase della moda sweet lolita OTT che era la norma quando ho inziato, e adesso ha ceduto il passo a una corrente più mite degli stessi motivi. Chi l'avrebbe mai detto che avrei trovato questo senso di nostalgia in un abito di Singapore, disegnato in Cina! È sintomo di come la moda lolita sia in evoluzione e i suoi centri nevralgici stiano migrando, ma questo è un altro discorso.

Qualità-prezzo

Al netto di tutto quanto, il rapporto qualità-prezzo è favorevole. Ho pagato leggermente meno del prezzo di listino, perché si trattava di un capo di prova rimasto in magazzino. Il prezzo originale credo fosse 230 euro, io l'ho pagato circa 180 inclusa la spedizione e mi sembra un ottimo prezzo per la qualità che ho ricevuto.
Inoltre, immagino che la persona che ha disegnato la stampa riceva una percentuale dalla vendita, quindi sono contenta di aver contribuito anche al salario di un artista così talentuoso.

Conclusioni

Tiriamo le fila di questa esperienza.

Consiglio Fuwaya Lolita perché:

  • è un modo di incentivare una persona volenterosa, cortese e creativa, che porta innovazione nell'offerta della moda lolita
  • la proprietaria del brand è una gran lavoratrice e molto affabile
  • le loro stampe sono uniche e molto belle
  • i loro abiti sono spesso 100% cotone
  • hanno recentemente espanso la loro offerta di taglie, arrivando fino ai 155cm di petto e ai 150cm di vita

 Le mie riserve sono:

  • l'imballaggio minimale
  • la sottostima del valore del pacco, che non garantirebbe un rimborso in caso di smarrimento della merce

Non so dire se comprerei ancora da Fuwaya Lolita, perché le motivazioni dietro a questo primo acquisto erano uniche: volevo provare lo stile sweet e mi ero innamorata di questo abito soltanto. Tuttavia, se la mia carriera da bambola di porcellana kawaii dovesse andare bene, Fuwaya sarebbe senz'altro uno dei primi posti in cui guarderei 💘

Spero che la recensione vi abbia dato un'immagine più dettagliata di questo negozio indipendente.

Gg a tutti e alla prossima!

Bacino xxx

sabato 7 maggio 2022

Boccioli di primavera

 Eccoci arrivati alla primavera! Questi sono i coord che sono riuscita a indossare negli ultimi 2-3 mesi, assieme a qualche breve recensione degli oggetti che indosso.

Cappellino fatto a mano non da me
Camicia, calze, cardigan BTSSB e seconda camicia offbrand
Gonna Emily Temple Cute
Scarpe Bodyline

Questo coord è candeggina per gli occhi dei puristi della moda lolita, ma può essere di conforto per quelli a cui piace sperimentare. Essendo la gonna di ETC mooolto corta, ho pensato di andare fino in fondo e provare come sarebbe stata con e senza bloomers, con e senza cardigan e con e senza camicia infilata nella gonna. Ogni foto ha una piccola differenza rispetto alla prima.

C'è qualcosa di androgino in questo coord, ma non so se lo vedo solo io. E' stato davvero liberatorio divertirmi davanti allo specchio e giocare con i vestiti, mi mancava. Sono anche contenta di poter condividere questi esperimenti senza paura di essere epurata dalla community online :V
Non sono uscita vestita così, però.

Giacca e gonna: Violet Fane
Calze: Alice and the Pirates
Scarpe e foulard da testa: Taobao

Parlando di liberarsi: sono andata a comprare le verdure dal fruttaro con questo set giacca-gonna di Violet Fane. Il design delle maniche è unico nella moda, sono splendide e quando muovi le braccia creano uno sbuffo d'aria che esce dal colletto e aiuta molto per il caldo 😆
Vorrei parlare un attimo dei due prodotti, per evitare di fare una recensione a parte.
Comprare da Violet Fane è stata davvero una bella esperienza. Ho agguantato il set appena lo hanno messo online, temevo che uno dei due pezzi sarebbe andato esaurito. Il prezzo dei due è proporzionato al livello di premura con cui la collezione Café Rose è stata concepita: si tratta di velluto prodotto e lavorato in Europa, da cotone biologico; il ricamo viene fatto in sede, nel laboratorio di Barcellona, pagando equamente i sarti; tutto il processo viene tenuto in Europa, dal disegno al confezionamento.
Ci tengo molto acciocché le persone capiscano che il lavoro va pagato, soprattutto se sono persone formate e specializzate a svolgerlo. Spero che questo aiuti a comprendere i motivi dietro ai loro prezzi.
Il pacco che mi è arrivato era delizioso, impacchettato con tutti gli elementi della collezione e accompagnato da adesivi, biglietti e fiori finti, in linea con l'estetica del marchio Violet Fane. Comprerei senz'altro di nuovo da loro, è stato davvero senza pensieri. E senza dogana huehuehuehue 😷

Abito e calze: BTSSB
Scarpe: Bodyline
Cuffia: Majoly shop

Il mio amore per questo OP è tale e tanto che devo fisicamente trattenermi dallo scrivere un trattato a riguardo. Dirò soltanto che è un pezzo del 2002, con balze sul retro, maniche a bombetta, colletto staccabile e fiocchi su collo e lati gonna (in inglese so che si chiama ladder lace, ma non riesco a capire come si chiami in italiano). Il pizzo sull'orlo della gonna è un intricato pattern, in cotone, che ha resistito meravigliosamente al passare del tempo.

L'ho indossato come reazione al fatto di dover fare pulizia dell'armadio, è arrivato quel momento ciclico in cui cedono le aste appendiabiti 💦 Nel momento in cui devo selezionare quali teste far rotolare, mi è venuta ansia di dover vendere abiti per i quali ho penato e mi sono abbracciata a questo vestito come terapia.
Avrei voluto usare un altro tipo di calze per aderire perfettamente al tema old school, ma purtroppo sono ancora bloccate in Giapponeeekdnks meglio sorvolare.
Piccola nota sulle Rocking Horse Shoes: le cinghie cadono dal polpaccio, quello che vedete in foto è pura finzione 🤡 La realtà è che vanno attorcigliate strettissime attorno alla caviglia per camminare.

Headdress: Majoly shop
OP: IW
calze: AATP
scarpe: Bodyline

Questo è un'altro di quegli abiti di cui sono follemente innamorata. Ormai dovrebbe essere chiaro quanto sia scettica nei confronti di chi si strappa i capelli per i propri abiti, sono pur sempre solo vestiti. Però, trovare casualmente questo OP e riuscire a possederlo è come avere un pezzo d'archivio per me.

Oltre a essere vecchio, anch'esso del 2002, è un pezzo della storia della moda lolita. I design degli abiti di Innocent World si sono progressivamente appiattiti su un paio di modelli, sui quali vengono applicati diversi dettagli e stampe, ma mantengono più o meno le stesse linee. Questo, invece, appartiene a quel periodo di sperimentazione e creatività che adesso non ci si può più permettere.


 

E' un OP incredibilmente largo, pensato per essere un capospalla, magari lasciato sbottonato per far intravedere il completo sottostante. Nelle foto di catalogo lo si può vedere indossato in questa maniera dal manichino.
Inoltre, le misure di spalla e vita fanno intendere che fosse un capo maschile, probabilmente destinato ad aristocrat e ouji. Il materiale è un cotone pesante, simile a quello delle giacche militari. Le spalle hanno un taglio squadrato insolito per la moda lolita. Le maniche sono con taglio a principessa, che invece era molto comune in quegli anni. Sul petto c'è un arricchimento di rouges che termina in un colletto alto. La stampa è abbastanza comune, ma comunque molto più nitida e fitta di molte altre a tema floreale che IW ha poi scelto.
La quantità di elementi bizzarri e quasi contraddittori fra loro, mi fa pensare che fosse una sperimentazione dalla parte del brand. Un tentativo di espandere il catalogo e accattivare nuovo pubblico. Immaginare questo contesto dinamico ed estremamente creativo mi scalda il cuore, mi riporta indietro negli anni e mi ricorda della dimensione collezionistica di questo hobby: anche se smettessi di indossare la moda, non venderei mai quest'abito.

Grazie per aver guardato o letto! Ci vediamo nella stagione in cui si puzza di sudore e ci si disidrata solo respirando! ☀☀☀

Baci8 xx

venerdì 1 aprile 2022

La moda lolita, i social e l'italiano

Si avvicina l'anniversario dell'apertura della mia pagina Instagram e questo post non è un pesce d'aprile 🐟 La scadenza e alcuni discorsi fatti di recente mi hanno dato il coraggio di scrivere un pezzo d'opinione su un argomento molto complesso, al quale tuttavia tengo molto.

In questo post parlerò del legame fra lolita e social, con tutte le implicazioni che ne conseguono, e della assoluta necessità di una produzione di contenuti in italiano per la sussistenza della moda stessa in Italia.
Data la ampiezza di questo argomento, lo affronterò per punti, partendo dal casus che mi ha portata a tradurre sempre i miei contenuti online.
Credo profondamente nella rilevanza di questo discorso e prometto di andare dritta al punto, limitando le parentesi e le giustificazioni.

Perché pubblico contenuti lolita in italiano

Sono stata una lolita sola, silente e riservata per buona parte degli ultimi dieci anni. Nel 2020 ho scelto di uscire dall'anonimato per ricercare una community italiana nel quale entrare, spinta dalle circostanze che tutti ben ricordiamo. Così, ho scoperto con rammarico che nemmeno una delle piattaforme che conoscevo era sopravvissuta all'avvento dei social. Oh beh ¯\ (ツ)/¯ ho lasciato che passasse un anno prima di agire di conseguenza.
Nel 2021, dopo aver osservato e fruito delle community online internazionali, ho deciso che avrei creato almeno una fonte di testo inerente alla moda che fosse in italiano.
Le ragioni erano due: volevo che esistesse un feedback italiano per le ricerche Google di persone interessante alla moda qui, e dare almeno un appiglio a chi già veste lolita e crede di essere l'unico nel Paese.

dal mio account Instagram

 

Perché è fondamentale trovare contenuti in italiano?

So benissimo che le persone nate dopo il '90 sono in grado di consumare contenuti multimediali in inglese, o lo sanno addirittura parlare fluentemente. Il punto non è l'accessibilità: il mondo lolita è già accessibile tramite le fonti inglesi, le community sono già fruibili online in ambienti anglofoni. Il punto sono le conseguenze di una fruizione di informazioni unicamente in inglese e l'adesione a una comunità internazionale.
La moda lolita è, letteralmente, una moda. Sono vestiti che, per quanto possano essere idealizzati, strumentalizzati per una causa o deificati come cimeli storici, dovranno essere indossati a un certo punto. Quando si è parte della comunità lolita internazionale, l'unico modo per condividere la moda e ricevere consigli è quello di postare i propri coord, sotto i quali ricevere commenti. Se la persona non ha nessun altro con cui condividere l'esperienza di indossare questi benedetti vestiti, il divertimento finisce più o meno lì.
E' davvero possibile sentirsi parte di qualcosa che esiste solo online?
Inoltre, approfondiamo l'aspetto linguistico: è davvero possibile sentire propria una moda della quale è possibile parlare solo in inglese? Per di più, con persone che vivono a centinaia (di migliaia) di chilometri da noi, in Paesi nei quali i costumi sociali sono diametralmente opposti ai nostri?
Non si tratta di un'alienazione assoluta, però manca quella familiarità più profonda, più sottile. Si tratta del senso di appartenenza, vicinanza fisica e solidarietà che è imprescindibile avere quando si esce di casa vestiti come un trip acido rococo-vittoriano.

"Ma, Francesca" dirà qualcuno, "ho trovato persone stupende in Svervegia, che mi hanno accolto come un figlio, che mi aiutano e mi supportano quotidianamente. Vesto lolita da x e non mi manca nulla"

Legittimo. Pure io sono contenta di amicizie strette online con persone dall'altra parte del globo, sulla base di come pensiamo debbano essere coordinate le platform. Non sto dicendo di buttare via dei validissimi e verissimi rapporti umani. Infatti, le due realtà non sono in contrasto: si può far parte delle comunità anglofone online e in concomitanza avere una comunità italiana di riferimento.

La differenza si sente quando della moda si smette di parlare e si inizia a vestirla.

Essere lolita online vs. in fisico

Vivere la moda lolita unicamente online ha implicazioni che si rifanno alle dinamiche dei social network. Per nominarne alcune: ossessione per il confronto, invidia inconscia, atteggiamenti intolleranti latenti o palesi, trolling, dipendenza dagli acquisti, cancel culture... Di nuovo, non è tutto da buttare, ma bisogna misurare i pro e i contro.
Di fatti, ci sono anche dei pregi: come sopra, si guadagnano tanti rapporti umani di valore. Tuttavia, specialmente nella moda lolita, le dinamiche distorte hanno spesso un effetto devastante sui neofiti. Significa che i coord che si indossano saranno sempre sottoposti allo scrutinio di moltissime persone, perlopiù estranee, a volte nemmeno attivamente partecipi nella moda, disposte a dare una quantità di opinioni non richieste. Significa che insulti come "ita" e "fatty chan" verranno letti spesso e temuti fin dai primi giorni. Significa anche esporsi a tutte le controversie, anche quelle più avulse dal proprio contesto o più superficiali, solo perché vengono echeggiate da una quantità di utenti, anche se, reitero, non hanno nulla a che fare con noi.

In sintesi, per un neofita vivere la moda solamente online crea molte aspettative, carica di molta pressione ed espone a molte più voci, non tutte amichevoli. Più si prolunga la permanenza in questo sostrato, più si interiorizzano canoni e regole che sono assolutamente irrilevanti e, alla lunga, rendono l'esperienza nel lolita estenuante.

E' facile pensare che non vale la pena vestirsi se non si rispecchia pedissequamente la performance degli account più seguiti su Instagram. E' facile denigrarsi e minimizzare i propri sforzi se li si paragona a un fantomatico altro, che è sempre più curato, più bello, più esperto e dispone di un guardaroba più grande del tuo.
Quando questa è l'unica dimensione in cui si vive l'hobby lolita, smette presto di essere divertente; diventa l'ennesimo ambito per il quale non ci si sente all'altezza e si sviluppa pure un certo rancore generalizzato verso questo altro, sempre lì, sempre pronto a ricordarci quanto non andiamo bene.

un segreto del 2013 da Behind the Bows Livejournal

Un'idea

C'è un modo per andare oltre queste dinamiche. Un modo per far sì che davvero quello di internet diventi un rumore di fondo, e non resti soltanto una patetica fandonia che ci raccontiamo collettivamente, mentre subiamo ogni secondo di quel circo.
Indossiamo questi vestiti nella vita reale, con persone affini.

Non parlo di diventare lifestyler (indossare lolita come abbigliamento quotidiano), ma di restituire alle community locali il ruolo centrale che meritano. Torniamo a dare centralità all'attività in persona: solo così si può neutralizzare questa condizione. Di nuovo, per fugare ogni dubbio, non sto suggerendo di abbandonare la propria presenza di lolita online. Le due cose possono convivere, ma ci vuole una gerarchia che privilegi sempre e comunque quello che si vive dal vero.

Inoltre, si risolvono questioni ataviche come la presunta assenza della moda in Italia e la creazioni di risorse per future lolita. Si risolvono anche diatribe perenni, drammi e scandali locali. Quante volte avete sentito una persona che veste la moda venirvi a dire "quella camicia non ci sta un ca**o, io avrei coordinato meglio l'abito che hai" in faccia a un meet? E anche nell'assurda circostanza in cui fosse accaduto, quante volte la cosa si protrae per anni, ledendo la vostra voglia di indossare la moda?
Mi sembra superfluo andare avanti a elencare la quantità di discrepanze fra quello che si vive su internet e quello che si vive in fisico.

segreto del 2013 (Behind the Bows LJ)

Quindi, tornando all'italiano e alla mia fissa di tradurre post che sarebbero perfettamente compresi dai miei colleghi che vestono lolita in Italia, ora dovrebbe essere chiaro perché io ci tenga in modo così ostinato.
Cito la mia esperienza come esempio, ma sono sicura che sia largamente condivisibile. Io sono stata in grado di appassionarmi al lolita perché ho quasi immediatamente staccato la moda dalla sua community internazionale su internet. Ho subito partecipato al GLZ forum, ho quasi subito indossato il mio primo coord con altre persone lolita e ho presto scisso le due cose.
Le persone che adesso sono giovani adolescenti vivono in una fase di internet diversa dalla mia e forse sono svantaggiate in questo senso. Tuttavia, voglio che si crei un ambiente conciliante anche per loro, perché sappiano che c'è un livello successivo, che ci sono persone come loro in Italia.
Voglio che chi legge si ricordi sempre che io e altri siamo qui, vicini, a un messaggio di distanza. Voglio anche che i curiosi italiani sappiano che ci sono persone che vestono in quel modo e che, chissà, potrebbero vedere qualcuno in lolita per strada. Non siamo chimere, esistiamo.
Poi, per trasparenza, voglio anche tornare a sentire quella familiarità con la moda che sentivo quando iniziai, nel 2011. Voglio parlare di lolita con le persone attorno a me, sentire che una comunità esiste ancora (anche se non ha più una piattaforma e non ho coraggio di crearla, per adesso) e sapere che c'è qualcuno disposto a viverla assieme a me.

Perché le mode alternative non sono niente senza la condivisione. Perché essere lonelita (lolita solo/a) non è divertente un cavolo. Perché è quello il punto della moda, per come è stata concepita e vissuta sin dall'inizio: identificare persone con interessi simili, trovarsi per strada, parlare, prendere un té assieme, passeggiare, farsi foto e farsi notare, farsi vedere in giro.



Usciamo, identifichiamoci e parliamo

Si fa presto a realizzare quanto poco importi la marca che indossi o come hai abbinato quelle scarpe di Bata (...esiste ancora?). E' più facile sperimentare quando non ti sottoponi allo scrutinio di una cerchia di 100 saggi; è più divertente vestirsi lolita quando hai qualcosa da fare con qualcuno; è più appagante possedere un bell'armadio quando c'è uno scopo dietro, per quanto sia esso semplice.

Per questo, non lasciamo che la dimensione in persona sia assorbita da quella online. Questo è il senso del creare qualche contenuto in italiano ed esorto quante più persone a cimentarcisi.
Anche se si vive in aree deserte sotto il punto di vista delle mode alternative, è sorprendente l'impatto che può avere il palesarsi come lolita in Italia: può essere il pretesto per legarsi a qualcuno, che poi si traduce in un piano per il futuro e, alla fine, può diventare un incontro.
Anche nella peggiore ipotesi in cui non si riesca mai a vedersi, resta una corrispondenza di vero impatto, con una persona del tuo Paese. Si crea network, si fa rete.

Spero che questo discorso, diventato più simile a un manifesto, sia un'ispirazione per chi legge in Italia.
Come si conclude un post così? Hasta lolita siempre? Forza Mana?

🗾💀💙forza Mana💙💀🗾

bisoux chu chu

martedì 22 marzo 2022

Lolita Bhiner: recensione

 Finalmente, posso scrivere una recensione sul servizio di Lolita Bhiner.

Questo post sarà molto descrittivo e dettagliato, nella speranza che l'indicizzazione delle parole chiave possa attirare anche totali neofiti e aiutarli a comprendere cosa significhi acquistare lolita dalla Cina, passo per passo. Prima di iniziare, premetto le solite note per evitare fraintendimenti:

- Questa è la versione più precisa degli eventi relativi a me, non la Verità Assoluta.

- Lolita Bhiner è soltanto uno shopping service: non ha nulla a che vedere con la qualità della merce, la sua fedeltà alle foto di catalogo o le tempistiche in cui viene prodotta. Non è un reseller, un rivenditore della merce di Taobao: la loro percentuale viene calcolata a fine transazione e copre unicamente l'intercessione con i negozi cinesi e lo storaggio della merce nei loro magazzini.

Per gli impazienti, alla fine troverete una sintesi dei pro e contro di tutto quanto.

Detto ciò, vediamo alcuni dei concetti fondamentali da comprendere prima ancora di recensire la mia esperienza.

Taobao, per dirla in poche parole, è l'amazon cinese. E' una piattaforma che ospita vari negozi online, i quali vendono di tutto: dalle scarpe ai caricabatterie agli impianti odontoiatrici. Tutti i marchi ospitati dalla piattaforma sono siti in Cina, comunicano con gli acquirenti in cinese, scanso rarissime eccezioni, e possono spedire la loro merce unicamente in Cina. Per questi motivi, quando si acquista da Taobao bisogna necessariamente avere un punto di relay in Cina, che possa ricevere la merce e inoltrarla all'indirizzo estero di ultima destinazione.
I reseller, o rivenditori sono delle piattaforme che acquistano prodotti da Taobao e li rivendono al dettaglio a prezzo maggiorato, di solito spedendo da un paese diverso dalla Cina. La differenza fra reseller e shopping service sta nella quantità nel momento in cui la tariffa viene richiesta al cliente: comprando da un reseller il prezzo include già il servizio di rivendita, mentre con uno shopping service il prezzo dell'articolo è pari a quello su Taobao, ma la tariffa del servizio viene addebitata a conclusione degli acquisti.
Gli shopping services (da qui in poi, abbreviato in SS) sono dei servizi di intercessione di acquisto, ovvero si occupano di ricevere e reindirizzare la merce che non può essere direttamente spedita all'estero, come quella di Taobao. Inoltre, a seconda della struttura del servizio, molti shopping services offrono anche una mediazione con i negozianti che può andare dall'aggiunta di una semplice nota, a uno scambio assiduo di richieste aggiuntive sull'acquisto. Esistono SS di ogni tipo: strutturati come aziende, composti da team di professionisti, o casalinghi, formati da una o due persone che lavorano da casa in modo amatoriale.

Lolita Bhiner si colloca a metà strada fra un servizio pienamente professionale e uno amatoriale: dal modo in cui il personale ha comunicato con me, ho capito che si tratta di un piccolo team che spesso contravviene all'etichetta. Questo genere di flessibilità non si trova presso altri SS di formato aziendale, come Buyee o 42agent.
Ho ricevuto risposte fuori orario lavorativo (rammaricandomi per la totale assenza di separazione fra vita privata e lavoro nella quale lo staff deve vivere) e proposte di conguaglio nelle situazioni in cui le mie richieste non potevano essere soddisfatte: un approccio volto a soddisfare il cliente a tutti i costi.

Vediamo nel dettaglio le tappe della mia esperienza d'acquisto.

Volevo da mesi uno specifico vestito del marchio Surface Spell (o "surfacespell" a seconda dei vari rivenditori) ed ero curiosa di provare Taobao. Dopo aver fallito nel creare un account a causa del prefisso italiano del mio numero di telefono, sono rimasta sprovvista di credenziali per navigare sul sito. Per qualche motivo, non riesco nemmeno a visualizzare i link diretti dei singoli abiti e venivo continuamente reindirizzata alla pagina di login.
Trovandomi totalmente tagliata fuori da Taobao, avevo bisogno di uno SS che offrisse anche il servizio di navigazione proxy, ovvero che visualizzasse per me le pagine dei prodotti, bypassando il mio problema col sito. Ho quindi trovato Bhiner, lo SS generico, e poi Lolita Bhiner, lo SS dedicato unicamente alla ricerca e all'acquisto di moda lolita.

Ho creato un profilo in un attimo e visualizzato le pagine del negozio di Surfacespell grazie al loro servizio di navigazione proxy. Ho subito messo nel carrello l'abito che volevo e ho chiesto un quote, ovvero un'indagine sulla disponibilità del prodotto presso il negozio originale.
Questo è un passaggio fondamentale per l'acquisto. Lolita Bhiner non ha accesso a tutti i cataloghi in tempo reale, ma conserva i dati di navigazione di Taobao nei propri server. Questo fa sì che eventuali aggiornamenti dovuti all'esaurimento scorte impieghino molto tempo prima di comparire sulla navigazione proxy di Bhiner. Inoltre, la stessa natura del business in Cina rende molto più volatili e aleatori i tempi di produzione della merce: alcuni prodotti vengono aggiunti al catalogo quando sono ancora in fase di manifattura, o i materiali non sono ancora disponibili; alcuni negozi mantengono un catalogo di facciata e producono solo al momento dell'ordine; alcuni sono veri e propri truffatori e non possiedono affatto la merce che espongono, e ci sono liste nere a riguardo.
Per questo, è imprescindibile chiedere a Bhiner di verificare la disponibilità prima di pagare l'ordine, anche se l'originale sito di Taobao ha l'articolo in esposizione.

Lo status dei vari quotes richiesti, ovvero il processo di controllo disponibilità, viene mostrato nel profilo di Bhiner assieme ad altri dati rilevanti sui propri ordini, mappando accuratamente ogni passaggio, dal quote alla spedizione verso di voi.


Al momento non è necessario spiegare tutte le sezioni del profilo. Alcune sono trasparenti, altre meno, ma diventano importanti solo nel momento in cui il volume dell'ordine diventa massivo.
Io ho ordinato con successo solo quattro articoli, ma è norma per le lolita approfittare della spedizione e dei prezzi concorrenziali di Taobao per prendere dozzine di articoli alla volta.

L'unica parte che vorrei spiegare è quella dei B-coins, ovvero la moneta del sito. A cosa serve, quando gli acquisti si pagano con Paypal? Servono per compensare le differenze di prezzo di alcuni articoli.
Come dicevo, la natura stessa del business di Taobao fa sì che molti articoli esistano solo nei servizi fotografici di catalogo. Gli accordi con le fabbriche di produzione cambiano continuamente in base all'economia cinese, per questo i negozi aggiustano costantemente i prezzi degli articoli, pompandoli o tagliandoli in base a quanto costa loro produrli.
In poche parole: se si acquista X a dieci euro, il negozio potrebbe richiedere il conguaglio di ulteriori cinque euro per compensare un costo di manifattura più alto del previsto. Per questo, Bhiner riferisce e chiede all'acquirente di pagare la differenza coi B-coins.
Mi astengo dall'esprimere opinioni su quanto questo processo sia trasparente, giusto od onesto. Bisogna fare un bell'esercizio di fede (non fiducia, fede) per condiscendere alle richieste di conguaglio. Mi è capitato di dover compensare 16 euro su un paio di scarpe del costo di 30. Come si vede, ho dovuto acquistare dei B-coins, lasciare che lo staff prelevasse il dovuto e 318 è la rimanenza.
Credo che il motivo dietro all'istituzione di questo processo sia quello di eliminare la possibilità di rimborsi sui conguagli: usando i B-coins, la transazione viaggia in modo indiretto tramite Paypal e non si può ricorrere ai loro moduli di reclamo. Inoltre, è vantaggioso per Bhiner creare un legame a lungo termine coi suoi clienti, tramite un saldo di B-coins da fruire: non si lascia volentieri moneta sonante in un conto virtuale, si tende a tornare per usarla e a portare altro lavoro al sito.

Tornando al mio acquisto, il processo è stato più lungo del normale a causa di un quote negativo (la merce non era più disponibile) e un abito il cui tessuto era stato cambiato per il quale ho chiesto il rimborso. Lo staff è stato gentilissimo e celere nel comunicarmi che Surfacespell aveva cambiato tessuto, mandandomi anche la foto del nuovo materiale e chiedendomi se fossi d'accordo. Alla mia risposta negativa, hanno disdetto l'ordine e inviato il rimborso su Paypal nel giro di qualche giorno.

Ho pagato la merce a giugno ed è arrivata nei loro magazzini alla spicciolata, fra fine luglio e inizio settembre. Il prodotto che ha prolungato il processo è stato l'abito, dal momento che era su misura.
Lo staff ha inviato una foto di prova di ciascun prodotto al suo arrivo in magazzino. Le foto vengono conservate nella pagina dell'ordine, assieme a tutta la cronologia delle transazioni, dal pagamento all'arrivo presso di loro.

Essendo la mia primissima volta con loro, ho dato molto spazio allo staff, chiedendo una sola volta a che punto fosse la produzione, ma ammetto che l'attesa è stata molto lunga e snervante. Ho comunque ricevuto una risposta celerissima, in cui mi si diceva che il brand era al lavoro e che la consegna sarebbe decorsa da lì a poco. Surfacespell ha anche fornito una foto di prova in corso d'opera, giratami da Lolita Bhiner, dalla quale ho potuto constatare che l'abito esisteva.
Non so quanti di questi step siano norma uniformata presso i marchi Taobao, ma ho apprezzato questa attenzione da parte di Surfacespell, e anche la solerzia dello staff di Bhiner.

Quando finalmente anche l'ultimo oggetto è arrivato in magazzino e ho ricevuto la prova fotografica, ho dato il via libera alla spedizione internazionale.
Come dicevo, le lolita tendono a ordinare grossi volumi di merce su Taobao, per questo è molto utile calcolare il preventivo di spedizione ancora prima di completare l'ordine. Ho potuto sapere a spanne quanto sarebbe costato spedire dalla Cina in Italia grazie al tool presente su Lolita Bhiner, che permette di inserire una stima del volume del pacco, la destinazione e di triangolare questi valori su quelli di vari corrieri.
Il processo di approvazione per la spedizione è un po' macchinoso, a causa di alcune traduzioni molto approssimative sul sito. Bisogna andare nella propria sezione awaiting 2nd payment, approvare la merce, pagare le spese di spedizione con Paypal e dare l'ok a un paio di pop-up ambigui, che sostanzialmente chiedono di confermare che i propri dati sono corretti.
Invito a controllare che i propri indirizzi di spedizione (address book) e fatturazione (billing address) siano corretti, dal momento che oltre questo passaggio non sarà possibile modificarli.
Bhiner produce la carta di via della spedizione e la trasmette all'acquirente nella sezione delivering to you, in modo da poterla stampare e avere sotto mano in caso di futuri controlli.

Il processo di spedizione è stato un casino e non posso imputare nulla di tutto ciò a Lolita Bhiner, loro hanno fatto tutto il possibile. Però, col senno di poi, presterei più attenzione alle modalità di spedizione proposte dal sito ed eviterei China Post. Non sono ancora riuscita a capire come si possa selezionare un corriere diverso dai loro moduli, so soltanto che se si completa la procedura senza specificare, la spedizione avverrà con loro.
Il pacco è stato affidato al corriere a fine settembre, è rimasto in transito dentro la Cina fino a dicembre e poi si sono perse le sue tracce. Risultava perso a fine gennaio, quindi il tracking è scaduto e per tutto febbraio ho cercato di farmene una ragione. Inaspettatamente, il corriere si è presentato a casa mia a fine febbraio. Ho ricevuto la merce dopo 6 mesi di transito, solo 4 dei quali tracciati.
Ci tengo a sottolineare a chiare lettere che avevo ordinato e pagato gli articoli a maggio dell'anno scorso. Fra il mio ordine e la ricezione della merce sono passati NOVE MESI. Praticamente un parto lmao 💀💧

Come dicevo all'inizio, Bhiner non è responsabile della qualità degli articoli, perdere tempo a lodare gli oggetti che ho ricevuto può essere fuorviante ai fini di produrre una recensione oggettiva.
Metterò di seguito un collage di ciò che ho ricevuto solo per dare un compimento alla vicenda e dirò che sono soddisfatta di tutto: la qualità corrisponde al prezzo che ho pagato per ciascun articolo, fatta eccezione per l'abito che eccede di gran lunga il suo valore commerciale.

Ed eccoci finalmente ai conti della serva. Cosa ho apprezzato, cosa no?

I pro di Lolita Bhiner:

  • La grafica del sito è estremamente intuitiva e trasparente, permettendo a chiunque di navigare su Taobao, a qualunque livello di esperienza. Sempre grazie al design chiaro del sito, è semplicissimo avere risposte alla maggior parte delle domande: basta consultare il proprio profilo privato, la pagina di FAQ o in extremis, rivolgersi alla chat con lo staff, che riporta anche l'ora cinese di modo da sapere entro quanto aspettarsi una risposta.
  • Lo staff è celere, cordiale e preciso. Ho ricevuto risposte a tutte le mie domande nel giro di una giornata lavorativa. L'inglese dello staff è passabile; credo che si servano di un traduttore per i messaggi in arrivo e scrivano di proprio pugno quelli in uscita, ma forniscono tutte le risposte richieste, anche quelle ridondanti, salutando e ringraziando.
  • Le foto di testimonianza dell'arrivo della merce sono parte del pacchetto e le ho molto apprezzate, soprattutto a fronte delle lunghissime tempistiche dell'ordine.
  • La loro tariffa è molto contenunta e concorrenziale: ho pagato la loro intercessione il 9% del valore totale dell'ordine. Contando che essa copre i costi di servizio clienti, storaggio, gestione e spostamento interno, mi sembra equo. Esistono SS più economici, ma come scrivevo, si tratta di servizi casalinghi coi quali si hanno limitate libertà.

I contro di Lolita Bhiner:

  •  Il sito costringe i clienti a restare sulla sua piattaforma e navigare tramite il loro proxy. Questo può essere un limite per chi vuole avere la pagina di Taobao sempre sott'occhio per confrontare prezzi e traduzioni.
  • Il sistema dei B-coins è una strategia di fidelizzazione che può diventare molto fastidiosa.
  • Per quanto lo staff sia trasparente e cordiale nelle comunicazioni, le richieste di conguaglio dei prezzi degli articoli sono sempre difficili da indagare. E' possibile che restino dei dubbi sulle motivazioni dietro al rincaro della merce e a quel punto, sta al cliente decidere se procedere o rinunciare all'acquisto.

Comprerei di nuovo da Lolita Bhiner? Onestamente, sì.
Comprerei di nuovo da Taobao? Assolutamente no.
Le due risposte sembrano contraddittorie. Quello che intendo è che sono soddisfatta di Bhiner come SS, ma non sono affatto interessata alle dinamiche di Taobao come entità. Per quanto la merce sia decente e a prezzi ridicoli per la moda lolita, non c'è risparmio che compensi lo stress, le attese e le ansie di aver perso un centinaio di euro di articoli. In sostanza, spendere 60 euro per un abito che riceverò nel giro di un anno non ha senso per come sono fatta io.
Direi anche che non ha senso per un neofita, il cui obiettivo è quello di provare la moda e capire se fa per loro in tempi realisticamente brevi.

Spero di aver rivoltato la questione come un calzino e aver chiarito qualche dubbio. Grazie per aver letto,

baci8 xxx

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