mercoledì 18 gennaio 2023

Guardaroba 2022-23

 Non avevo capito quanto il mio armadio fosse cambiato dall'ultimo post del genere, finché non ho iniziato a tirare fuori gli abiti uno a uno(*). In realtà, ci sono molte cose che non avevo compreso e che sono diventate chiare durante il processo di catalogazione per questo post 🧠

Prima di tutto, i soliti caveat:

  • tenete a mente che sono nella moda da più di dieci anni, non ho comprato tutto in una volta. 
  • tenete a mente che sono adulta, lavoro e devolvo ampia parte dei miei risparmi a questo hobby.
  • ricordate che i retroscena di questo guardaroba sono tutto fuorché glamour: ore passate a scorrere siti internet, risparmi, networking con altre persone nella moda, scelte discutibili qua e là.

E se nonostante tutto questo doveste ancora sentirvi irritati, non so, Gaviscon?

(*) Tutte le foto sono state scattate in condizioni precarie: varie case, varie superfici, luci diverse. Ci ho messo giorni a scattare e sistemare le foto e, nonostante abbia cercato di mantenere la massima professionalità, dopo un po' mi sono rotta le scatole di ritagliare e ho usato lo strumento di eliminazione dello sfondo automatica. Se vedete bordi strani o pizzi che spariscono nell'etere, è per quello. Stava diventando una sofferenza e ho preso la strada che non mi avrebbe fatto lanciare il telefono contro un muro. Cliccate sulle immagini per vederle a dimensione reale!

Iniziamo 💕 vi suggerisco una playlist per mettervi nell'atmosfera giusta:

DREAMS COME TRUE - 「朝がまた来る」
BUCK-TICK - ANGELIC CONVERSATION
globe - can't stop falling in love
MASCHERA - ゆらり

✧ MILK, modello sconosciuto (tra 2005 e 2020)

 

Iniziamo con le gonne! Il gobelin di questa gonna è adorabile, con dei colori davvero sbarazzini. Finora l'ho indossata in modo poco convenzionale per essere tappezzeria, con rosa e azzurro pastello. È il capo che cito sempre quando parlo di abbigliamento lolita casual, MILK è una marca molto valida per quel tipo di moda.

✧ AatP, A/P School skirt (2010)

 

La mia fidata gonna jolly, la metto con tutto. Uno dei capi più usati del mio guardaroba. Come sempre nella moda lolita, ha dettagli squisiti che sono visibili solo da vicino: il branding che corre sulla fettuccia tutt'attorno, il motivo gessato grigio sul fiocco, la catenella perlata con il charm del logo del marchio e un delicatissimo pizzo sull'orlo.

✧ Sheglit, Cynthia Lace skirt (2019)

 

Ho comprato questa gonna come investimento in una futura serie di coord shiro. Volevo qualcosa di bianco ottico, assoluto; non sapete quanto è difficile trovare un bianco puro, soprattutto quando le foto di catalogo non sono chiare. Ha una struttura insolita per il lolita: al posto di avere shirring, ha un cordino che corre all'interno della cintura, come i pantaloni della tuta. Per questa ragione, è molto molto larga e sto pensando di farla stringere.
Il pizzo in basso può piacere come non piacere. Mi hanno fatto notare che è lo stesso di un set di asciugamani e adesso > I can't unsee it 💀

✧ Innocent World, Classical Angels Bustle skirt (2007)

Altro capo molto usato del guardaroba. Ho scritto di questa gonna molte volte, quindi mi astengo dal lodarla. Sono eternamente alla ricerca di altri indumenti della stessa stampa Classical Angels, quindi se vedete qualcosa, in campana 💬

✧ EXCENTRIQUE, Check + Velvet skirt (2004)

Ho ammirato EXCENTRIQUE per anni, da lontano, silenziosamente, e non mi sembra vero possedere questa gonna. Ci sono due dettagli impossibili da notare dalla foto: il velluto ha una consistenza che mi è nuova in lolita, è soffice e leggero, diverso da ogni altro velluto lolita che io abbia mai toccato; la corsettatura della gonna è totale, composta da 6 barre di metallo, che non permettono di piegare la vita. Se anche mi cascasse a terra una banconota da cinquanta mentre indosso questa gonna, rimarrebbe lì. Non riuscirei a piegarmi 🙉

✧ Innocent World, Crown and Lily Embroidery skirt (2003)


Ho preso questa gonna senza pensarci troppo, perché costava poco (vd. le scelte discutibili di cui sopra) e ho scoperto all'arrivo che mi stava molto stretta. L'ho fatta allargare e adesso siamo inseparabili <3 Credo sia l'indumento lolita più vecchio in mio possesso al momento, se escludiamo le diatribe di datazione di altri abiti. È vecchiotta, ma fa un figurone indossata.

✧ Violet Fane, Le Fantôme de l'Antiquaire (2022)

Passiamo ai set. La velocità con cui ho acchiappato questo ha creato un piccolo loop temporale. La tappezzeria è leggera, così come il suede della gonna: indosserei entrambi i pezzi in tutte le stagioni. Spero di dare più rilevanza a questo set nell'anno venturo.

✧ Neb aaran do, set sconosciuto (tra 2010 e 2018)


Non sono sicura che fosse pensato per essere un set, ma lo comprai come tale da Wunderwelt. La gonna è a palloncino, un design insolito in lolita. Il brand ha un nome che emula il suono di Neverland nella testa di un giapponese (ne-ba-rā-n-do) e ci sono arrivata mille anni dopo, chiedendomi se non fosse una qualche parola inventata. Sono intelligente come un mattone.
È un set casual che si presta al sailor e al coplay di controllore Tr3nitalia 💀

✧ Violet Fane, Café Rose Appliqué velvet set (2021)


Sono stata un po' intimidita da questo set e non l'ho ancora mai sfruttato a dovere. Fatico a indossarle insieme perché il punto vita della gonna e della giacca non coincide su di me: la giacca è molto corta, mentre la gonna mi scente naturalmente sulla parte più stretta della vita, creando uno stacco fra i due poco piacevole all'occhio. Sono sicura che indossando il set spezzato avrei più chances di godermelo.

✧ BTSSB, Classical Rose Bouquet (2010)

E arriviamo finalmente agli abiti✨ Il mio primo abito, sempre adorato, ho scritto di lui in mille occasioni. Lo tengo pulito e al buio, al riparo dai maledetti raggi solari; cerco di farlo durare ancora 50 anni.

✧ MAM, Crown Embroidery Classic JSK (2009)


Questo abito è molto versatile, lo userei in tutti i tipi di coord. È anche molto comodo! Il ricamo con la corona sul petto lo rende anche molto valido nell'old school. Non si merita di stare in armadio, sigh.

 ✧ Metamorphose temps de fille, Princess Ribbon OP (2009)

Questo OP è un altro capo estremamente versatile. Dato il suo colore rosa scuro, insolito in lolita, non ci si deve preoccupare di coordinarlo ad altri rosa o rossi: lo si può indossare con bianchi, neri, crema. Ha maniche staccabili, colletto rimovibile e tutti i suoi fiocchi sono mobili. Insomma, è come avere 3 abiti in uno. Il tessuto a costine lo rende anche molto piacevole al tatto, ma impossibile da stirare 💧 È la mia signora perennemente scompigliata.

✧ BTSSB, Teddy Bouquet Print Gobelin JSK (2005)

Tessuto incredibile: un gobelin a orsetti, fiori e monogrammi Baby. I pizzi sono splendidi e meriterebbero un po' di cura da parte mia. A oggi mi sfugge ancora la maniera in cui annodare le quattro cinture alla vita: essendo in tappezzeria, sono molto voluminose e non permettono di creare un vero e proprio fiocco... dovrò fare altre prove. La stessa presenza di quelle cinture al posto dei più classici waist ties è un simbolo del gusto dei primi anni 2000, quando ancora si cercava di inventare la moda da zero. Vedo questo abito come un pezzo di storia lolita.

✧ BTSSB, Cherry Rendezvous ~Baby Cherry Beginning of Love~ OP (2015)


Si tratta di uno degli abiti praticamente contemporanei al mio ingresso nella moda, è stato nella mia lista dei desideri fin dalla sua prima messa in commercio. L'ho finalmente trovato in condizioni splendide, ancora con cartellino. Cerco di mantenere le condizioni eccellenti in cui versa. La stampa è squisitamente sweet lolita e si presta a coord con rosa, rosso, marrone e bianco. Spero di usarlo più spesso perché è davvero comodo. Una mia cara amica, la fantastica Pinkotora, mi ha regalato due forcine con ciliegie🍒 che gli si abbinano benissimo, quindi è solo questione di tempo.

✧ Fuwaya Lolita, Cats Birthday Party (2022)


A dimostrazione del fatto che il passare del tempo non mi dissuade dal perseguire lo sweet lolita, ho acquistato questo JSK proprio l'anno scorso. La stampa è incredibile, rivaleggia Angelic Pretty in bellezza e complessità. Vorrei tanto usare questo abito in un coord decora sweet lolita, oppure OTT sweet. Chiaramente, la quantità di accessori che devo abbinarci è mastodontica, quindi sto pazientemente risparmiando, accumulando e limando il risultato finale.

✧ BTSSB, Little Lady Camellia set completo: giacca + grembiule/gonna (2021)


"Francesca, potevi impegnarti un po' di più con le foto". Non esiste un modo di esaltare questo capo fotografandolo steso a terra, ok? Ci ho provato, stavo anche per infrangere la regola di fotografare ciascun abito dall'alto per intero, però ho desistito. So che non rende, ma fidatevi quando vi dico che è splendido, incredibile, elegantissimo e ultra Femminile, con la F maiuscola. È in tweed a tre colori, rosa, bianco e oro. I bottoni sono rose. I fiocchi sono in raso impreziosito da crêpe sui bordi. Le stole di chiffon riprendono quello sull'orlo. La fodera è in satin lucido e morbido, per cui quando si toglie la giacca si rivela un interno prezioso e tanto elegante quanto il capo stesso. Amo questo set. Se mai dovessi ricevere un qualsiasi riconoscimento pubblico nella vita, indosserei questo set per salire sul palco.

✧ Innocent World, Flora JSK versione lunga e corta (2009)


Sto barando mettendo due abiti sotto una singola voce? Forse. Voglio andare avanti con la mia vita e finire questo pos-- ed eccoci arrivati alle due sorelline Flora, versione lunga e corta. Qualcuno riterrà esagerata la mia scelta di possederli entrambi. A quel qualcuno rispondo: se trovassi un terzo Flora in beige, té al latte o di nuovo azzurro, me lo prenderei. E come la mettiamo adesso, mh? Perché l'ultima volta che ho controllato non c'è un limite di Flora JSK per una vita sana e bilanciata.

✧ Innocent World, Double Breasted Flare JSK (2018)


Indosso poco questo abito perché il suo scollo a barchetta limita molto il tipo di camicia che gli posso abbinare. Di norma odio il grigio in tutti gli ambiti, dall'arredamento alla moda, ma questo è una tonalità molto versatile: a metà fra grigio raggrinzato e cromo, con una punta di blu.

✧ Juliette et Justine, Forêt Profonde JSK (2012)

 

Ho scritto di quest'abito nel post precedente a questo e vi invito a darci un'occhiata. Live, laugh, love, froêt profonde jsk.

✧ Angelic Pretty, British Stripe OP (2017)


Ogni anno mi dimentico di possedere quest'abito, cosa che mi rende indegna di essere sua proprietaria. Il suo più grande pregio, l'essere classico e veloce da coordinare, è evidentemente il suo più grande difetto, perché l'ho archiviato mentalmente. I pizzi in cotone e i fiocchetti che guarniscono gli strati sulla gonna sono dettagli adorabili.

✧Victorian Maiden, Rococo Therese OP (2004)


I salti mortali che ho fatto per permettermi questo vestito, ricordo ancora quei giorni con una lieve angoscia. Di nuovo, le scelte discutibili di cui sopra. La foto lo fa sembrare sbiadito, ma è in condizioni eccellenti. Infilarcisi è una tortura medievale, che funge da deterrente dall'indossarlo. Dovrei davvero risolvere questo incomodo facendo distendere parte dello shirring frontale.

✧ Surface Spell, Rose Round Dance original JSK (2013)


Abito su misura per me medesima, comprato un paio d'anni fa direttamente da Surface Spell. I ricami con le rose sono incredibili, mi calza a pennello. L'unico motivo per cui non ci vivo dentro è che si tratta di un modello un pelo sopra le righe, sia nel gothic che nel classic. Sto assemblando un coord molto ambizioso che ripercorra i temi di Mana in Gardenia e mi ci vorrà un po' per venirne a capo.

✧ Moi Même Moitié, Rose Lace Cross JSK (2022)


Non ho intenzione di dire un'altra parola su questo vestito. Avrei potuto trovare un utilizzo migliore per il mio primo bonus a lavoro.

✧ Juliette et Justine, Rose Féerique JSK (2003)


Questo abito si porta dietro una qualche maledizione e mi induce alla superstizione. Probabilmente se l'è presa quando ho usato la sua cintura per creare due inserti di stoffa e allargare il busto. Non argomenterò oltre, ho paura di una ritorsione.

✧ Innocent World, Piano OP (2006)


Ho trovato questo abito per caso, ho fatto un'offerta a caso e me lo sono accaparrato, sempre a caso. Quando l'ho scartato, ho avuto un momento di vertigini da quanto è bello dal vivo. L'idea di riprodurre i tasti del pianoforte con nastrini di satin e una stoffa lucida plissettata è semplicemente geniale.

✧ Innocent World, Tartan Plaid Plain JSK (2018)


Questo abito rientra nella categoria casual per me, anche se il pizzo e il motivo invertito sulla gonna sono davvero molto interessanti. L'ho usato pochissimo, potrebbe venire con me anche in situazioni informali.

✧ Baby the Stars Shine Bright, Velveteen Lace Frill JSK (2021)


Ho dovuto scattare una foto sovraesposta perché si vedessero tutti i meravigliosi dettagli di questo vestito. Nella realtà il suo blu è più scuro, così come i suoi pizzi, ma è pursempre blu. L'ho indossato allo scorso ILD e mi ha fatto spanzare ricevere complimenti per il mio coord "tutto nero" da moltissime persone: sembra che tanti lo vedano nero, ma è blu. La cosa non mi dispiace però, dato che mi piacerebbe possederne anche un altro in un altro colore.
Inutile dire quanto questo JSK rappresenti l'essenza dell'estetica lolita che vorrei fosse associata a me nei secoli dei secoli amen.

✧ Alice and the Pirates, Veronica Elisse JSK (2015)


Il taglio dello sfondo ha sacrificato parte del tulle della sottogonna di questo abito: in basso ci sarebbe uno strato di tulle blu elettrico violaceo che si è perso. Considero questo abito un pezzo da evento, non credo lo indosserei mai per meet qualsiasi. Il busto è corsettato, per questo la silhouette finale una volta indossato è eccellente.

✧ Moi Même Moitié, Cross OP (2018)

L'abito col quale voglio essere sepolta, e se pensate che sia una boutade non avete capito gnente.

✧ Innocent World, Westminster Choir JSK (2013)


Ricordo di aver comprato questo abito usato, pensando "finché non posso permettermi una stampa di vetrate dipinte di Moitié, mi farò andare bene questo" e mamma mia, quanto mi prenderei a ceffe. I dettagli di questa stampa sono meravigliosi, il branding fuso con le vetrate originali della abbazia di Westminster è geniale. È molto più bella di qualsiasi modello Moitié di tema analogo e non lo scambierei per nulla al mondo. Non sarai mai un ripiego *pciù pciù*

✧ Summertales Boutique, the House of Royal Stewart velvet JSK (2019)


Ho trovato questo abito in una vendita diretta del brand su Instagram ed è stato il mio primo acquisto da loro. È perfetto, il tessuto è vero tartan, pesante e caldo. Sto cercando un grembiule nero da abbinargli, per arricchirlo e indossarlo più spesso.

✧ Metamorphose temps de fille, Double Breasted Coat OP (2006)


L'elemento più prezioso di questo abito/cappotto è il pizzo a croci sull'orlo della gonna, reperibile su moltissimi pezzi alla decade 2000-10 del brand. Non lo userei mai come cappotto, perché mi sembra troppo leggero, ma volendo può anche essere un capospalla.

✧ Baby the Stars Shine Bright, Back Ruffle OP with removable collar (2003)


Altro abito che mi è letteralmente piovuto in braccio, senza che lo cercassi direttamente. Sente il peso degli anni che ha, ma la sua fattura incredibile lo rende più moderno di molti OP attualmente in commercio.

✧ Innocent World, Rococo Standing Collar OP (2002)

Anche lui, reperto inaspettato delle mie notti passate su siti giapponesi. Ho già elogiato questo abito altrove, ma ci tengo a ribadire che non lascerà mai le mie mani.

✧ Alice and the Pirates, Francesca Frill JSK (2021)

La foto non gli rende assolutamente giustizia: il colletto staccabile ha due trecce di nastro che discendono dalle spalle e delle linee di pizzo; c'è un fiocco alla base dei bottoni con un charm di AATP. Per il resto, rimuovendo il colletto, è un JSK nero molto minimalista. L'ho preso proprio per avere un capo nero da accessoriare e colorare con altri elementi del coord.

💜 finito 💜

Prima di chiudere, ci tengo a ringraziare gli altri blog che mi hanno ispirata, spronata ed educata su cosa fosse un post di guardaroba.

Speravo sarei stata più sollevata, ma mi rendo conto che ho comunque tralasciato moltissimi oggetti che considero essere fondamentali nel mio guardaroba, come le borse, i cappotti e alcuni paia di scarpe lolita.
In generale, vorrei che le persone all'interno del lolita comprendessero quanti materiali sono necessari a mantenere un guardaroba come il mio. Si possono riciclare camicie e calze per diversi coord, ma quando si sale oltre una certa soglia di abiti, deve inevitabilmente crescere anche il numero di complementi del guardaroba. Per questo, dietro a questi abiti ci sono anche una ventina di camicie, una dozzina di piaia di calze, molte scarpe, molte borse, troppi headdress-- Non so per quanto tempo riuscirò a mantenere un armadio così grande, che richiede così tanto spazio, ma per ora me lo godo.

Chiudo dicendo che ho fotografato quasi tutti gli abiti. Ce n'è uno in viaggio verso di me, che sarà anche il mio ultimo grosso acquisto, e sul quale vorrei scrivere un post apposito in futuro. Per questo, eccovi il mio guardaroba del 2022/23, tutti meno uno!

Spero stiate iniziando l'anno col piede giusto. Nel dubbio, metteteceli tutti e due i piedi,
baci stellari xx

domenica 15 gennaio 2023

Una passeggiata nella Foresta Profonda

 Approfitto del mio status di proprietaria maggioritaria di questo spazio (?) per scrivere un post puramente celebrativo. Vi parlerò di un'abito, una storia e tanti ricordi. Se non apprezzate conenuti personali di questo genere, tornate più in là: ci sono tutorial e recensioni in lavorazione! Per ora, mi soffermo ad assaporare questo momento.

playlist
jonatan leandoer96 - Blue Light
SNoW - 逆さまの蝶
Miyavi - selfish love
Everything But The Girl - Missing

Nel 2012 stavo facendo incetta di contenuti lolita in maniera intenzionale. Ero già iscritta al GLZ forum e aspettavo con trepidazione i post dei membri più anziani, per guardare i loro guardaroba e sognare un po'.
In quella fase della moda, possedere lolita giapponese era un evento raro per qualcuno nella comunità italiana.
Pochissimi riuscivano ad acquistare dal Giappone: l'assenza dei social e la difficoltà nel trovare shopping services erano barriere molto alte da superare. Possedere un oggetto di uno dei tre brand della trinità (Victorian Maiden, Mary Magdalene e Juliette et Justine) era considerato un simbolo per una classic lolita, più che un effettivo acquisto. Significava essere abbastanza scaltri, abbienti e interconnessi con la comunità internazionale da aver ottenuto un pezzo vero della moda, il prestigio percepito era incredibile. Chiaramente, i tempi sono cambiati e non c'è più questo spartiacque, ma devo raccontare per dare contesto all'emozione che sto provando, al significato che ha per me.

Dati i presupposti, potete immaginare quanto Juliette et Justine si collocasse bene al vertice della piramide. O meglio, potete immaginarlo se tenete in considerazione che i suoi prezzi erano molto più alti di quelli di Innocent World, la sua distribuzione era limitatissima, principalmente MTO, e che il suo sito internet apriva le vendite solo una tantum, senza annunci o pubblicità. Il sistema per mettere le mani sui loro vestiti era avvolto dal mistero. Le ragioni dietro ad alcune delle loro stampe più audaci erano ancora più oscure. Le speculazioni sull'origine del nome del marchio erano cicliche e suscitavano scandalo (Juliette e Justine sono due sorelle presenti all'interno dei romanzi del Marchese De Sade). In aggiunta, la vicenda dietro alla sua nascita stuzzicava la fantasia dei fan. Si diceva che Mari Nakamura, la designer principale di JetJ, avesse lavorato con Victorian Maiden prima di andarsene sbattendo la porta e urlando "ve la farò vedere, creerò il mio brand!"
Tutti questi elementi velavano Juliette et Justine in una coltre di mistero e gli davano i tratti di un marchio eclettico, sorprendente e riservato a pochi intenditori.

Non esisteva Lolibrary, l'archivio di riferimento era Livejournal, curato dallo zelo di persone che conservavano le immagini dei release. Fu lì che lo vidi per la prima volta, Forêt Profonde JSK.

Era stato postato assieme a tanti altri design della casa. Vi invito a cercare altri modelli del marchio del 2011-2012: sono gli anni dell'abito con la faccia di Cristo, delle stampe psichedeliche di colori fluo e dell'utilizzo di interi dipinti, con le grazie tutte esposte 💦 Juliette et Justine sembrava un calderone di lava in perenne ebollizione, produceva abiti fuori di testa. Non si poteva prevedere quale altra bizzarrìa avrebbero messo sul mercato, tanto è vero che di lì a poco sarebbe arrivato l'abito con un gallo sopra un gatto sopra un cane sopra un asino (sì, dovete cliccare e guardarlo coi vostri occhi).
Salvai l'immagine del JSK, la cercai più grande, la tenni, la riguardai più e più volte. Non conoscevo il dipinto della stampa, ma francamente non mi interessava. Donzella in difficoltà, cavaliere in tutina e cavallo bianco? Va bene. Era la prima volta che vedevo un pizzo così elaborato, uno stile così riconoscibile (corpetto nero e stampa a tutta gonna) su un design così semplice. Ero davvero innamorata, non come si dice spesso, superficialmente: ero infatuata, sentivo una mancanza fisica nei confronti di un oggetto che non avevo nemmeno mai visto dal vero. Avevo bisogno di riguardare l'immagine ogni tot giorni; riproducevo l'abito con l'abbigliamento casual, con una canottiera nera e una gonna fiorata; provavo affezione istintiva per tutto ciò che Juliette et Justine faceva, perché era il produttore di quell'abito. Come dicono i ragazzini oggi-- stan? 💀
Forêt Profonde JSK era diventato il mio biglietto da visita: inserivo una sua immagine ogni volta che mi presentavo in una nuova community online. Lo inserivo nelle mie liste desideri, scrivendo sempre che ero disposta a fare qualsiasi cosa per averlo, conscia del fatto che anche solo trovare una persona in possesso di un abito del brand su territorio italiano era chiedere troppo.

La community adesso potrebbe pensare che il modo in cui hanno coordinato il JSK nelle foto di catalogo sia audace e trasgredisca alle regole. Ci tengo a contestualizzare anche quello: dieci anni fa era molto comune vedere JSK e OP classic coordinati senza camicia e senza calze. Victorian Maiden faceva posare le sue modelle senza accessori per la testa e senza camicia già nei primi del duemila. Andava così, non strappiamoci i capelli.

Qui il racconto del passato si interrompe, Forêt Profonde è rimasto un sogno sempre più labile e sbiadito negli anni. Nel 2020, quando sono rientrata nella comunità lolita internazionale, l'ho tenuto nascosto, omettendolo nelle mie wishlist. Ho sempre detto di essere in cerca di Amour d'amants robe JSK, che era molto più noto e più presente nel mercato di seconda mano.
Così, come la collana di Titanic, ho lasciato che il mio Cuore dell'Oceano sprofondasse nell'abisso dei miei ricordi, rassegnata a non vederlo mai più...

... finché un bel giorno non è saltato fuori su Lacemarket e me lo sono accattato hahaaa ciaooo ᕕ( =3=)ᕗ
Ci sono voluti dieci anni, signori, dieci! Avrei potuto essere sotto terra, e invece ho trovato un abito che volevo dai tempi delle superiori, se non è character development questo 💆💅




 
 
Che beffa, dopo anni passati a credere che la taglia più grande fosse comunque troppo piccola, ho scoperto che la 2 mi sta larga.
Il sito ufficiale la descrive come 10 cm più piccola di quanto non sia in realtà, e così segue Lolibrary e di conseguenza gli annunci di vendita. È incredibile come non ci sia ancora stato uno stronz_ di buona volontà che l'abbia misurato prima di metterlo in vendita, la discrepanza è lampante. Bene. Non sono assolutamente arrabbiata per aver perso così tanti anni e rinunciato ad abiti di taglie che avrebbero potuto starmi ☺👹

Sono sempre stata riluttante a cercare approfondimenti sul dipinto della gonna, pensavo fosse una crudeltà gratuita da fare a me stessa gravitare attorno a qualcosa che non avrei mai potuto toccare con mano. Però, come dicevo sopra, l'innamoramento ci avvince all'oggetto amato contro ogni logica e volontà. Negli anni ho letto molte sintesi del mito di Ondina, qui ritratto da Daniel Maclise, e trovo che la sinossi di Wikipedia vada bene come soluzione veloce. Se ne volete una ancora più veloce, tl;dr: Ondina è una ninfa che sacrifica la sua immortalità per congiungersi a un umano indegno, il quale la tradisce e viene così maledetto dalla donna, condannato a non poter mai più chiudere occhio.
Non è male immaginare un fedifrago sottoposto alla tortura della veglia eterna.
Però, il vero fascino della storia per me sta nei richiami agli archetipi, nei rimandi a concetti comunissimi in antropologia come la perdita della verginità, la natura divina della donna e terrena dell'uomo, il castigo eterno. È una storia cruenta, anche se non viene versata una goccia di sangue; solo tante lacrime e tanta acqua. D'altronde, Ondina è una ninfa dei corsi d'acqua, dei flutti, come richiama il nome. È grazie a questo abito e questo racconto che ho iniziato ad apprezzare il nome Ondina, mentre prima mi sembrava inutilmente letterale.

Così, questa è la forma della mia felicità nel possedere questo abito. Profuma di nostalgia ed è dipinta con colori a olio. È stata preceduta da un'attesa così lunga dal rendermi tutt'ora incredula.
Ci tengo a scrivere questi racconti, perché dall'esterno sembro probabilmente un'invasata, persino alle persone che fanno parte di questa moda alternativa. Ci sono storie, persone e fasi della mia vita intessute all'interno di questo blend di poliestere. Ciascun filo del pizzo contiene una fibra di me, di come ero, di quanto sognavo e bramavo questo abito, pur continuando a pensare di non meritarmelo.

Ricordatevi il filo interdentale, non solo la sera prima di andare dall'igienista!
Baciuxxi xoxo

giovedì 24 novembre 2022

Rose Lace Cross JSK di Moi Même Moitié, recensione

 Buongiorno a tutti testine di ca__o di di-yu-uai Italia! (se non avete colto il riferimento, vi siete persi una fetta rilevante del trash italiano)
Oggi ci troviamo qui riuniti per un post che non voglio scrivere 💦 Appartengo alla generazione del lolita in cui membri della community sono stati scuoiati vivi, metaforicamente, per aver parlato male di un brand, perciò spero immaginiate quanto io sia restia a scrivere questa recensione.

La farò perché do valore alla comunità lolita. Essa non può sussistere se chi ne fa parte si astiene dal commentare onestamente l'andamento della moda. Sarebbe un tradimento intellettuale, una tacita astensione, un disservizio ai danni di membri esperti e neofiti, che favorisce invece un'entità impalpabile e distante come un brand. Ricordiamo sempre che nessun marchio lolita è in attività per adempiere a una missione morale; non c'è nessuna intenzione di fare beneficienza, sono tutti sempre aziende a scopo di lucro. La lealtà si riserva ai propri pari, non ai brand.

Detto ciò, sciogliamoci con un po' di musica, che ne dite? 👀 La playlist per questo post è

DREAMS COME TRUE - 「朝がまた来る」
globe - perfume of love
L'Arc~en~Ciel - 「flower」
MALICE MIZER - au revoir

Mana. Mana in bianco. Mana in bianco e blu? Mana in Gardenia. La luce e l'oscurità. Il candore viziato da una singola goccia di colore. Il pallore cianotico di una carnagione che non invecchia mai. Chi sa quale miscuglio di media mi abbia fatto fissare così sulla combinazione di bianco e blu.

La storia di Lace Cross

Lace Cross JSK è un modello uscito per la prima volta nel 2011, in taglia singola. Il primo release aveva il pizzo a tripla croce sull'orlo della gonna e la croce sul petto era composta da un pizzo a scala (ancora oggi non ho trovato una traduzione per ladder lace) all'interno del quale era intessuto un nastrino di satin, blu o nero a seconda dei colori. Il materiale dell'abito è sempre stato poliestere.


Questo stesso vestito è stato riprodotto nel 2018 in due taglie, mantenendo lo stesso pizzo a scala per la croce centrale e sostituendo il pizzo dell'orlo con quello brandizzato con M di Moitié. Per allora, l'abito era ufficialmente nel pantheon del brand e il release andò a ruba. Io potei solo mettere l'abito in wishlist, ora che era stata finalmente creata una taglia anche per me.

il nuovo pizzo del 2018

Lace Cross JSK del 2018 è comparso un paio di volte sul mercato dell'usato occidentale, sempre a prezzo grandemente maggiorato. Quando il brand annunciò nell'estate del 2022 di volerlo riportare in commercio, ero sorpresa ed emozionata: sapevo di poter essere presente allo scattare dell'ora, nel caso in cui ci fosse da sgomitare per accaparrarselo.

La campagna promozionale e le prime controversie

Con l'uscita delle prime foto promozionali, qualcuno sui social notò subito dei particolari sulla vestibilità dell'abito.


Se si zooma sulla gonna, si nota come l'abito avesse dovuto essere ristretto tramite la corsettatura sul retro in modo da aderire al corpo della modella. Questo non sarebbe un problema, se la corsettatura fosse opportunamente posizionata, in modo da garantire una riduzione di circonferenza uniforme ma regolabile. Per questo, molti dissero immediatamente di non essere ispirati all'acquisto.

In seguito, il negozio KIST Maria, rivenditore di Moitié, pubblicò le foto che non volevo vedere, ma che visionai ugualmente grazie a Twitter-san. Credo che lo staff non avesse nemmeno notato il difetto che si accingevano a spiattellare sui social, quindi hanno involontariamente sbandierato le magagne dell'abito prima ancora che iniziasse il periodo di vendita. Quella che doveva essere un'ennesima foto promozionale, è diventata la pietra dello scandalo.
È curioso come io abbia visto le foto in questione tramite il Twitter di Moitié, che seguo, a causa di un loro like. Penso che il responsabile dei social abbia passivamente messo like a tutti i rivenditori che pubblicizzavano il release, per questo il tweet di KIST Maria è comparso sui feed di tutti gli adepti del marchio. Tuttavia, se torno a cercare i like dell'account di questa estate, non lo trovo più, e nemmeno sull'account di KIST Maria-- Non vorrei dire gomblotto, ma mi sa che hanno rimosso le foto in questione.
Sono riuscita a recuperare due altre foto di anteprima, questa volta condivise da Kera shop. Purtroppo c'è sovrapposto il testo del mio commento 💧 Spero che contribuiscano comunque allo scopo, ovvero dare un'immagine generale degli strafalcioni organizzativi e produttivi di Moi Même Moitié moderno.

Io ho visto, ho compreso e ho deciso di acquistare ugualmente, perché era la mia unica opportunità di possedere quell'abito in una taglia che mi stesse e a un prezzo fisso. A volte la vita è così ☕

L'abito

Ho finalmente aperto il paco soltanto a novembre, tre mesi dopo l'acquisto. Su Instagram avevo già letto di tutto e di più, in un'ondata di sdegno molto partecipata.
Mi sono data allo spacchettamento con mesta rassegnazione, ma provando anche compassione, come se dovessi raccogliere gli schizzi di cibo di mio figlio poppante: fa disastri ed è bruttino, ma è pursempre mio figlio. Questo è quello che sentivo in quel momento nei confronti del mio acquisto.
Lo scrivo perché si tratta di un'enorme differenza paragonata all'aura di lusso e opulenza che circonda solitamente i prodotti di brand, nonché un'anomalia rispetto ai miei precedenti spacchettamenti di Moitié.

L'abito è leggerissimo, del peso di una camicia. Anzi, credo di possedere camicie più pesanti. Interamente in poliestere, ulteriori commenti sulla stoffa più sotto.
Il pizzo che compone la croce centrale è differente dalla versione originale, come già si sapeva.

Da qui in poi, è necessario che clicchiate sulle immagini per capire quello che dico. La fodera è molto leggera, diversa da quella di altri miei abiti in poliestere, ha una consistenza setosa e crea energia elettrostatica quando passa sui capelli, mentre si indossa l'abito.
Il pizzo sull'orlo della gonna è scadente, non c'è modo di aggirare questa parola. È scadente, sciatto, sintetico e neutro. A differenza di altri prodotti Moitié, non ha nemmeno le croci. Come ho già detto parlando con vari conoscenti: se mi mostrassero solamente la foto col pizzo della gonna, sconsiglierei l'acquisto dell'abito a chiunque.

vi prego, cliccate e guardate da vicino

Il poliestere usato per quest'abito è scadente quanto il pizzo. È inconsistente, leggero, trasparente e lucido. Il problema della fodera troppo corta poteva essere aggirato in un sacco di modi, quello di scegliere una stoffa più pesante è il primo che viene in mente.
Sono stata abbastanza fortunata da avere una bella giornata di sole in cui provare l'abito e ho potuto imprimere in foto la trasparenza della stoffa.

Cliccate sulle dannatissime foto e guardate l'orlo inferiore: la sovraesposizione maschera la trasparenza, ma immediatamente fuori dal fascio di luce si vede la fodera.

Quello che mi fa fumare dalle orecchie è la banalità di questi difetti: avrebbero potuto essere sistemati in una delle tante fasi di produzione. Si tratta di errori così stupidi che non ricordo quando è stata l'ultima volta in cui ho notato un pari livello di incuria.
Inoltre, persino su di me, che sono molto più grossa della modella di Moitié standard, l'abito vestiva male. Ho dovuto arrotolare la stoffa e posare in certe maniere perché la vita rimanesse distesa e non facesse l'effetto borsa che si era individuato sulla modella.
Infine, da persona aliena al mondo della catena produttiva tessile, mi sento comunque di dire che si trattava di un abito molto economico: una stoffa, una fodera, due tipi di pizzo. A paragone coi recenti release di Baby the Stars Shine Bright o Metamorphose temps de fille, che prevedono 3-4 pizzi diversi per abito, due stoffe alla volta e una pletora di dettagli, questo abito dovrebbe ricadere nella categoria dei prodotti a basso costo e alto guadagno.
Per questo, è ancora più ridicolo vedere come siano andati al risparmio su tutte e tre le componenti di questo vestito, ampliando ancora di più la forbice dei ricavi di cui parlo.
Partecipare alla moda lolita significa imparare che il valore oggettivo della moda non ha nulla a che vedere con il risultante valore sul mercato. Si trovano abiti vecchi di vent'anni, fatti di un singolo strato di cotone, a cifre impensabili. Per questo non sto sindacando su quanto siano stati i ricavi di Moitié su questo release, ma da consumatrice riconosco i segnali di una azienda che sta tagliando sulla qualità e non posso tacere.
Sarò ancora più chiara: se avessero prodotto un abito in poliestere spesso e resistente, opportunamente foderato, con pizzo Moitié e accorgimenti per le novelle taglie grosse, avrei speso volentieri più di quello che ho pagato per questo abito.

Conclusioni

Credo che il mio sentimento sia comune a molti nel mondo lolita. Siamo già collettivamente abituati a spendere cifre da mercato del lusso, ma esigiamo standard di qualità alti, in linea coi princípi che ci hanno portati a far parte della moda.

Nessuno metterà mai in dubbio la rilevanza titanica di Moi Même Moitié come marchio fondativo dell'intero movimento elegant gothic lolita, rappresentato da nientepopodimenoche Mana-sama, l'anima gotica della scena alternativa giapponese.
Però, è arrivato il momento di riconoscere che l'acquisizione da parte del conglomerato di Wunderwelt ha apportato dei cambiamenti significativi nel brand. Un po' come le partnership con gli influencer, è stato riconosciuto il valore della fanbase di Mana e si stanno mungendo i ricavi.
Nel mondo capitalista l'atteggiamento del consumatore è totalmente irrilevante, ma non negli ambienti di nicchia: non sarebbe sbagliato mostrare al gruppo che gestisce le tre M che le richieste dei consumatori lolita sono più alte di quanto credevano.

Per quanto mi riguarda, a meno che il marchio moderno non decida di ristampare Rose Print OP con tutti i suoi materiali originali in taglia 13, sto a posto così ✋

Se avete letto in italiano, spero di vedervi presto per mostrarvi da vicino tutto quel che ho descritto! Se avete letto in inglese, ho usato molte metafore e idiomi culturali, scusate 🙇

Continuiamo tutti a fare del nostro meglio!
bacino gattino

mercoledì 23 novembre 2022

Al lolita rendiamo grazie

 Ispirata dal post di Maya aka @frillypotato su Instagram, ho pensato che fosse il momento giusto per fare una cernita dei motivi per cui essere grati alla moda lolita.

Il giorno del ringraziamento non è una nostra festività, ma il panculturalismo veicolato dai social fa sentire molti partecipi della ricorrenza. Poi, lo spirito della gratitudine può essere ricondotto a quello che noi viviamo durante il periodo del capodanno: guardiamo all'anno trascorso e individuiamo cosa abbiamo apprezzato. Quindi, può essere una bella tradizione anche per noi, che io anticipo lievemente al mese di novembre perché sono ispirata, e l'afflato creativo va indirizzato appena si palesa.

Allora, quali sono i motivi per cui sono grata alla moda lolita?
In ordine di priorità:

1) amici vecchi e nuovi

Scriverò questo paragrafo tentando di essere il meno stucchevole possibile, anche pensando a tutte le persone che non danno peso a questo punto.
Ci sono due tipi di approcci all'aspetto comunitario del lolita.
Stringere amicizie nella moda non è affatto scontato. Molte persone frequentano gli ambienti alternativi come forma di autodeterminazione, per sentirsi vivi e parte di qualcosa; questo qualcosa non deve necessariamente sussistere tramite rapporti umani. Molti sono attratti dalle mode alternative per motivi inconsciamente narcisistici: per vedersi sotto una luce diversa, per celebrarsi, per emozionarsi tramite esperienze.
Io pensavo di vivere la moda per questi motivi in primis, ma nell'ultimo anno mi sono ricreduta con piacere. Sono passata alla scuola opposta, quella in cui si partecipa a un hobby per interagire con persone affini e creare comunità.
Ho approfondito rapporti che già avevo allacciato, stretto i nodi di relazioni altrimenti molto lasche e rinforzato la connessione con persone alle quali ero già avvinta. Sono appagata dal livello di scioltezza che ho acquisito nell'interagire con quelli che una volta definivo estranei. Mi sono sempre ritenuta una persona introversa, ma ammetto di aver sbagliato, o di essere cresciuta, chissà.

2) soldi, il livello successivo

Sciogliamo questo ghiaccio attorno ai discorsi sul denaro, sul grano, la pila, il dané. Partecipare alla moda lolita significa comprare e vendere. La proporzione in cui le due cose si bilanciano è la risposta alla domanda eterna: "ma quanti soldi ha da spendere??"
La risposta nel mio caso è: pochi. Non zero, ma molti di meno di quelli che potrei avere. Eppure, grazie alla moda lolita, sono costantemente tenuta a monitorare le mie spese e incentivata a trovare altre fonti di guadagno. Mi permette di individuare subito se qualcosa merita i soldi che richiede: penso al prezzo di uno qualsiasi dei miei dreamies e mi chiedo se rinuncerei a esso per fare quella cosa. Ma soprattutto, sono incentivata a impegnarmi, a pensare a cosa può farmi avere quegli spiccioli in più, a portare a termine quei piccoli fastidi che mi garantiscono un'entrata. E no, non sto parlando di husstle: la vostra Francesca è troppo vecchia per pensare che la fatica sia direttamente corrispondente all'introito 💀 Lascio quella narrativa naive ai nostalgici del sogno americano e a chi vota a de- E QUINDI, si lavora chiaramente, ma si dà anche valore agli oggetti usati, si accettano commissioni, si risparmia.
In questo ultimo anno ho anche iniziato a dare importanza alle tariffe aggiuntive di shopping services e negozi online, per cui credo di aver fatto un passo avanti. Spero di poter scrivere presto la versione 2.0 del mio vecchio post su Buyee.

3) impegno per il futuro

È difficile descrivere questo punto, ma si tratta della realizzazione di essere effettivamente una delle poche persone rimaste in Italia che veste attivamente la moda. Non sono l'unica, non fraintendetemi; non parto per la tangente né mi sento speciale. Però, è giusto affermare che siamo pochi e che all'interno di questo novero, ancora meno persone hanno voglia e tempo di lavorare per la comunità.
Ho deciso di partecipare di più, ma anche di tenere alta la bandiera del lolita in Italia come posso. Questo impegno mi ha rinfrancata e fatta sentire parte di qualcosa di grande. Il lolita vivrà anche dopo di me, cambierà e non resterà nulla di quello che conosciamo. Questo non deve scoraggiarci o renderci nichilisti nei confronti dell'impegno che versiamo nella moda. Al contrario, mi fa sentire direttamente responsabile della forma che la moda assume nel mio Paese e mi sprona a partecipare.
Si tratta di un piccolo compito che mi dà tanta gratificazione. Mi porta a riflettere sul significato della moda, per chi la indossa e in senso lato. Mi coinvolge nelle discussioni che vengono lanciate dalla comunità internazionale, mentre prima restavo ai margini.
Sono grata alla moda per avermi dato questa piccola quest, penso che arricchisca molto la mia vita in questo momento.

4) uno spazio social

Parlo per me, ma partecipare alla moda mi ha permesso di trovare un compromesso sano all'utilizzo dei social. Per fare una sintesi, avevo abbandonato totalmente i social (soprattutto Instagram) nel 2019, dopo un lunghissimo periodo di dipendenza e sudditanza a essi. È stato un percorso iniziato con l'utilizzo eccessivo, evolutosi poi con l'utilizzo critico, poi moderato e infine, interrotto.
Aprire l'account lolita mi ha permesso di riallacciare i rapporti, ma anche di partecipare in modo sano all'ambiente di Instagram in senso lato. Non è possibile parlare di lolita tutto il giorno e non ho sempre voglia di consumare contenuti inerenti, per questo non ci spendo mai più di 10 minuti al giorno. Al contempo, riesco a partecipare ai movimenti della piattaforma, a mantenere i rapporti con conoscenze internazionali e a trarre dalla essa solo il meglio. Sono molto contenta di questo, e lo devo tutto al lolita.

5) le foto

Sarò onesta: scattare foto dei miei coord mi aiuta tantissimo ad apprezzarmi e valorizzarmi. Oltre alla botta di autostima, mi permette di avere ricordi tangibili di ciascun periodo, cosa che altrimenti non sarei portata a fare. Ho anche imparato a usare le app di grafica da telefono, scoprendo quanto possono essere sofisticate e creando collage di tutto rispetto.
Grazie lolita!

 

E voi? Quali sono i motivi per cui siete grati alla moda? Possono essere molto diversi dai miei, del tutto materiali o sentimentali. Sarei curiosa di leggere altri post simili, quindi spero che questo trend prenda piede.

Copritevi e non lesinate sul riscaldamento in casa!
Baci8 besitos

venerdì 21 ottobre 2022

Violet Fane Le Fantôme de l'Antiquaire, recensione

 Buongiorno ヽ(・∀・)ノ

Mi sono resa conto di aver lasciato che il blog languisse per un lungo periodo di tempo, perdono. Ho deciso di rompere il silenzio con una recensione che si è fatta troppo attendere. Eccovi le mie opinioni sul mio più recente ordine dal brand indipendente Violet Fane~

Piccola introduzione, nel caso abbiate vissuto sotto un sass-
Violet Fane è ormai un marchio affermato sulla scena gothic lolita. Nato nel 2014 con delle semplici spille, Violet Fane è un brand indipendente spagnolo con base a Barcellona. Il suo concept è racchiuso all'interno della loro firma: "the fairies we saw as children, one day became ghosts". La sua posizione è intermedia, fra gothic e classic, con la dichiarata intenzione di incorporare al suo interno elementi vittoriani, sinistri e cupi, che facciano immergere le persone in un mondo surreale.
È gestito da una donna che ha fatto della moda alternativa il suo principale ambito d'interesse, declinandola in diversi marchi e servizi. In primis, ha aperto il negozio di moda alternativa asiatica Madame Chocolat, nel 2010, poi il marchio lolita Violet Fane e in fine, il sottomarchio Sumire per contenere il suo lato più casual e sbarazzino, nel 2021. Fa sempre piacere sapere che dietro a un brand c'è un team con una storia di interesse e passione di lungo corso nella scena alternativa.
Dato per nulla irrilevante, i loro prodotti sono in vendita anche all'interno dei negozi di Atelier Pierrot, presenziando sia digitalmente che fisicamente nella scena lolita giapponese. Un traguardo simbolicamente importante per gli appassionati occidentali della moda (=me).


La prima volta che ho visto le foto promozionali della nuova collezione, ho avuto un sussulto. La passione per il gobelin (il tessuto da tappezzeria) è praticamente diventata il mio tratto di personalità saliente nell'ambito del lolita. Ho iniziato a sudare e a ogni sbirciata agli altri elementi della collezione sui loro social, sentivo il telefonino scivolare via dalle mie viscide mani. Signore perdonami, perché ho comprato.

Le modalità d'acquisto

Il lancio è stato annunciato con una settimana di anticipo tramite un post sul loro Instagram, seguito da un conto alla rovescia nelle storie il giorno prima. Qualcuno potrebbe chiamarlo un pattern di marketing trito e ritrito, ma io lo apprezzo molto: la messa online è una crescita lineare di contenuti che culmina nel drop; mi aiuta a ricordare la scadenza e a trovare tutte le informazioni in modo rapido.
I prodotti sono andati online con una dozzina di minuti di ritardo, nei quali ho smattato alquanto. Ho persino scritto un messaggio diretto al brand, chiedendo se ci fossero dei ritardi tecnici o se fosse un problema mio. Per mantenere la faccia eviterei di raccontare questa parte, ma la riporto per testimoniare che, persino in quella situazione concitata, ho ricevuto una risposta istantanea: era tutto a posto, stavano arrivando.
Appena ho visto gli oggetti comparire uno dopo l'altro, ho acquistato violentemente i due pezzi che sapevo di volere. Il vantaggio del loro sito internet è l'efficienza con cui si può ordinare. È possibile vedere chiaramente la merce nel carrello, nel colore e quantità selezionata, in tutti i momenti dell'acquisto. La grafica e la struttura del sito stesso sono un investimento che rende tutto molto più professionale.
Nel giro di due minuti, avevo comprato tutto. Ho quindi potuto prendere un drink e guardare il bagno di sangue consumarsi sotto i miei occhi, dall'alto della mia torre *meme di iCarly che beve una cola guardando il pc

Spedizione e imballaggio

La spedizione è stata celerissima: sempre con DHL, per 16 euro, è arrivato nel giro di due giorni. Violet Fane è famoso per i suoi adorabili pacchetti pieni di regalini. Ho già ordinato due volte da loro e ho potuto sperimentare la cura con cui il marchio vuole mantenere il suo branding persino nei materiali con cui avvolge i suoi prodotti. È un dettaglio molto rilevante, che pochi osservano. Baby schiaffa la sua roba nelle buste di plastica trasparente, just saying ☕



click click per ingrandire!

L'involucro di carta velina del colore della collezione, il nastro brandizzato, il booklet con il concept della linea, le foto promozionali e gli adesivi coordinati. Tutti questi elementi contribuiscono a creare l'atmosfera magica che accompagna l'esperienza d'acquisto fino alla fine. Senza queste piccole attenzioni, tutte le belle parole all'interno della presentazione del brand sarebbero solo rumore. Credo che sia anche il cuore del significato di gestire un marchio indipendente: non avendo limiti, si può espandere la propria creatività anche nel modo in cui si imballa il prodotto, creando una collezione coesa e coerente con gli elementi del brand. Apprezzo.



Il bustier è disegnato molto bene, steccato sui fianchi, con pannello elastico sulla schiena. Sul davanti c'è una corsettatura decorativa con due nastri di pizzo nero. Sono rimasta sorpresa nel non trovare alcuna zip, dato che gli altri miei bustier si indossano così, ma questo va infilato. Il processo è molto agevolato grazie ad alcuni accorgimenti nel design del pezzo: il gobelin è morbidissimo, facile da comprimere; lo shirring si espande senza fatica fino alla misura massima descritta sul sito (taglia S-L); gli occhielli entro i quali passa la corsettatura sul retro sono elastici, permettendo al corsetto di sopportare la tensione.
Però, dato che sono un animale sgraziato, sembro comunque una bestia in preda a spasmi mentre tento di infilarmici dentro. Avrei tanto apprezzato una zip, anche per non rischiare di flettere le barre laterali a ogni utilizzo.
Veste discretamente. Per me, che ho un petto lungo e un seno medio, è perfetto. Tuttavia, mi sento di sconsigliarlo a persone molto prosperose o con un petto molto largo.





Non c'è un modo di rendere giustizia a questa splendida gonna fotografandola distesa, ma ho tentato. I dettagli sono sempre impressionanti: ha shirring sulla schiena, che la rende morbidissima addosso. Di nuovo, si tratta di un gobelin incredibilmente soffice e leggero, perciò è molto confortevole addosso. I bottoni sono stati recuperati da uno stock di antiquariato: la proprietaria del brand ha raccontato la loro storia durante la fase promozionale, sono molto belli. La stoffa stessa, la tappezzeria, è un oggetto di recupero. Per questo, l'intera collezione è un evento unico prodotto da una materia prima limitata.
Premetto che non ho alcuna competenza nel cucito e che anzi, parlo dal basso umilissimo di chi ha provato a infilare il filo nella cruna dell'ago appena qualche settimana fa. Però, guardando le foto di catalogo e ricordando altri indie brand che hanno tentato un design di gonna simile, ammetto che fossi particolarmente preoccupata per la banda di velluto sul bordo.
Pensavo che congiungere due tessuti dal peso così diverso avrebbe prodotto delle tensioni su uno dei due, increspando il velluto e tendendolo in alcuni punti. Eppure, come mi sono sincerata nella seconda foto, il velluto sul bordo è impeccabile, liscio. Quando la gonna è indossata, anche senza petti, il velluto si distende uniformemente sulla circonferenza. Non so se sia la mia inesperienza a farmi restare sorpresa o se sia merito di un effettivo accorgimento tecnico messo in atto, ma è splendida e sono positivamente sorpresa.

Qualità / prezzo

Non posso mettermi nelle tasche di tutti né giustificare in maniera credibile una spesa così ingente. Infatti, il punto di questa sezione non è persuadere il lettore all'acquisto del medesimo prodotto, ma commentare il mio acquisto avvenuto sulla base della mia esperienza nella moda, maturata negli anni.
Gli indumenti in sé sono, l'ho già detto, impeccabili. La qualità dei materiali, il disegno, i pizzi, la costruzione dell'indumento, nulla da eccepire.
Inoltre, a questi pregi sul piano pragmatico si aggiungono quelli sul piano artistico e soggettivo. Si tratta di una collezione curata con amore in ogni suo dettaglio, dall'idea di unire gobelin e velluto alla creazione di una storia, di fantasmi dell'antiquario che si impossessano del mobilio e gli danno vita, financo ai prodotti promozionali, nello stile della collezione e del brand. È un prodotto appagante da consumare in tutte le sue forme e mi gratifica possederne un pezzetto.
Quindi, sì, non è la mentalità da sunk-cost fallacy a farmi parlare quando dico che la spesa è commisurata al livello di lusso che si acquisisce.

Inoltre, ci tengo a ricordare come l'intera catena produttiva di Violet Fane cominci, continui e finisca in Europa. In questa fattispecie, la stoffa è un recupero ed è stata reperita fisicamente in Spagna. La lavorazione di essa e l'assemblaggio sono avvenuti in Spagna. La manodopera è regolarmente impiegata, risiede e lavora in Spagna. Il personale che si occupa della gestione del marchio si avvale di una lunga esperienza nella moda lolita e si impegna in prima persona nella scena alternativa spagnola.
Mi permetto di dire come questo sia esattamente quello in cui tutti, sui social, dicono di credere. Lavoro giustamente retribuito, materiali di riciclo, ecosostenibili, locali, impiegati in indumenti all'avanguardia della moda. Punto per punto, quello in cui la maggioranza dice di voler investire.
Beh, è qui! E questo è il giusto prezzo per esso. Alla luce di come ho obliterato ogni dibattito a riguardo, se dovessero essere sopravvissute delle anime che ritengono i prezzi ingiustificatamente alti, invito queste a restare sintonizzate sul canale: uno dei miei prossimi post sarà sul classismo del movimento lolita ecosostenibile.

Conclusioni

Avevo già acquistato la collezione Café Rose di Violet Fane, quella composta da giacca e gonna in velluto con appliqué, l'anno scorso. Estatica com'ero dell'esperienza, mi ero ripromessa che avrei atteso un secondo acquisto prima di recensirli, dal momento che la mia emozione per quello specifico prodotto comprometteva la mia imparzialità.
Adesso, un anno dopo, posso dire con relativa oggettività che Violet Fane è uno dei migliori indie brand che abbiamo in Europa. È un marchio pieno di proposte innovative, che copre più sezioni della moda lolita e di quella più generica kawaii. L'impegno che mettono in ogni aspetto del loro branding è encomiabile e merita di essere riconosciuto come unico nella scena dei brand alternativi europei, lassù nell'Olimpo assieme a Summertales Boutique.

Salto la sezione pro e contro perché, dal mio punto di vista, non c'è ragione al mondo per cui una persona che veste lolita in Italia e adocchia i loro prodotti non dovrebbe dar loro una possibilità, soprattutto considerando l'enorme risparmio su dogana e spedizione. È una fila ininterrotta di spunte per me.

Sì, sono calze da avvocato, non ho altro per favore pietà

Spero di aver scritto una recensione bilanciata, senza nascondere la mia parzialità perché anche essa fa parte della mia personalissima esperienza. Non mi definirei una stan di Violet Fane, perché ammetto di non apprezzare molte delle loro collezioni e il loro recente gusto per i ricami in corsivo a caratteri cubitali... Ma, quando lanciano qualcosa di mio gusto, l'acquisto è sempre un piacere senza riserve.


Alla prossima baci8
xx

martedì 5 luglio 2022

45 domande lolita

 Ho trovato questa lista di domande tramite una challenge mensile su un gruppo di discord (al quale partecipo pochissimo, purtroppo).
Si tratta di una carrellata di quesiti scritta da qualcuno sull'ormai deserto LiveJournal, nel lontano 2014. Oltre al valore nostalgico, è sempre rilevante compilare questionari così, per avere un veloce riscontro del proprio viaggio nella moda lolita.
Inoltre, la sfida sul discord era stata lanciata in concomitanza all'invito di aprire un blog sulla piattaforma Dreamwidth. L'ho fatto, ma ammetto di non avere grandi intenzioni per il futuro di quella pagina.
Ho già questo blog per sfogare tutti i miei pensieri, le mie opinioni e la mia astinenza da fonti di testo sulla moda lolita. Non credo di avere le energie per scrivere un secondo blog in inglese, che sia rilevante per un pubblico internazionale e allo stesso tempo, per me. Però, sono entustiasta della piattaforma: è grezza, testo-centrica e del tutto obsoleta, proprio come tutte quelle fonti che mi mancano in questo vetiduesimo anno del secondo millennio.

Nota 1: la persona che ha scritto le domande probabilmente non era madrelingua inglese. Per questo, alcune domande sono poco chiare e tutte riportano la parola "lolita" in maiuscolo, come se fosse un nome proprio.

Nota 2: contrariamente al mio solito su questo blog, non tradurrò le domande in italiano, proprio perché l'autrice le ha infuse di ambiguità usando un linguaggio particolare. Non potrei mai tradurle fedelmente, finirei per riscriverle secondo la mia personale interpretazione delle sue intenzioni per ciascun quesito.

Ma ora andiamo alle domande (✯◡✯)

1.      Please tell us your Hand Name (name that’s used ONLY in internet.) and hometown.

Sui forum mi facevo chiamare Kana-palooza, Kanapaloo, Kanapalu o Kana, in onore di Moon Kana, Kaname Chidori (di Fullmetal Panic) e del Lollapalooza. Nella mia seconda venuta sull'internet, ho cambiato nick in Frantic Frills, più trasparente e letterale rispetto alla mia presenza online di lolita.

2.      About how long is your history as a Lolita?

L'ho già detto mille volte, ma ho iniziato nel 2011. Colgo l'occasione per dire anche che fra il 2014 e il 2018 mi sono presa una lunga pausa dagli ambienti lolita online, per ritornare su lolita-internet gradualmente nel 2019 e in forma definitiva nel 2020, durante la pandemia. Gli anni da lolita offline sono stati bellissimi, non una (1) lamentela.

3.      What first motivated you to do Lolita fashion?

Mi piacevo nella silhouette lolita ed era un ambiente sicuro nel quale poter dare sfogo alla mia estetica stereotipicamente femminile senza subire vessazioni. Ero anche attratta dall'aspetto comunitario, in quanto adolescente.

4.      After knowing Lolita fashion, have you had any time-gap or resistance till you actually started to be Lolita?

Ho iniziato pochi mesi dopo l'aver scoperto la moda online, ordinando la mia prima gonna lolita (Lovely Maiden Nadia di Bodyline) e in seguito il mio primo abito (Classical Rose Bouquet di Baby).

5.      Please define your Lolita style as much as possible. (eg. gothic Lolita, sweet Lolita, white Lolita…. Etc).

Mi risulta sempre difficile perché mi sembra di cambiare stile con ogni coord, ma sicuramente old school al primo posto, classic e gothic a pari merito al secondo.


6.      About how many Lolita friends do you have?

Credo un 5-6? Difficile dirlo, dato che molti di loro hanno smesso la moda, ma nella mia testa sono comunque nella categoria "amici lolita".


7.      What is the best thing about doing Lolita?

Poter dare sfogo alle proprie fantasie su se stessi, sul modo in cui si vuole essere visti dagli altri, ma anche sul messaggio che si comunica coi propri vestiti. Mi piace che, per una volta, qualcuno possa guardarmi e pensare "cazz-, questa sì che è una fissata con anime/Giappone/roba strana" perché SÌ è esattamente quello che sono 😭💓


8.      Conversely, what's the worst thing?

La comunità online internazionale a volte diventa davvero difficile da gestire.


9.      Which Lolita Brands do you like?

Questa risposta cambia di sei mesi in sei mesi, ma al mio preferito al momento è Excentrique. Non so come, ma ogni loro pezzo che salta fuori sul mercato dell'usato (sono chiusi dai primi del 2000) è sempre perfetto. Se potessi farei razzia di tutto il loro catalogo.

10.  What was the first Lolita item that you’ve owned?

Ho già risposto sopra, ma aggiungerei l'abito di Bodyline Replica Poodle Pattern, rubato a Innocent World. L'ho venduto, ma non dimentico 💧


11.  What is the “must have!” Lolita item?

Qualcosa da mettersi in testa perché in questa economia posso accettare tante cose, ma uscire con la testa nuda è ancora troppo per me.

12.  Do you wear drawers?


Credo si intenda bloomers o pantaloncini sotto la gonna. In ogni caso, sì.

13.  Do you have any favourite Japanese music?


Assolutamente sì. Fare l'elenco di tutti i miei artisti giapponesi preferiti prenderebbe un paragrafo, ma ultimamente quelli con i quali sono ancora in fissa sono: Gackt, Malice Mizer, Shazna, Shikao Suga, Maaya Sakamoto e Sheena Ringo. Ho fatto una testa così a tutti con Sheena, non mi taggate.

14.  Where do you particularly visit as Lolita?


Quando sono vestita da sola (= il 90% delle volte) faccio commissioni: supermercato, panettiere, gelato, farmacia, negozi vari. Spesso esco a passeggiare in lolita o semplicemente ad ascoltare musica in cuffietta in un determinato posto che mi piace, quasi sempre vicino a casolari abbandonati, che sono la mia massima passione. Tutto ciò che è derelitto, dismesso e architettonicamente vetusto mi attrae, doppiamente se sono in lolita.

15.  About how many times per week do you dress as Lolita?


Purtroppo, tutto il mio guardaroba è ancora a casa dei miei, quindi se sono dall'altra parte del nord Italia è un po' difficile 😪 però, quando ho accesso al mio arsenale, lo vesto almeno una volta a settimana.

16.  Please tell us about one embarrassing episode from the time when you were
just beginning Lolita.

Per me tutte le interazioni per strada in lolita sono imbarazzanti ( ̄▽ ̄*)ゞ Anche la signora che mi ferma per chiedere educatamente da cosa sono vestita, mi causa imbarazzo. Detto ciò, la più colorita è stata quella della famiglia in centro che mi ha chiesto se stessi promuovendo il musical di Priscilla, la regina del deserto, in scena a Milano in quel momento.

17.  What's hairstyle and color that you think Lolita would suite the most?


Non credo ce ne sia uno ideale. Una volta pensavo che fosse obbligatoria la frangia tagliata pari, stile Misako Aoki, ma mi sono resa conto che è un bias della comunità lolita. Tutti si fanno la frangia perché la vedono nelle foto su pinterest > altri credono che la frangia sia obbligatoria e se la tagliano > chi cerca foto su google trova solo frange e crede che sia l'unica opzione > il ciclo si perpetra.

18.  Have you ever thought of stopping Lolita? The reason?


Questa è una domanda alla quale vorrei rispondere con un post a parte. La versione breve è: sì, certo, come tutti dopo un tot di anni. La ragione principale è il mio corpo di donna caucasica normopeso sud europea, e la pressione sociale a convogliare i propri risparmi verso gli hobby autorizzati per il mondo femminile, come la famiglia, le cure estetiche e la casa.

19.  Please tell us your heart's bible as a Lolita. (anything like a book, magazine, CD, idol...)

Credo che la domanda sia "qual'è la tua risorsa multimediale di riferimento per la moda lolita?" La mia risposta sarebbe: i CD di musica giapponese anni 2000. Mi basta fare play su qualche album di Olivia Lufkin o una colonna sonora di Yoko Kanno per avere voglia di indossare lolita.

20.  Do you own a doll? Tell us your feelings about her intensely!

Sì, ne ho. Ho bambole vittoriane in porcellana, piccole bamboline di stoffa, bambole di plastica per bambina come Tanya e Barbie, bambole di pezza e di legno. Ne ho tante, accumulate in anni e anni di ricerca, selezione e attese, ma non le tiro mai fuori dalle loro confezioni. Ho un rapporto conflittuale con l'hobby delle bambole, un bandolo emotivo che non riesco a sbrogliare. Provo attrazione verso di loro, ma repulsione istintiva a giocarci o esporle in camera mia. Non riesco ad arrivare al fondo di questo barile di problemi, per questo restano tutte nascoste nel mio armadio, nelle loro bare di cartone.

21.  What kind of make-up do you wear when you wear Lolita clothes?

Non mi trucco mai in lolita. Non ci ho mai riflettuto su, ma avendo mantenuto il trend dell'assenza di make-up per tutti questi anni, credo che sia a suo modo una scelta più o meno conscia.
Probabilmente non associo la moda lolita a un determinato stile di make-up, assieme al fatto che le uniche istanze in cui mi trucco nella vita normale sono per lavoro e per serate. Forse è per questo che non mi trucco in lolita, perché lo associo solo alla serietà del lavoro o al glamour degli eventi...?

22.  Have you ever secretly changed clothes in a train station bathroom on Lolita day-out?

Sì, come i veri.

23.  Are you composed when doing Lolita all by yourself?

No aiuto quale psicopatico mantiene savoir fare in completa solitudine? Dico parolacce, faccio pose contorte, tiro porci come se piovesse. Significa che sono a mio agio.


24.  How much do you spend in your Lolita clothes& accessary monthly?


È difficile dirlo, alcune volte spendo moltissimo perché compro nuovi release, altre volte passano molti mesi senza che spenda un centesimo. Se dovessi fare una media su 12 mesi, sarebbe una trentina di euro per mese, a causa di alcuni salassi da centinaia di euro associati a mesi di risparmio assoluto.

25.  What is the most expensive Lolita thing you've bought so far? How much was it?

Devo considerare le dogane nel prezzo finale e fin'ora, Cross OP di Moitié regna sovrano. Maledetto figlio di putt-

26.  So far about how much has the expense been for Lolita goods?


Dio santo, ma perché {{ (>_<) }}💦 Ignoriamo le uscite dovute all'acquisto di abiti che ho poi venduto, dato che quelle creano un'ulteriore spesa (non vendo mai gli abiti al prezzo totale inclusa spedizione e dogana, ma a quello di listino per il quale li ho comprati, quindi ci smeno una quantità variabile di €€€).
Possiedo una quarantina di abiti, alcuni molto costosi, altri meno. Aggiungiamoci una dozzina di gonne, una ventina di camcie, accessori e cappotti. Non so. Non lo voglio sapere c:

27.  Lolita outfit really costs money. How do you raise money to cover the cost of
Lolita?

Lavoro mentre studio, faccio anche lavori su commissione e risparmio in ogni ambito possibile e immaginabile. Non vado a fare aperitivo, non bevo, non compro minchiate (so che suona strano, ma non possiedo oggetti, solo strumenti. Se anche me ne regalano, li butto o li vendo). Non spendo in fast fashion, ho lo stesso guardaroba dalle superiori e se qualcosa si rompe, compro usato. Persino nel cibo sono risparmiosa: sono vegetariana da una dozzina d'anni e compro solo frutta e verdura di stagione. Nella vita di tutti i giorni sono una persona piuttosto morigerata, ho bisogno di pochissime cose per sussistere.
Lo testimonia l'estratto conto della mia banca: i miei più grandi settori di spesa, quelli nei quali spendo centinaia di euro alla volta, sono il lolita e i regali per gli amici.

28.  Have you ever bought from an online store? If so, please tell us its good
and bad points and some advice for the future. If not, please tell us why not.

Ho comprato da Wunderwelt, Closet Child, Usagiyouhinten, Yahoo!Auctions Japan, Mercari, Rakuma fril, instagram di persone nella moda, Lacemarket ed Ebay. Non credo di riuscire a fare una recensione di ciascuno in questa sede (⌒_⌒;)

29.  Even if you sort of want to keep it a secret, please clandestinely tell us
about a private manufacturer that is the best.

Adoro il modo di parlare inglese di questa persona, sul serio 😩💜 Per quanto riguarda indie brand, Violet Fane e Summertales Boutique sono pari merito, entrambi hanno la stessa qualità che avrebbe un brand con manifattura automatizzata professionale.

30.  Is there a brand and/or an item that you think, "I could never get it! But I unreasonably want it!"?


Sì, c'è, ma non lo nominerò più perché starei attivamente contribuendo all'inflazione del suo prezzo di vendita (ง ื▿ ื)ว

31.  What do you think about people who only do Lolita at music-lives or cosplay?

Buon per loro! Chissenefrega quando, quanto e dove si indossa la moda. Se lo si fa con dedizione e non la si ridicolizza, bene così.

32.   From what age to what age is it acceptable to do Lolita? Do you think that there's a state in which someone must graduate from
Lolita? (you can answer as ‘never graduate’)

Non c'è un'età oltre la quale è sbagliato indossare lolita, però per me c'è un'età minima. Ultimemente ho visto molte lolita occidentali vestire coi loro abiti le proprie infanti e mi sembra una forzatura. Da un lato è bello condividere il proprio hobby con i figli ed è tenero vedere per lo più bambine provare abiti lolita per sentirsi delle principesse. Però, essendo bambine molto piccole, la moda deve flettersi ai loro bisogni per permettergli di essere libere di muoversi, e a quel punto diventa solo una bozza di lolita, un costume colorato per rendere partecipe una figlia. Al contrario, voler imbacuccare un bambino con petti, camicia, accessori e pendenti mi sembra una vessazione. Quindi, mi mette un po' a disagio vedere bambini vestiti in lolita completo, ma anche vederli in abbozzi della moda.
Per non parlare dell'associazione della moda al mondo infantile. Vuoi mettere che incu_ata sentirsi dire che la mamma è vestita come la bambina, e non viceversa, dopo aver speso anni a spiegare ad amici e parenti che non è un tentativo di regressione di età?
E poi, il costo. Esistono costumi per bambini, se proprio vogliono partecipare gli si può comprare qualche gonna in tulle da 5 euro al negozio di carnevale e buona notte al secchio sfjhksghjlkhj

33.  Is there a Lolita fashion or behavior that you think "I don't want Lolitas to do this!" about?

No, ognuno faccia un po' quel che vuole.

34.  Is there something you think "Lolita has to be this way!" about?


No, ma non credo di aver capito l'ambito della domanda 💧

35.  While doing Lolita, has something changed from earlier than you did Lolita?

Mamma mia, una valanga di cose. Tutti amano la recente tendenza permissiva, che scarta regole e divieti. Anche io la apprezzo, però a volte si finisce per dare il via libera solo per passività e non per convinzione.

36.  Do you go to school/work as Lolita?


No, non potrei nemmeno.

37.  Do you wear Lolita clothes as casual wear?

No, non vorrei nemmeno. Ci tengo a mantenere una separazione tra Francesca e Frantic Frills.

38.  Do you have a boyfriend (or husband)? Do you understand each other? (I think she meant “Does he understand you (as lolita)?”)


Per il momento ho un tipo. Lui sa che vesto lolita e non ha nulla da ridire. Gli ho insegnato un paio di termini ed etichette, per cui a volte discutiamo della moda e dei miei acquisti, ma non indosso mai lolita con lui. Potrei considerarlo solo se avesse intenzione di accompagnarmi a qualche evento, vestito a sua volta in aristocrat.

39.  What do the people around you think of your doing Lolita? Do they accept it?

Pochissimi amici del "mondo normale" sanno del mio hobby, ma sono tutti d'accordo. Non ci sono stati problemi rilevanti a riguardo.

40.  What kind of Lolita is who has impressed you the most up until now?

Farò un elenco, ho postposto questo momento troppe volte. Userò i nick di instagram perché è tramite quella piattaforma che consumo la maggior parte dei contenuti che queste persone pubblicano.
Voyeurism.s mi ha mostrato come capi lolita old school o estremamente semplici possano essere integrati in outfit casual per tutti i giorni, con cose come sneakers, borse qualsiasi e cappelli.
Dollsmeat perché ha creato un mondo parallelo fatto di immagini disturbanti e folklore midwestern americano tramite la moda lolita, con occasionali contenuti gyaru, budoir ed ero lolita. Ha abbattuto quel muro invisibile di decoro, perfezionismo e rigore che è stato eretto nel lolita fin dalla sua creazione.
Lace.decay perché ha sempre mischiato moda alternativa giapponese al suo lolita, creando alcuni dei coord più belli che possa pensare. Sembra uscito da un volume di Cookie.
Talianoshiro perché ha un occhio impeccabile per la moda. Sa abbinare pattern e colori apparentemente contrastanti e crea composizioni sempre interessanti. Ricordo ancora una camicia a quadri verdone sotto un abito bianco e nero, mmmh.
Pure.rae perché tramite il suo canale Youtube e la sua pagina instagram mi ha reintrodotto nel mondo del lolita moderato, senza grandi ambizioni di perfezione assoluta. I suoi coord sono sempre carini e sbarazzini.
Troubleinthemassagecenter perché presenta il lolita in modo normale. Anche nelle foto in cui è ritratta in giro e indossa abiti color neon iper sweet, per qualche sortilegio si fonde perfettamente con l'ambiente. Un'altra persona che prende il lolita come una moda e non come un fragilissimo cristallo da lucidare alla perfezione.
Mi sembra che il filo conduttore che spicca fra tutte queste persone diversissime sia la naturalezza con la quale declinano la moda e la rendono qualcosa di personale. Non riesco a essere ispirata o interessata da persone che vestono lolita come se fosse chissà quale sacro rituale solenne.

41.  Have you ever made your own Lolita clothing or/and accessories? If so, what was the best item that you’ve made?

Sono totalmente disispirata e assolutamente incapace. Inoltre, odio le cose e non sopporto di riempirmi di ciarpame, per questo non riesco a comprare nemmeno gli strumenti che servirebbero alla creazione di piccoli accessori. Solo l'idea di dover tenere in casa aghi, fili, pizzi, scampoli, bottoni, cartamodelli, pennarelli, pendenti, patch, colla... brr no, non riesco. Sarei contenta di imparare a un corso di cucito, lasciando i merdini là 💦

42.  If you have an ideal Lolita outfit or coordination, please tell us.

Al momento il mio coord ideale, nonché il mio prossimo traguardo, è quello di Mana in Gardenia. Bianco assoluto e blu elettrico, rose, cristalli, un lungo velo e capelli cotonati....................

43.  Is there a motif that you think “this is a simple of Lolita”?

Il tessuto gobelin, sicuramente. Ho scoperto come si chiamava tramite la moda e adesso lo associo istintivamente a quella.

44.  Would you want to dress your children as Lolita?

No, o almeno non con veri abiti lolita adattati alle loro misure (che ca__o di spreco, poi). Comprerei loro dei costumi da carnevale coi quali imitarlo, se proprio ci tengono.

45.  What's your image of the ideal Lolita?

Chiunque riesca a indossare la moda con naturalezza, personalizzandola e rendendola interessante.


Peace out xx

Estate 2026

  Q uesta estate ho portato avanti un progetto stilistico personale: indossare lolita quanto più spesso possibile, per espandere e flettere ...